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03:13 18 Luglio 2019
Famiglia

Stop famiglia tradizionale: arriva la nuova gen(d)erazione

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Italia
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Tatiana Santi
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La famiglia oggi è messa in discussione, come l'essere maschio e femmina.

Che la teoria gender esista o meno poco importa, alcuni fenomeni però sono un dato di fatto: nelle scuole girano opuscoli che illustrano coppie omosessuali, addirittura delle favole sono state riproposte ai bambini mostrando loro l'amore tra due principesse o due principi. L'immagine della famiglia naturale quindi cambia sotto i nostri occhi. Perché questo avviene? Come si può mettere in discussione il sesso di una persona, che pare possa essere cambiato come una borsa o un vestito?

A Roma il 20 giugno si è tenuta una manifestazione a sostegno della famiglia naturale, che diverse associazioni gay hanno ovviamente criticato. Rimane da capire, perché sia lecito manifestare per i diritti gay e non lo sia se si sostengono le famiglie naturali. Sputnik Italia ne ha parlato con Riccardo Fenizia, professore di filosofia e autore del libro "Gen(d)erazione nuova. Oltre il senso comune", che era presente alla manifestazione Family day a Roma.

— Le sue impressioni sulla manifestazione svoltasi a Roma, alla quale ha partecipato, in sostegno della famiglia naturale?

— Le impressioni sono buonissime. C'erano oltre un milione di persone. Dopo una pioggia fortissima, durante la stessa manifestazione è uscito il sole. Si respirava un clima molto bello con persone arrivate da tutt'Italia. E' stata una vera manifestazione di popolo in difesa della famiglia contro la propaganda gender, che sta diventando invasiva. E' una teoria insidiosa, perché non ci si rende conto della sua efficacia.

— Lei ha scritto il libro "Genderazione nuova. Oltre il senso comune". Qual è il messaggio principale che voleva lanciare?

— Il problema della famiglia attuale è un problema di natura filosofica, è legato ad una filosofia femminista che tende ad interpretare dagli anni '50 la natura umana in modo diverso, cioè privo di identità. Ho notato che si sta realizzando un attacco al concetto stesso di natura e comporta un grave problema. Si lega la realtà solo al desiderio soggettivo, impedendo il rispetto di qualunque dovere, lasciando credere all'uomo di poter manipolare a piacimento se stesso, il corpo.

— Il fatto di mettere in discussione l'essere maschio e femmina a che pericoli può portare?

— Provoca problemi sia per il singolo, la coppia e l'umanità. Mettere in discussione il maschio e la femmina significa mettere in discussione la natura umana, che cresce e nasce proprio dalla bella differenza tra uomo e donna. Svincolare la natura umana dalla sua sessualità implica una forte astrattezza, che vede l'uomo come essere asessuato, perdendo di vista la sua concretezza e quindi la realtà. Questo porta anche la manipolazione dell'essere umano, che viene creato artificialmente. Si perde la bellezza dell'educazione materna e paterna dei figli.

— La teoria gender arriva nelle scuole. Girano anche favole per bambini modificate dove si mostrano coppie dello stesso sesso. Secondo lei la scuola dovrebbe occuparsi dell'educazione sessuale o è un compito che spetta solo alla famiglia?

— L'educazione sessuale è un tema molto delicato e intimo e spetta assolutamente ai genitori, come è previsto anche dalle nostre leggi. L'educazione dei bambini venendo affidata nei regimi totalitari allo Stato, diventava un canale di propaganda, per poi manipolare le masse. Quando si è visto questo con il nazismo e nei paesi comunisti, dopo la seconda guerra mondiale si stabilì che i diritti primari dell'infanzia erano quelli di essere educati dai propri genitori.

La propaganda gender è promossa all'interno della Unar, che opera in Italia per l'antidiscriminazione e l'omofobia. Tramite il cavallo di Troia dell'omofobia per non discriminare si introduce la dottrina gender. Questo processo è già in atto, anche nella mia scuola c'è stata un'attività pedagogica svolta a favorire l'antidiscriminazione mostrando ai bambini coppie omosessuali, c'era l'immagine di due vecchietti dello stesso sesso che dicevano "ora finalmente possiamo amarci e fare una famiglia". Tutto ciò come se la famiglia fosse una cosa astratta svincolata dall'essere uomo e donna.

— Secondo lei perché il governo cerca di destrutturare la famiglia naturale, cambiare l'immagine della famiglia tradizionale?

— Questo avviene non tanto per la volontà diretta dei nostri parlamentari, ma soprattutto per un'ignoranza sul tema da parte dei nostri politici, che credono realmente di andare solo a difendere le coppie omosessuali. Non hanno compreso il fine del progetto, che secondo me viene dall'estero, forse dall'Inghilterra o dalla Francia. Si tratta di dottrine portate avanti dagli anni '50 dai gruppi LGBT.

— Perché secondo lei in Italia se si manifesta per i gay va tutto bene, se invece si organizza una manifestazione a sostegno della famiglia naturale si viene subito attaccati e accusati di omofobia?

— Dato che la sensibilità media oggi si fonda più sull'emotività morbosa che sulla razionalità, la propaganda gay tende a far credere che c'è un'aggressione contro i gay. Quindi quando manifestano gli omosessuali, la gente di media pensa che si tratti di una giusta tutela. Quando si manifesta per la famiglia si pensa che in realtà si voglia attaccare l'omosessuale. Avviene un fraintendimento del messaggio. C'è un'ulteriore fonte di confusione: il matrimonio è legato alla vita e alla responsabilità pubblica della crescita dei figli. Altro è due lesbiche per esempio che vogliono vivere insieme volendosi bene, nulla cioè a che vedere con un uomo e una donna che creano vita, un bene comune che serve allo Stato e a tutti.

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Tags:
Manifestazione, Family day, Riccardo Fenizia, professore di filosofia, Italia
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