10:09 29 Ottobre 2020
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Il disegno di legge, appena approvato al Senato, che ha l'ambizione di intitolarsi "Disposizioni sui delitti contro l'ambiente", rappresenta, in realtà, una grave offesa contro l'ambiente.

Il testo non punisce e manda assolti tutti gli imputati dei principali processi per reati ambientali che già si trascinano da anni senza prospettive giudiziarie certe. 

È sicuramente un delitto, perché autorizza le devastanti pratiche di ricerca delle società petrolifere che bombardano con cannoni ad aria compressa i fondali marini alla ricerca di nuovi giacimenti. L'uso indiscriminato della tecnica dell'air gun, la nuova frontiera delle ricerche sottomarine delle quali tuttavia ignoriamo la potenzialità dannose. sta letteralmente devastando tutto l'ecosistema del Mare Adriatico. Esplosioni subacquee causate da bombe sonore ad aria compressa intorno ai 250 decibel, sparate in rapida sequenza a pochi minuti l'una dall'altra lungo linee di oltre 300 km, hanno già decimato la fauna marina di Abruzzo, Puglia e Sicilia, provocando danni ai tessuti, emorragie agli organi interni, gravi lesioni agli organi riproduttivi di cetacei, tartarughe, pesci e crostacei di ogni genere che sempre più di frequente, se non muoiono immediatamente, perdono il senso dell'orientamento, finendo per agonizzare sulle spiagge più belle della costiera adriatica.

Peschici, Vasto, Falconara e Cesenatico hanno già conosciuto questa violenza sul mare e, grazie a questa nuova legge, la vedremo ripetersi. Questa legge, senza il benché minimo scrupolo morale, assegna alla speculazione petrolifera il primato dei valori meritevoli di tutela.

Ma la vera assurdità è che il Senato tenti ancora una volta di smentire se stesso a distanza di pochi mesi, poichè il senatore del PD, Salvatore Tomaselli, nell'aprile del 2014, ha presentato una mozione, approvata a larga maggioranza, contro le prospezioni geologiche da parte delle compagnie petrolifere nel mare Adriatico, oltre che un disegno di legge del 2013, firmato da venti senatori appartenenti a tutti gli schieramenti, "nell'ottica di voler perseguire gli obiettivi di tutela ambientale a tutti i costi, e con caparbietà". Tanta coerenza quest'oggi è disarmante…

Soprattutto, confido di non essere stata l'unica a rendersi conto che l'aggiunta dell'aggettivo "irreversibile" al tema del danno ambientale abbia automaticamente escluso dalla punibilità tutti quei danni a oggi non ancora definiti irreversibili. E' il concetto stesso d'irreversibilità a gettare l'intero ecosistema nell'indeterminatezza più assoluta perché quello che prima era un reato di pericolo, diventa oggi un reato di evento.

Quante bonifiche ci sono tra un danno reversibile e uno irreversibile, quanti anni occorrono per certificare che il danno è definitivo quanti tentativi? Probabilmente occorre un periodo almeno doppio rispetto a quello previsto per la prescrizione dei reati che noi oggi dichiariamo di voler punire con certezza.

Le sottili polveri di amianto, le radiazioni ionizzanti, e tutti i veleni che ancora non conosciamo bene, quando manifesteranno la loro dannosità e quando sapremo se questa sia irreversibile o meno? Quale sarà la sorte del processo per i fumi in eccesso della centrale a olio di Porto Tolle? Il processo di Rovigo vedrà in appello la sostanziale depenalizzazione del reato che ha determinato la condanna in primo grado? E tutti gli altri processi in corso? Anche il processo dell'I.L.V.A. di Taranto vedrà garantita l'impunità dei responsabili, quando alla luce del nuovo concetto d'irreversibilità cadranno tutte le accuse. Come sarà possibile dimostrare che il danno è irreversibile quando, nonostante tutti i proclami e tutti i commissari nominati, non è stata tentata neppure una bonifica?

Questa legge costituisce un armistizio giuridico immorale, teso in verità a limitare l'azione penale, proprio mentre si proclama il contrario.

E allora, dobbiamo chiederci se siamo pronti a restituire indipendenza e onestà intellettuale al ruolo del legislatore. Tale scelta compete soltanto alle nostre coscienze. Solo ascoltandole fino in fondo, avremo la forza della responsabilità politica e morale di cambiare in meglio le sorti del paese.

 

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