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    militari si preparano alla parata

    Graziani: «La «diserzione» dei leader occidentali potrebbe accelerare il consolidamento tra la Russia e i paesi del BRICS»

    © Sputnik. Grigoriy Sisoev
    Italia
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    Marina Tantushyan
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    La Russia ha festeggiato in grande stile il settantesimo anniversario dalla fine della Seconda guerra mondiale e della sconfitta del nazismo

    Il 9 maggio nella Piazza Rossa si è tenuta una spettacolare e colossale parata.

    Tra i presenti spicca Xi Jinping, presidente della Cina con cui Mosca ha stretto una partnership strategica a tutto campo. Oltre a lui, i presidenti di India, Sudafrica e Cuba e i leader della Communita' degli Stati  Indipendenti. Hanno disertato la parata la maggior parte dei leader occidentali, in tribuna solo il premier greco Alexis Tsipras e il presidente di Cipro Nikos Anastasiades. Italia e Francia hanno scelto di mandare il proprio ministro degli Esteri mentre la Gran Bretagna e gli Stati Uniti solo gli ambasciatori.

    L'assensa dei leader europei per vie delle tensioni sulla crisi ucraina e' nel centro della discussione in tutto il mondo, l'Italia compresa. Presidente dell`Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scenze Ausiliarie (IsAG) Tiberio Graziani ha raccontato a Sputnik-Italia delle radici di questo atteggiamento irrespettoso.

    - Perché, a Suo avviso, i leader occidentali hanno disertato il 9 maggio — il giorno della vittoria, della memoria e dell'orgoglio che non ha niente a che fare con la politica?

    - «Il fatto che i rappresentanti dei paesi membri del cosiddetto sistema occidentale, a parte alcune eccezioni, abbiano platealmente disertato la festa del 9 maggio, conferma purtroppo la loro dipendenza — prima di tutto geopolitica —  dall'alleato statunitense. Ribadisce altresì la miopia degli attuali governi europei. Ai fini dei propri interessi nazionali e delle stabilità continentale e regionale, i Paesi membri dell'Unione Europea dovrebbero, al contrario, proprio in occasione di manifestazioni di questo tipo, celebranti la fine di una disastrosa guerra mondiale ed intereuropea e la ritrovata concordia, dare prova, con la loro presenza concreta, della volontà di risolvere le attuali divergenze. L'invito del Cremino loro rivolto, presumo sottintendesse specificamente tale auspicio.

    La "diserzione" dei leader occidentali non contribuisce certamente a rasserenare quel clima di fiducia e di reciproco rispetto che, in casi di crisi, occorre invece promuovere e sostenere».

    — Nessuno ha mai spiegato loro che dei 70 milioni di morti, almeno 26 milioni di quali furono soldati e civili sovietici e che senza la Russia sarebbe stato impossibile ottenere questa vittoria e vivere tutti questi anni sotto il celo sereno? Perché in Occidente si parla cosi poco o meglio niente del contributo della Unione Sovietica alla liberazione dell'Europa dal nazifascismo?

    — «Nel corso della lunga stagione bipolare, in Occidente e particolarmente in Europa — vale a dire nella parte occidentale della massa eurasiatica attualmente presidiata militarmente dalla NATO —, si è parlato molto di antifascismo e della lotta al "nazifascismo", quasi sempre strumentalmente, molto spesso anche a sproposito. Le narrazione veicolate intorno alla lotta al "nazifascismo" dai partiti e dai movimenti europei gravitanti nella sfera politico-culturale sovietica da una parte, e dalle istituzioni e dai governi "occidentali" filostatunitensi dall'altra parte riflettevano, propagandisticamente, in quel particolare periodo storico, la contrapposizione Est-Ovest.

