17:33 06 Dicembre 2019
Il panorama di Roma

Mafia Capitale, oggi i primi interrogatori

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Roma travolta dalla seconda ondata di arresti nell'inchiesta “Mondo di mezzo 2” che ha svelato l'intreccio tra criminalità e politica. Il premier Renzi: Chi sbaglia paghi”.

E' un ritratto sconfortante quello che emerge dalle carte dell'inchiesta su Mafia Capitale, come è stata ribattezzata l'indagine della Procura di Roma sugli affari che la criminalità organizzata aveva messo in piedi in città con l'aiuto di politici, funzionari e addetti ai lavori dell'amministrazione cittadina.

Un terremoto politico che conferma, ove fosse stato necessario, il coinvolgimento nel giro di malaffare di esponenti politici fino ad oggi insospettabili. Dopo l'arresto di 37 persone a dicembre del 2014, tra cui i due soggetti considerati ai vertice dell'organizzazione, quel Salvatore Buzzi a capo delle cooperative romane e Massimo Carminati, ex terrorista legato alla banda della Magliana, ieri altre 44 ordinanze di custodia cautelare, 19 delle quali eseguite in carcere. Domiciliari per gli altri arrestati, mentre altri 21 soggetti risultano indagati a piede libero. Si legge nelle carte dei magistrati:

"Una struttura mafiosa, cerniera tra ambiti criminali ed esponenti degli ambienti politici, amministrativi ed imprenditoriali locali"

L'attuale amministrazione comunale targata PD e retta dal sindaco Marino ora trema, benchè l'ideazione del complesso sistema corruttivo risalga ad un epoca precedente alla sua elezione. Il partito, per bocca del suo presidente, Matteo Orfini, ha ieri difeso pubblicamente l'operato del primo cittadino.

"Con Carminati una banda di destra, le amministrazioni di Marino e Zingaretti sono state un baluardo della legalità — ha detto Orfini — qualcuno nel nostro partito ha ceduto e dovrà pagare il suo debito con la giustizia. Non è degno di stare nel Pd — continua il presidente del partito — chi si è fatto corrompere deve sparire dalla vita politica. Gli arrestati sono immediatamente sospesi dal Consiglio e dal partito".

Questa la comunicazione data da Orfini, mentre il premier Matteo Renzi, più tranchant, ha ribadito quanto già sostenuto in occasione degli arresti di dicembre scorso.

"Un paese solido — ha detto Renzi a margine dell'incontro con la presidentess cilena Michelle Bachelet — è quello che combatte la corruzione con grande decisione e grande forza, mandando chi ruba in galera. Naturalmente nel rispetto della presunzione di innocenza. Ma quando arriva la sentenza definitiva — ha ammonito il premier — è giusto che chi ha violato le regole paghi fino all'ultimo giorno e all'ultimo centesimo".

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Mafia, Arresti, Procura di Roma, Mafia Capitale, Roma, Italia
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