08:57 06 Luglio 2020
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La tanto attesa enciclica di Papa Francesco dedicata all’ambiente e al pianeta sarà pubblicata il prossimo 18 giugno. Secondo alcune indiscrezioni editoriali, il titolo potrebbe essere "Laudato sii", dal chiaro riferimento al “Cantico delle creature”.

L'impatto dei cambiamenti climatici si sta intensificando in tutto il mondo. Un'accurata e credibile analisi scientifica supportata da un'ingente quantità di prove e dati paleo-climatici evidenziano che l'umanità ha intrapreso un cammino pericoloso che, in assenza di un intervento forte ed efficace, porterà inevitabilmente alla destabilizzazione del clima planetario con conseguenze devastanti per la nostra civiltà. Un'azione internazionale concertata è divenuta ormai indispensabile per scongiurare i rischi posti dai cambiamenti climatici, ma la comunità internazionale ha finora omesso di agire e il tempo effettivo sta per scadere.  Papa Francesco ha preso una forte posizione morale, evidenziando gli snodi che intercorrono tra la società umana, l'ecologia naturale e il ruolo cruciale dei cambiamenti climatici in relazione alla giustizia e alla pace, alla cura per il pianeta, allo sviluppo dell'umanità e alla preoccupazione per i poveri.

Tebaldo Vinciguerra, Officiale del Pontificio Collegio di Giustizia e Pace, Dicastero del Vaticano, intervenendo all'International Symposium on Climate Change, che si è tenuto a Roma dal 27 al 29 maggio scorso e ha riunito venti esperti mondiali di cambiamenti climatici, sotto la direzione scientifica del consulente delle Nazioni Unite, Martin Lees, ha anticipato ufficiosamente i temi centrali della prossima enciclica papale. 

Di particolare importanza il riferimento dell'Officiale alla drammatica crisi globale che il mondo sta attraversando.

"Stando alle stime della FAO, commenta il dottor Vinciguerra, 57 paesi su 129 non hanno raggiunto l'obiettivo di dimezzare la fame entro il 2015. Stanno aumentando spaventosamente le disuguaglianze. Migliaia di persone muoiono tentando di attraversare il Mediterraneo o perdono folli cifre di denaro tentando di raggiungerlo e vivono in schiavitù sia prima che dopo averlo raggiunto. S'insiste ripetutamente sulla cosiddetta ‘assurda popolazione', sul pericolo della demografia in zone povere, sulle politiche di controllo forzoso delle nascite nelle zone in cui lo sviluppo non è stato portato, però gli investimenti per portare le armi e le rivoluzioni ci sono stati."

Vinciguerra insiste sui pericoli che attraversano il pianeta e l'umanità:

"La comunità internazionale non è determinata a fermare violentissimi gruppi che stanno terrorizzando e insanguinando il Medio Oriente e l'Africa, né sembra in grado di riuscire nell'intento. Mentre nell'est dell'Europa sono in azione blindati e artiglieria pesante. Sembra che siamo in un'automobile senza controllo, che corre verso più muri successivi o simultanei, ma non sappiamo veramente chi stia guidando l'automobile e a chi sia intestata, mentre abbiamo perso anche il controllo di chi è già saltato dal finestrino."

Vinciguerra ha lasciato chiaramente intendere in alcuni passaggi del suo discorso che Papa Francesco, nonostante stia incontrando molte ostilità nell'affrontare il tema dei cambiamenti climatici, è certamente orientato ad affrontare gli ostacoli perché le valutazioni scientifiche che confermano la necessità di superare gli obiettivi di Kyoto hanno anche un'importanza etica per l'intero pianeta. Non è possibile scindere il problema del clima dalla giustizia sociale. Con ogni probabilità, Papa Francesco vuole dare un segnale forte, una scossa alle elite politiche che guidano le sorti del mondo ed è consapevole di andare verso uno scontro. La sua prossima visita negli Stati Uniti, in cui andrà invitato dal Presidente del Senato nel prossimo autunno, è contrastata dalle forze politiche del tea party e della maggioranza, critiche nei confronti dell'indirizzo strategico per le sfide future che la Chiesa intende offrire alla società. 

Papa Francesco
© AP Photo / Andrew Medichini
Papa Francesco

Vinciguerra al Symposium romano ha sottolineato le opportunità e i benefici che possono derivare da un cambiamento di direzione del progresso socioeconomico, orientandolo verso un percorso segnato da una riduzione delle emissioni di Co2 e da una gestione equa ed efficiente delle risorse, in quanto la stabilità, lo sviluppo e la pace per tutti i paesi, ricchi e poveri, dipendono da un'azione rapida per preservare un clima stabile e un ambiente vivibile.

"Questa comunità internazionale stenta a difendere i diritti umani, afferma convinto l'Officiale. Siamo nell'era della globalizzazione e dell'indifferenza, nella cultura dello spreco, dello scarto, ma abbiamo il problema del clima. Più che l'esaurimento degli oceani, più che la violenza e la corruzione intorno all'accaparramento delle terre, è il tema del clima a bloccare i governi e le cancellerie, l'opinione pubblica e le associazioni. Ci sono divergenze molto diverse. Ogni stato sta difendendo i suoi interessi, ogni negoziatore sta proteggendo la sua bistecca. Siamo in un processo significativo, dobbiamo realizzare una nuova architettura per il post protocollo di Kyoto, una nuova architettura istituzionale. La sfida è quella di realizzare in modo corale un meccanismo di governance rispettoso della sussidiarietà che rispecchi il principio orosiano delle responsabilità comuni ma differenziate."

Vinciguerra spiega che la Chiesa chiede

"un chiaro e definitivo impegno etico di agire. Le esortazioni gioiose del Vangelo non possono rimanere astratte. Da esse bisogna ricavare conseguenze pratiche. Si può pensare a una pace per alcuni ma non è la vera pace.  La pace è con tutti e per tutti. La pace è fraternità. Vi è un imperativo morale ad agire che interpella ognuno di noi e ogni paese circa la nostra comune responsabilità a proteggere il nostro pianeta e la famiglia umana, a valorizzare il creato per il bene della presente generazione come di quelle future, garantendo a tutti di vivere in un ambiente sicuro e sano. Si tenga presente però che le forze di mercato non basteranno a portare questo cambiamento. Dobbiamo insistere sulla dimensione educativa ed etica e occuparci della dignità umana, della cosiddetta ecologia umana. In questo senso il cambiamento climatico diventa l'occasione di una profonda, solidale e lungimirante reimpostazione degli stili di vita. Serve un radicale cambiamento di paradigma. E' legittimo negoziare ma i negoziati devono proseguire nel quadro di una famiglia umana e del suo bene comune, animati dai valori di giustizia, rispetto ed equità. E' una questione di pace."

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Crisi globale, Enciclica, Cambiamenti climatici, FAO, Pontificio Collegio di Giustizia e Pace, Tebaldo Vinciguerra, Papa Francesco, Vaticano, Italia
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