11:48 26 Febbraio 2020
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Ventitrè anni dopo studenti in piazza da Palermo a Milano. "Non li avete uccisi. Le loro idee camminano sulle nostre gambe".

Ci sarà anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, domani, 23 maggio, nell'aula bunker di Palermo, a ricordare Giovanni Falcone.

Anche lui è un familiare delle vittime della mafia. Il fratello, Piersanti Mattarella, presidente della Regione Sicilia, fu ucciso a Palermo nel 1980.

Le idee di Falcone e Borsellino, magistrati simbolo della lotta alla mafia, "cammineranno" domani sulle gambe di oltre 40mila studenti italiani e un centinaio provenienti da Europa e Stati Uniti. Tutti uniti per commemorare il 23° anniversario della morte dei due magistrati, rimasti uccisi negli attentati del 1992.

E' il pomeriggio di sabato 23 maggio. Alle 17.58 quintali di tritolo fanno saltare in aria un intero tratto dell'autostrada A29, all'altezza di Capaci. Gli obiettivi sono tre auto blindate, provenienti dall'aeroporto di Punta Raisi. A bordo, Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, la scorta. Muoiono il magistrato e la moglie, tre agenti, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Cinquasette giorni dopo, nell'afosa domenica del 19 luglio, in via D'Amelio, una 126 imbottita di esplosivo uccide Paolo Borsellino, che pochi giorni prima si è definito "un morto che cammina", insieme all'intera scorta, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Agostino Catalano.

A distanza di 23 anni, Palermo chiama Italia è un evento organizzato dalla Fondazione 'Giovanni e Francesca Falcone', in collaborazione con la Direzione generale per lo studente del ministero dell'Istruzione.

A Palermo ci saranno iniziative in diversi luoghi della città e sei città italiane, Milano, Firenze, Napoli, Gattatico, Rosarno e Corleone si animeranno lungo l'arco della giornata. Sui social si potrà interagire attraverso gli hashtag #23maggio e #PalermochiamaItalia.

"Le piazze che si uniranno in un solo coro per la legalità il prossimo 23 maggio sono un segnale importante, sono la fotografia di un paese che dice con chiarezza da che parte vuole stare e di una scuola che sa di avere un ruolo chiave nell'educazione alla legalità e lo esercita con passione e grande impegno. Un impegno di cui ringrazio profondamente i nostri insegnanti", sottolinea il ministro Stefania Giannini.

L'obiettivo è "fare rete, di portare testimonianza di una cittadinanza attiva e unita contro il sopruso e l'illegalità in tutta le piazze d'Italia", spiega Maria Falcone, presidente della Fondazione 'Giovanni e Francesca Falcone', aggiungendo: "Abbiamo cominciato con sei città, ma non ci fermeremo. Sono tali e tante le richieste da parte delle scuole italiane di partecipare ai nostri protocolli di educazione alla legalità da farci ormai considerare il 23 maggio una giornata nazionale, un manifesto trasversale che unisce l'Italia nella lotta civile e culturale per la legalità. I tempi sono maturi".

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Mafia, Italia
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