02:02 31 Ottobre 2020
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I dati dello Skills Outlook 2015 dell'organizzazione di Parigi sull'occupazione giovanile: Italia ultima. Il boom dei Neet: 35 milioni di giovani non studiano né lavorano.

L'Italia è ultima nella graduatoria OCSE sul lavoro giovanile. E' questo il dato più significativo che emerge dal rapporto, diffuso oggi dall'Organizzazione per la Cooperazione e la Sviluppo Economico con sede a Parigi, sull'occupazione giovanile dei paesi maggiormente industrializzati. Dati allarmanti, soprattutto se letti in controluce rispetto ai numeri dei principali partner europei.

L'occupazione giovanile italiana infatti, nella fascia che va dai 25 ai 29 anni, vede una percentuale di appena il 52,8% di unità in qualche modo impiegate in attività lavorative, poco più della metà del bacino totale. La media europea per questa categoria è decisamente fuori dalla portata dell'Italia, con oltre il 73% di giovani occupati. Un gap difficile da colmare nel breve periodo, alla luce soprattutto dei dati disaggregati su una serie di indicatori, che svelano dei fondamentali ancora troppo deboli. L'Italia risulta infatti ultima nella classifica anche per altri fattori, tra cui l'alto tasso di abbandono scolastico ed il "tasso di preparazione", definito insufficiente.

Considerazioni che, traslate sul piano numerico, rendono ancora di più l'idea: in Italia, tra i giovani dai 16 ai 29 anni, è definito scarso il livello di competenze di lettura e scrittura per il 20% del totale, a fronte del 10% della media OCSE. Ancora peggiore la situazione in termini di competenze matematiche, che vedono l'Italia (25%) penultima, preceduta soltanto dagli USA, contro una media OCSE del 14%.

Preoccupante poi la crescita dei Neet, ossia quei giovani che abbandonata la formazione non sono in cerca di lavoro, che nell'area OCSE sono complessivamente 35 milioni di persone. In Italia, quart'ultima in questa speciale graduatoria davanti soltanto a Spagna, Turchia e Grecia, sono oltre il 26% degli under 30, a fronte di una media OCSE del 15%.

Tra i paesi più virtuosi, sia in campo lavorativo che nella formazione dei suoi studenti, troviamo Olanda, Austria e Giappone, con percentuali stabilmente sopra l'80% in quasi tutti gli indicatori.

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Tags:
disoccupazione, rapporto, OSCE, Italia
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