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    Aeroporto di Fiumicino

    A Fiumicino oggi operativi il 50% dei voli

    © Foto: Ra Boe
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    L’aeroporto romano fra incuria e mancanza di finanziamenti.

    Riprende lentamente l'operatività dell'aeroporto di Fiumicino dopo l'incendio che ieri ha paralizzato lo scalo romano.

    Al momento, secondo fonti aeroportuali, sono aperti stati riaperti 16 gates per l'imbarco del Terminal T3, ad eccezione dell'area imbarco D che riaprirà entro sette giorni. A breve, inoltre, sarà aperto un corridoio per evitare il passaggio dei passeggeri da un terminal all'altro dopo il check-in, come avviene oggi, a causa dell'area coinvolta dall'incendio tuttora inaccessibile. 

    L'Enac ha fatto sapere che i voli per tutta la giornata saranno operativi al 50% e invita i passeggeri a non recarsi in aeroporto se non prima di avere contattato le compagnie di riferimento.

    Non manca chi ha trascorso la notte direttamente nello scalo. Per assistere i passeggeri è permanente il presidio della task force di Adr che da ieri ha messo in azione 400 addetti, ai quali si aggiungono quelli di Alitalia.

    Il pm Valentina Zaratto, che guida l'inchiesta aperta dalla procura di Civitavecchia, procede per incendio colposo contro ignoti, escludendo l'ipotesi dolosa e ha disposto il sequestro dell'intera area interessata dalle fiamme. Nel pomeriggio la dottoressa Zaratto terrà un sopralluogo nell'area del Terminal 3.

    Una teste — racconta il vice questore Antonio Del Greco — avrebbe indicato l'origine dell'incendio in "un vano dietro il frigorifero di un esercizio commerciale" attorno alla mezzanotte.  La testimonianza sarebbe al vaglio degli accertamenti dei vigili del fuoco, secondo cui per ora l'ipotesi sarebbe di cortocircuito.

    Le fiamme, domate sette ore dopo il divampare dell'incendio, si sarebbero propagate lungo i collegamenti elettrici facendo scattare l'allarme antincendio che avrebbe funzionato correttamente, senza, però, poter spegnere le fiamme ormai troppo alte.

    In queste ore si sta svolgendo anche un vertice tra i periti e i vertici di Aeroporti di Roma a Fiumicino per cominciare a quantificare l'entità dei danni.

    Il sindaco Montino è critico e denuncia che "il Terminal 3 aveva qualche problema già noto da tempo a tutti." E aggiunge: "C'è la giustificazione che il Terminal 3 poteva essere ristrutturato solo dopo l'apertura del Terminal C, ma al Terminal C i lavori sono bloccati da 10 anni, avevano ripreso e poi sono stati bloccati di nuovo." Il Sindaco conclude che "se l'incendio fosse successo a mezzogiorno sarebbe accaduto un disastro".

    In effetti, in molti punti, lo scalo romano, costruito circa 50 anni fa, è fatiscente e ci sarebbero problemi anche alla sicurezza legati a un non ottimale funzionamento del sistema anti intrusione. Solo lunedì scorso tre aerei sono stati fermati quando erano già in fase di atterraggio. Non molto tempo fa, lo stesso ministro Scajola, riferendosi alla pioggia che scendeva all'interno delle sale, si era fatto scappare una frase eloquente. "Siamo proprio il paese delle banane."

    Tutto ciò succede Roma, città a rischio attentati, mentre si prepara al Giubileo.

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    incendio, enac, Roma
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