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    Lo stadio Heysel di Bruxelles, dove si giocò la finale di Coppa Campioni del 1985In memoriam - 29/5/1985I 39 palloncini con i nomi delle vittime si alzano nel cielo di Bruxelles, 30 anni dopo la tragedia dell'Heysel.

    Heysel 30 anni dopo, la memoria vale più delle vittorie

    © Foto: © AFP 2018/
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    Riccardo Pessarossi
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    Se quelli appena trascorsi sono tra i giorni più neri della FIFA, il 29 maggio di trent'anni fa fu la notte nera dell'UEFA, quando allo stadio Heysel prima della finale di Coppa Campioni Liverpool- Juventus trentanove persone morirono schiacciate dalle cariche degli hooligans inglesi.

    Allora l' UEFA scelse lo stadio Heysel di Bruxelles come sede della finale di Coppa Campioni tra Juventus e Liverpool, un solo anno dopo quella di Roma, dove i reds inglesi si erano già scontrati con i tifosi giallorossi nella Capitale. Le condizioni fatiscenti dello stadio, unite alle negligenze della polizia belga e portarono al tragico epilogo che ancora oggi lascia aperti diversi spunti di riflessione.

    Quello più sentito, proviene dai famigliari delle 39 vittime, che per questi 30 anni hanno portato avanti la loro battaglia alla ricerca della verità e del rispetto per i cari che quella sera partirono per andare a vedere una partita di calcio e non fecero mai ritorno a casa. Il loro ricordo ha preso la forma di un monologo teatrale dal titolo emblematico "Heysel — Io sono la memoria, lettera da Bruxelles", messo in scena a Torino con la collaborazione della Consulta Regionale dei giovani del Piemonte.

    • Bruxelles, stadio Heysel 29 maggio 1985
      Bruxelles, stadio Heysel 29 maggio 1985
      © Foto: La Presse - Tuttosport.it
    • Biglietto della Finale di Coppa Campioni allo stadio Heysel di Bruxelles
      Biglietto della Finale di Coppa Campioni allo stadio Heysel di Bruxelles
      © Sputnik.
    • Heysel 1985
      Heysel 1985
    • Heysel 1985
      Heysel 1985
    • La prima pagina della Gazzetta dello Sport il giorno dopo la tragedia dell'Heysel
      La prima pagina della "Gazzetta dello Sport" il giorno dopo la tragedia dell'Heysel
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    • La targa in memoria delle vittime dell'Heysel allo stadio Anfield di Liverpool
      La targa in memoria delle vittime dell'Heysel allo stadio Anfield di Liverpool
      © Foto: liverpoolfc.com
    • I 39 palloncini con i nomi delle vittime si alzano nel cielo di Bruxelles, 30 anni dopo la tragedia dell'Heysel.
      I 39 palloncini con i nomi delle vittime si alzano nel cielo di Bruxelles, 30 anni dopo la tragedia dell'Heysel.
      © AFP 2018/
    • La targa con i nomi delle 39 vittime della tragedia dell'Heysel allo stadio Re Baldovino di Bruxelles.
      La targa con i nomi delle 39 vittime della tragedia dell'Heysel allo stadio Re Baldovino di Bruxelles.
      © Foto: facebook, gruppo "Via Filadelfia"
    • Michel Platini, la sera della finale di Bruxelles
      Michel Platini, la sera della finale di Bruxelles
      © Foto: La Presse - Tuttosport.it
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    © Foto: La Presse - Tuttosport.it
    Bruxelles, stadio Heysel 29 maggio 1985

    Trent'anni dopo, il ricordo a lungo rimasto un inspiegabile tabù — ha beneficiato di un maggiore risalto, si spera non soltanto per via della cifra tonda e della coincidenza che vedrà i bianconeri giocare nuovamente una finale del massimo torneo continentale. Della tragedia dell'Heysel si è parlato diffusamente in tv e sui giornali ed il valore della memoria ha varcato i confini: il Liverpool, i cui hooligans trent'anni fa furono artefici della carneficina, allo stadio di Anfield Road ha dedicato una targa ai caduti di Bruxelles. Anche nella capitale belga, su iniziativa delle autorità locali e dell'ambasciata italiana si è svolta una commemorazione delle vittime, alla quale era presente Beppe Franzo, presidente dell'associazione "Quelli di Via Filadelfia" e figura storica del tifo juventino, che condivide con Sputnik Italia il racconto della giornata:

    Beppe Franzo, presidente dell'associazione Quelli di Via Filadelfia
    © Foto: facebook
    Beppe Franzo, presidente dell'associazione "Quelli di Via Filadelfia"

    Ero presente allo stadio Heysel quella drammatica sera di 30 anni fa e mi trovavo su quella pista di atletica insieme ai tifosi che non volevano che la partita si giocasse. Pochi mesi dopo, nell'estate del 1985, quando non avevo ancora elaborato il lutto, mi recai insieme a tre amici allo stadio Heysel e con molta difficoltà, scavalcando una rete, riuscii a deporre un fiore sul luogo dove morirono i 39 tifosi. Oggi lo stadio è completamente nuovo e non ci sono più tracce di quella tribuna. Le autorità belghe, che allora furono del tutto inadeguate, hanno organizzato una cerimonia in ricordo di quella sera, aperta a tutti coloro che si sentivano in dovere di esserci. Personalmente ho provato una forte commozione a rientrare in quel posto: il momento più toccante è stato quando si sono levati in aria 39 palloncini bianchi con dei cartoncini recanti i nomi dei morti di quella sera. Il vento, come se fosse stato guidato dal destino, ha soffiato proprio in direzione di quello che era il settore Z, portando quei palloncini proprio dove quelle persone persero la vita.

    Per un altro ricorso del destino, oggi il presidente dell'UEFA è proprio Michel Platini, allora capitano della Juventus che alzò quella coppa al cielo di Bruxelles. Il passaggio dal campo alla scrivania ha cambiato la prospettiva su quegli eventi e nell'anniversario della tragedia —coinciso con l'assemblea per la rielezione di Blatter a presidente della FIFA- Platini ha rivolto questo messaggio:

    Michel Platini
    © Sputnik.
    Michel Platini

    30 anni fa ho giocato la finale di Coppa dei Campioni allo stadio Heysel di Bruxelles e continuo a giocare quellaale. Non mi ha lasciato, così come non ha lasciato nessun altro di quelli che erano lì quella notte e rimane con tutti coloro che hanno perso un proprio caro e la cui vita è cambiata nel giro di pochi terribili minuti. 30 anni dopo sono presidente dell'UEFA, che organizzò quella partita ed ogni giorno lavoro con i miei colleghi e amici delle Federazioni nazionali e dei club per fare in modo che non possa più ripetersi l'orrore di quella notte. Nel 30° anniversario di quella notte tragica posso solo esprimere il mio più profondo cordoglio e ripetere che faccio tutto quello che è nelle mie facoltà affinchè tragedie simili non si ripetano.

    Purtroppo al di fuori dei discorsi, tuttora ci si imbatte ancora in episodi di violenza e dileggio delle vittime delle tragedie legate al calcio, perpetrati sui gradoni di molti stadi in nome della diversa appartenenza calcistica. Al contrario, proprio la comune passione per questo sport dovrebbe unire al di là dei colori, nel ricordo di chi non c'è più, come sottolinea Beppe Franzo:

    L'Heysel è sempre stato una sorta di simulacro non dondivso. Il fazionismo delle varie tifoserie ha fatto si che la tragedia non venisse mai percepita nella sua drammaticità e nella sua dimensione italiana. Purtroppo nei vari stadi italiani da tempo si usa questa cifra, il 39, con il segno meno davanti per insultare la tifoseria juventina e la memoria del popolo bianconero. La nostra risposta è il simbolo +39, che una valenza duplice: significa che quei 39 angeli sono con noi e li sentiamo parte integrante del nostro tifo; ma +39 è anche il prefisso nazionale dell'italia. Vogliamo che questa tragedia venga ricordata non solo in un contesto legato al tifo calcistico, ma venga riconosciuta come un dramma italiano condiviso. A questo proposito, noi come associazione, ci terremmo ad essere presenti anche a Mosca il 20 ottobre, quando viene ricordata la tragedia, per molti versi simili, dello stadio Luzhniki.

    In conclusione, il tempo passa e cambiano le generazioni, ma solo il valore della memoria lascia accesa la speranza che simili fatti di cronaca non si ripetano veramente più.


     

    Video: Documentario sulla strage dell'Heysel (archivio RAI)

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    Tags:
    Tragedia, Calcio, UEFA, Belgio, Bruxelles, Italia
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