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    Una fila di migranti

    Sardegna, migranti asserragliati in bus rifiutano trasferimento

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    La contestazione di un gruppo di profughi nell'isola italiana. Da due giorni barricati nel bus che doveva trasferirli in una struttura che loro rifiutano: troppo isolata dai centri abitati.

    E' in corso da due giorni una complicata trattativa condotta dalle autorità della città di Sassari con un gruppo di immigrati, asserragliati in un bus nelle campagne sarde, in località Palmadula.

    Ministro degli Interni Angelino Alfano
    © AP Photo/ Gregorio Borgia, file

    Motivo della protesta è proprio la frazione in provincia di Sassari, dove si trova la struttura adibita alla loro accoglienza. Secondo alcuni dei profughi, che hanno comunicato la loro indisponibilità ad accedere alla struttura, il posto scelto sarebbe troppo distante dai centri abitati. Degli oltre 100 richiedenti asilo che hanno iniziato la rivolta da due giorni, sono rimasti sulle loro posizioni in 30. I migranti che stanno continuando la protesta a oltranza hanno dormito a bordo del bus.

    Le trattative per lo sblocco dell'impasse sono condotte dal prefetto di Sassari Salvatore Mulas, il questore Pasquale Errico ed il sindaco della città sarda Nicola Sanna. Un portavoce della questura ha spiegato alla stampa locale che il prefetto sta cercando in queste ore di far capire ai migranti che nella località scelta potrebbero stare meglio rispetto al posto in cui si trovavano prima.

    "Una quarantina di loro  — ha dichiarato Paolo Meloni al quotidiano La Nuova Sardegna — è stato convinto dalla fame e dal caldo a scendere dal pullman, ora dovremo convincere anche gli altri". 

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    Migranti, Profughi, Protesta, Italia
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