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    Le vittime di un naufragio salvati dalla Guardia Costiera italiana.

    L’Italia sarà alla guida dell’EUNAVFOR Med

    © AP Photo/ Francesco Malavolta
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    Marina Tantushyan
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    Il Consiglio congiunto dei ministri degli esteri e della Difesa dell’Ue finalmente ha detto si alla missione anti-scafisti per fermare i barconi degli scafisti e il traffico di migranti verso le coste europee.

    Si chiamerà Eunavfor Med, avrà quartier generale a Roma e sarà comandata da un italiano — l'ammiraglio Enrico Credendino. E' possibile che l'Europa abbia finalmente adottato le misure efficaci per contrastare l'immigrazione clandestina.

    Stefania Panebianco, Professoressa Associata di Scienza Politica, Università degli Studi di Catania, una dei più noti esperti europei  sull'immigrazione ha raccontato a Sputnik-Italia dei forti e punti deboli di questa nuova strategia.

    Nel porto di Lampedusa sbarcano migliaia di migranti
    © REUTERS/ Antonio Parrinello
    Nel porto di Lampedusa sbarcano migliaia di migranti

    — Come valuta l'approvazione da parte dei ventotto paesi della missione navale Eunavfor Med? A Suo avviso, è un piano comprensivo che potrebbe davvero aiutare a distruggere le reti di trafficanti nel Mediterraneo?

    - "EUNAVFOR Med è un'operazione militare dell'UE che, per avere successo, richiede il sostegno politico di tutti i paesi dell'UE e il coinvolgimento diretto di un numero significativo di essi. L'Unione Europea, che per lungo tempo si è rivelata incapace di adottare una strategia comune per affrontare il problema degli sbarchi di migranti sulle coste dell'Europa meridionale, e in particolare dell'Italia, dopo il drammatico incidente del 18 Aprile ha cercato (e sta ancora cercando) di identificare e adottare misure efficaci per evitare ulteriori stragi. EUNAVFOR Med si pone il duplice obiettivo di colpire al cuore la criminalità organizzata ed evitare che i migranti mettano a rischio la loro vita su barconi fatiscenti.

    Ci sono tuttavia diversi problemi da non sottovalutare.

    1) Per la sua realizzazione, questa operazione richiede il consenso delle autorità libiche, che al momento è difficile da ottenere perché due diversi governi cercano di esercitare il controllo sul territorio libico.

    2) Questa missione si ispira alla missione Atalanta con la quale dal 2008 si combatte la pirateria nel Corno d'Africa. Negli ultimi anni il numero degli assalti di pirati somali si è drasticamente ridotto, ma questo non è sufficiente per abbandonarsi a facili entusiasmi perché pirateria e stragi di migranti sono due fenomeni del tutto diversi.

    3)EUNAVFOR Med si profila una operazione militare complessa, da realizzarsi in acque internazionali, in quelle della Libia e sulla costa, per neutralizzare le imbarcazioni dei trafficanti prima che si riempiano di migranti, senza però diventare una vera e propria operazione militare di terra. Sotto il profilo operativo, quindi, la realizzazione di EUNAVFOR Med richiede la collaborazione su scala regionale e internazionale tra il mondo della politica e quello militare della difesa. Questo non è scontato".

    — Secondo alcuni esperti, questa via libera deve essere considerata come la vittoria diplomatica del premier Renzi che praticamente ha dato una spinta all'Ue. Lei è d'accordo con questo parere?

    —  "Innegabilmente, il premier Renzi ha posto la questione in maniera incisiva; ma ha trovato un alleato di tutto rispetto: l'Alto Rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini, che sta lavorando alacremente a livello europeo e internazionale per passare da un approccio basato sui respingimenti dei migranti (l'obiettivo dichiarato di FRONTEX è quello di controllare i confini UE) ad un approccio basato sulla solidarietà e l'intervento umanitario di tipo multidimensionale.