    Oggi il contributo sovietico viene misconosciuto, a cagione principalmente del crollo della URSS e della liquidazione del Patto di Varsavia. La "memoria storica" riguardo alla II Guerra Mondiale, in Europa, (in particolare in Europa orientale) sembra essere, cinicamente, salvaguardata dalle truppe NATO, e dunque, una memoria storica a senso unico, tesa a sostenere culturalmente le politiche euroatlantiste».

    Silvio Berlusconi parla di una “miopia dell'Occidente
    © Sputnik. POOL
    Silvio Berlusconi parla di una “miopia dell'Occidente

    — Comunque, nonostante tutto, tantissima gente comune in Italia si sente parte della festa della Vittoria e ci sono anche politici che pensano che sia inguisto e irrazionale trattare la Russia in questo modo. L'ex premier Silvio Berlusconi nella lettera al Corriere della sera parlando di una "miopia dell'Occidente"  scrive: "Davvero pensiamo, dopo decenni di guerra fredda, che sia una prospettiva strategica lucida quella di costringere la Russia a isolarsi?". Berlusconi e' convinto che nell'attuale scenario geopolitico l'Occidente ha di fronte due sfide, quella economica e quella politica e militare dell'integralismo islamico. Per sostenere queste sfide è fondamentale mantenere la partnership con la Russia. Lei condivide questo parere? 

     - «Non ho letto la lettera dell'ex premier Berlusconi. È difficile non concordare con le affermazioni berlusconiane. Tuttavia distinguerei. Il tentativo di isolare la Federazione russa è parte costituente della prassi geopolitica e geostrategica di alcuni ambienti statunitensi che sostengono l'espansionismo militare, economico e finanziario nordamericano nella massa euroasiatica. Questi ambienti non hanno a cuore ovviamente il destino dell'Europa, giacché la considerano una periferia del sistema occidentale. In particolare, in termini limitatamente geostrategici, la considerano una testa di ponte lanciata sulla massa euroafroasiatica. Il caso della crisi ucraina è, da questo punto di vista, esemplare. Bruxelles ha dapprima avventurosamente dato speranze ad ambienti ucraini filooccidentali in merito a una immediata inclusione di Kiev nella UE, senza avere tuttavia né la forza né la coerenza politica per sostenere tale iniziativa, in seguito si è allineata agli interessi di Washington e del Pentagono che hanno alimentato la crisi con Mosca, proprio ai fini di un isolamento internazionale di quest'ultima. L'Europa subisce l'attivismo USA per diversi motivi; prima di tutto perché i suoi membri sono incardinati all'interno dell'Alleanza egemonica del Patto atlantico, in secondo luogo perché, nonostante siano passati quasi 60 anni dal primo atto formale (mi riferisco trattati di Roma del 1957), finalizzato alla integrazione europea, ancora non si sente matura per istituire un proprio sistema di difesa e neanche pronta a delineare una propria e coerente politica estera».

    — Non crede l'Occidente abbia commesso un grave errore di prospettiva e che l'assenza dei leader europei dia un'ulteriore spinta alle alleanze alternative che la Russia sta stipulando con Paesi come Cina e Turchia?

    I leader dei paesi Brics
    © Sputnik. Alexei Druzhinin
    I leader dei paesi Brics

    - «Per quanto riguarda le variegate "alleanze alternative", osserviamo che Mosca le promuove da molto tempo, in ambiti diversi. Mi riferisco al club dei Paesi Brics, alla Organizzazione della conferenza di Shanghai, all'Unione eurasiatica, alle rinnovate intese con la Turchia in merito al Turkish South Stream. La "diserzione" dei leader occidentali potrebbe accelerare il consolidamento di tali alleanze».

    — Pensa che la collaborazione tra questi paesi e la Russia potrebbe portare alla fine del mondo unipolare ideato e quidato dagli Stati Uniti?

    - «Ritengo che lo scenario che abbiamo davanti è già in nuce uno scenario multipolare».

     

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    Tags:
    parata militare, 9 maggio, Silvio Berlusconi, Italia, USA, Russia
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