04:27 16 Gennaio 2021
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Il vulcanologo Guido Ventura spiega cosa dobbiamo ancora sapere per evitare i rischi di un eventuale risveglio e di uno tsunami.

E' necessario dotare al più presto il vulcano Marsili di una carta d'identità corredata da scrupolosi dati scientifici. Si tratta del più grande vulcano sottomarino d'Europa e si trova al largo delle coste campane e calabresi, nel mar Tirreno. A scriverlo, il vulcanologo Guido Ventura nel blog dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, con il fine di predisporre un'attenta valutazione sugli ipotetici rischi di un risveglio e del pericolo di uno tsunami.

"Ciò che sappiamo sul Marsili è legato a dati geofisici e campioni prelevati dalla sua sommità", afferma Ventura. "Il vulcano è interessato da un'attività idrotermale e da un'attività sismica legata a eventi di fratturazione superficiale e a degassamento".

Nel caso di un'eruzione sottomarina a una profondità che va dai 500 ai 1.000 metri l'unico segno visibile in superficie è l'acqua che bolle, legata al degassamento e galleggiamento di materiale vulcanico (come accadde per l'eruzione del 10 ottobre 2011 al largo dell'isola di El Hierro alle Canarie). Il rischio associato a un'eruzione del Marsili quindi comporterebbe soltanto una deviazione temporanea delle rotte navali, a detta del sismologo. Ma non conosciamo i tempi di ritorno delle sue eruzioni, solitamente calcolati su un gran numero di eruzioni, dati di cui siamo sprovvisti. Le due eruzioni più recenti sono accadute rispettivamente circa 5.000 e 3.000 anni fa.

Il vulcanologo prosegue nella sua analisi spiegando che "la morfologia del vulcano non presenta evidenze di significativi collassi laterali di settore per gli ultimi 700.000 anni di attività e non vi sono evidenze di onde anomale ricollegabili a collassi laterali del Marsili". Ma i dati in nostro possesso non consentono di affermare con certezza che in futuro non si possano verificare nuovi tipi di tsunami. Pertanto, è assolutamente necessario, nonché prioritario, ai fini di una stima "scientificamente importante e socialmente doverosa", effettuare una stima della stabilità dei versanti del vulcano, valutare il volume di roccia potenzialmente coinvolto e le modalità di movimento lungo il pendio.

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