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    Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, annuncia 3 miliardi in più per la scuola.

    Approvata alla Camera la riforma sulla scuola

    © Foto: Ministero Istruzione
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    Ora passa al Senato tra le proteste dei sindacati e degli insegnanti. Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, annuncia 3 miliardi in più per la scuola.

    La Camera ha oggi approvato la riforma della scuola. Il testo, approvato a Montecitorio con 316 voti a favore, 137 contrari e un astenuto, passa ora all'esame del Senato.

    Voto a favore per Pd, Area popolare, Scelta civica, Per l'Italia-Centro democratico, Psi, Minoranze linguistiche. Contrari M5S, Forza Italia, Lega, Sel, Fdi-An, Alternativa libera. Tra i no, spiccano i voti di Pippo Civati e Luca Pastorino, dal gruppo misto.

    All'interno del Pd le divisioni si sono fatte sentire anche in questo caso. La sinistra del partito non ha partecipato al voto. Sono 40 i deputati dem assenti in aula al momento del voto. Tra loro, Bersani, Cuperlo, Fassina, D'Attorre, Speranza. È stato contestato dagli insegnanti contrari alla riforma Stefano Fassina. Mentre parlava dal palchetto, i manifestanti gli ripetevano in coro "Fuori dal Pd, fuori dal Pd". "Siamo qui per cercare risposte — ha detto Fassina — non rassegnamoci, non rassegnatevi". E una lettera, firmata da una cinquantina di deputati di Area Riformista, è stata promossa da Roberto Speranza e Gianni Cuperlo per chiedere ai senatori dem "l'impegno del Senato per portare a ulteriori e necessari cambiamenti" alla riforma della scuola. "La lettera — spiega il deputato della minoranza dem, Davide Zoggia — prevede la libertà di voto di chi la firma: chi deciderà di far prevalere il rapporto con il mondo degli insegnanti si asterrà dal voto finale, chi invece vorrà premiare il lavoro svolto dai colleghi in commissione voterà sì al provvedimento. C'è la convinzione che sia possibile fare un altro pezzo di percorso insieme in Senato per migliorare il disegno di legge".

    "Sono emozionata e soddisfatta, molto soddisfatta". Così il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, ha commentato a caldo l'ok arrivato dalla Camera alla riforma sulla scuola. "Credo si faccia un grande cambio culturale", ha detto Stefania Giannini. "Il primo articolo — ha spiegato — riassume quello che abbiamo fatto. Intendiamo offrire una scuola di qualità, aperta e inclusiva. Al mondo della scuola dico: abbiate fiducia di essere protagonisti dell'autonomia. Insegnanti, dirigenti scolastici, studenti e chi fa funzionare la scuola devono acquisire fiducia". E su Twitter il ministro Giannini annuncia tre miliardi in più per la scuola. "#labuonascuola è risorse fresche per l'istruzione, 3 mld a regime in più su questo capitolo con art.26".

    Ma, mentre gli esami sono salvi — l'Autorità di garanzia per gli scioperi, che ha ricevuto, da parte delle sigle sindacali Unicobas, Cobas e Usb, le proclamazioni di due giorni di sciopero, ha annunciato che non ci sarà alcun blocco per i cicli finali del percorso scolastico — insieme all'approvazione del ddl, arriva anche l'annuncio di nuove mobilitazioni. Alberto Irone, portavoce nazionale della Rete Studenti Medi dichiara: "Il ddl appena approvato alla Camera non è buona scuola, ma è autoritarismo e diseguaglianza. Questa non è autonomia scolastica, basata sulla cooperazione e sulla democrazia, ma è una scuola — azienda che produce diseguaglianze. Ora partirà una grande mobilitazione nelle scuole per chiedere di stravolgere questo ddl al Senato. Tutto il mondo della scuola, unito, continuerà a manifestare contro questo provvedimento". Susanna Camusso, leader della Cgil, commentando la riforma della scuola, ritiene che "con il voto di oggi non si chiude la battaglia, che continua. Questa riforma è legata a una logica emergenziale e non a un progetto sul valore dell'istruzione nel nostro paese, di coesione sociale e di uguaglianza che la scuola deve avere. La piega invece a un'idea di efficientismo".

    Il premier Matteo Renzi continua a difendere la riforma, soprattutto per la parte che riguarda il merito: "Siamo disponibili a valutare il come, ma l'importante è che ci sia un principio: agli insegnanti bravi vanno dati soldi in più." E sul ruolo del preside non indietreggia: "Io non lo voglio un preside burocrate o passacarte. La riforma della scuola prevede che il preside possa individuare i professori più adatti alla scuola. Questo non è un preside sceriffo, è un preside che si prende qualche responsabilità in più".

     

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    Tags:
    buona scuola, Senato, Stefania Giannini, il ministro dell`Istruzione, Italia
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