12:25 03 Dicembre 2020
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Annunciate con un'intervista rilasciata ieri al Corriere della Sera dal premier italiano, filtrano oggi le prime indiscrezioni sulle scelte che assumerà l'Italia in caso di fallimento dell'agenda UE sui migranti.

Di un piano B di palazzo Chigi sull'emergenza migranti ne aveva parlato Matteo Renzi in un'intervista apparsa sull'edizione domenicale del Corriere della Sera e a confermarne l'esistenza ci aveva pensato Angelino Alfano, rispondendo alle domande di Maria Latella su SkyTg24 nella giornata di ieri.

Di oggi invece le prime indiscrezioni su quello che il governo italiano sarebbe disposto a fare se l'UE non dovesse cambiare la sua Agenda sull'immigrazione, con particolare riferimento al piano emergenziale per il ricollocamento dei richiedenti asilo tra i Paesi membri. Dopo le resistenze dei paesi del nord, che a vario titolo hanno declinato le richieste di Bruxelles sulle quote obbligatorie, il peso di questa crisi rischia di mandare in crisi il sistema di primo soccorso e accoglienza dell'Italia.

Per questo motivo palazzo Chigi ha studiato un ventaglio di risposte, da cui non sono escluse forti prese di posizione a livello diplomatico.

Tra le possibilità allo studio del governo italiano, secondo quanto fatto filtrare in queste ore alla stampa, figurano accordi con singoli Paesi per le operazioni di polizia internazionale contro i trafficanti con il sostegno dell'Egitto, l'obbligo per le navi straniere che soccorrono i migranti in acque internazionali di trasferirli nei loro Paesi, ma soprattutto concessione più rapida di permessi di soggiorno "brevi" che diano la possibilità ai migranti di varcare le frontiere e circolare liberamente in Europa.

Quest'ultimo punto è stato preso in considerazione alla luce delle recenti tensioni con la Francia sul confine di Ventimiglia e per evitare impasse come quella creatasi alla stazione di Milano per la temporanea chiusura dell'area Schengen al confine tedesco per il G7 svoltosi in Baviera.

Migranti in un campo profughi
© REUTERS / Goran Tomasevic

Novità anche sul piano degli accordi con i paesi da cui provengono le grandi migrazioni. Sul modello dell'accordo stretto recentemente con il Gambia, l'Italia fornirà assistenza e mezzi per la formazione di personale nei paesi con cui si sigleranno gli accordi, per consentire l'avvio delle procedure di rimpatrio d'urgenza negli Stati d'origine, sulla falsa riga di quanto avviene già da anni con Marocco e Tunisia. La lista dei Paesi con cui si stanno per avviare negoziati sono Senegal, Bangladesh, Costa D'Avorio, Mali e Sudan.

Sul versante della gestione interna della crisi, con soli 24mila profughi che dovrebbero lasciare l'Italia secondo il piano UE, a fronte di arrivi stimati attorno alle 200mila unità, il governo sta predisponendo 5 caserme, di cui 3 al nord, una al centro ed una in Sicilia per l'accoglienza dei profughi, mentre saranno tre le nuove strutture costruite per la prima accoglienza. 

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Tags:
Migranti, Trattato di Schengen, Piano B, Matteo Renzi, Europa, Italia
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