     All'Italia toccherà il compito di guidare questa operazione navale. In parte ciò deriva dalla collocazione geografica del nostro paese, cioè dal fatto che è il paese maggiormente interessato dagli sbarchi. Ma non va sottovalutata l'esperienza che l'Italia ha maturato negli anni Novanta per fermare gli sbarchi in Adriatico attraverso la cooperazione con le autorità albanesi e, più di recente, l'esperienza derivante da Mare Nostrum, un'operazione tutta italiana — adottata dopo un'altra drammatica tragedia avvenuta nel novembre 2013 — condotta per salvare i migranti abbandonati dagli scafisti nel Canale di Sicilia. Elemento ancora più importante, la missione sarà guidata dall'ammiraglio Enrico Credendino che nel 2012 è stato responsabile della missione Atalanta. Direi quindi che si tratta di una vittoria sia della diplomazia sia dell'esperienza che l'Italia ha maturato in questo ambito".

    — Comunque, e ‘ noto che l'Eunavfor Med sarà ufficialmente lanciata solo quando ottiene la luce verde dell'Onu e/o con il consenso dell'eventuale governo di unità nazionale in Libia. Pensa che l'Europa riuscira' a trovare il sostegno del Palazzo del Vetro sulla sua nuova strategia?

    Consiglio di Sicurezza ONU
    © AP Photo/ Frank Franklin II
    Consiglio di Sicurezza ONU

    —  "Io ho già sottolineato la complessità dell'operazione sia sotto il piano politico sia sotto quello operativo. Mi sembra del tutto comprensibile che i paesi dell'UE non intendono assumersi la responsabilità di questa operazione militare senza il sostegno dell'ONU. Ancor più se l'azione in acque internazionali dovesse essere accompagnata da interventi di terra mirati ad affondare i barconi ancorati nei porti, soluzione preferibile per la salvaguardia dei migranti e per evitare ‘danni collaterali', ma considerata dai libici come un atto di guerra".

    — Mentre l'Italia e alcuni paesi europei disperatamente cercano di gestire i flussi migratori, tra i paesi Ue cresce la polemica sulle quote. Non solo Francia e Ungheria, anche la Spagna si è detta contraria al sistema delle quote.  Secondo le Sue previsioni, l'Europa riuscirà a superare le divisioni e trovare un terreno comune su questo argomento oppure il peso rimarrà come sempre sulle spalle dell'Italia?

    - "La questione delle quote, ovvero del numero di permessi che ciascun paese dell'UE potrà/dovrà rilasciare ai richiedenti asilo, è il nodo più spinoso. Si tratta di una questione politica molto delicata che a livello domestico può avere ricadute pesanti rispetto alla perdita di consenso elettorale dei governi, permettendo così l'avanzata ai gruppi politici più estremisti, intolleranti e xenofobi. È un tema molto impopolare che finora ha impedito ai paesi UE di rivedere l'intero assetto stabilito dal Regolamento di Dublino per gestire l'ingresso dei migranti nell'UE, al momento una questione affrontata e gestita unicamente dal primo paese in cui arrivano i migranti.

    In assenza di accordo sulla questione delle quote, l'UE sta optando per la soluzione militare. Eppure non si può affrontare un problema umanitario esclusivamente con soluzioni militari. Speriamo che un'azione congiunta dell'Alto Rappresentante e dei paesi più sensibili e direttamente interessati come l'Italia possa evitare un ennesimo compromesso dell'UE che rischia di essere messa sotto scacco da quei paesi come il Regno Unito disposti a contribuire all'intervento umanitario pur di non accogliere migranti sul proprio territorio. Piuttosto, andrebbero affrontate le reali cause dei flussi migratori, determinati da povertà nonché anni di conflitti e instabilità nei paesi di origine. Pertanto la strategia di intervento dovrebbe essere più articolata e mirare innanzitutto ai paesi di origine. Direi che le istituzioni europee hanno ormai accettato il principio della gestione ‘europea' del problema dei flussi migratori nel Mediterraneo, ma ancora i paesi dell'UE non hanno trovato un accordo sulle modalità operative per implementare una strategia comune efficace".

     

     

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    immigrazione, Eunavfor Med, ONU, Federica Mogherini, Matteo Renzi, Libia, UE, Italia
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