09:26 24 Aprile 2017
    La Camera dei Deputati

    Revoca dei vitalizi ai parlamenti condannati: la Camera dice sì, in Senato ancora si discute

    © AFP 2017/ Andreas Solaro
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    La Camera dei Deputati ha detto si all'abolizione dei vitalizi.

    La Camera dei Deputati ha detto si all'abolizione dei vitalizi. L'annuncio è arrivato da un tweet della presidente della Camera, Laura Boldrini.

    Tra i reati ricompresi, quelli gravi come mafia e terrorismo, la maggioranza dei reati contro la Pubblica Amministrazione: peculato, concussione, violazione del segreto d'ufficio, ad eccezione del reato di abuso d'ufficio, che al contrario non è ricompreso. Per i reati minori, invece, perchè scatti la cessazione dell'erogazione del vitalizio, occorre che vi sia stata una "condanna definitiva con pene superiori a due anni di reclusione per delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a sei anni".

    Le norme non sono retroattive. Dunque, "per i deputati cessati dal mandato e già condannati in via definitiva, la cessazione dell'erogazione dei vitalizi decorre dal momento dell'entrata in vigore della presente deliberazione".

    A favore hanno votato Pd, Sel, Scelta Civica, Fratelli d'Italia e Lega Nord. Non hanno votato, invece, Forza Italia, M5S e Area popolare, anche se gli esponenti di Ncd e Udc, pur non partecipando al voto, sono rimasti in aula, mentre azzurri e Cinque Stelle sono usciti fuori dall'aula.

    Critico il leader M5S, Beppe Grillo, che al sit-in organizzato dai pentastellati in Piazza Montecitorio ha dichiarato: "La legge fatta dal Pd per togliere i vitalizi noi non la voteremo mai perché c'è l'inghippo. E domani i giornali scriveranno che Grillo è contro l'abolizione dei vitalizi".

    Il tema occupava da giorni il dibattito politico e più volte i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, hanno ribadito che non fosse necessaria una legge ad hoc per procedere, ma l'abolizione dei vitalizi ai parlamentari condannati ha continuato a infiammare le polemiche.

    Dalle 14 di oggi ne hanno discusso senatori e deputati, riuniti nei rispettivi uffici di presidenza, spinti proprio dalla seconda e dalla terza carica della Stato a prendere una decisione in tempi brevi.

    Boldrini e Grasso hanno anche accolto oggi una delegazione di Libera e del Gruppo Abele, guidati da don Ciotti — che proprio questa mattina si sono riuniti davanti a Montecitorio — fautori di una campagna di raccolta firme a favore dell'iniziativa che aveva raccolto quasi mezzo milione di adesioni.

    Per molti parlamentari, però, persistono dubbi sull'effettiva inutilità di una legge che regoli l'affaire vitalizi, soprattutto per quel che concerne responsabilità individuali in caso di ricorso dei condannati.

    A sollevare maggiori polemiche oggi è stato il senatore Ugo Sposetti del PD, che ha messo in guardia sul tentativo di "lisciare l'antipolitica" in vista delle imminenti elezioni regionali.

    Immediata è arrivata la reazione dei Cinque Stelle, che hanno accusato Sposetti di "indecenza", ma anche dagli stessi banchi del PD sono giunte voci discordi. Luigi Zanda, capogruppo PD al Senato, ha preso le distanze da Sposetti dichiarando che le sue esternazioni andavano intese a titolo personale mentre "il gruppo del Pd ritiene vadano osservate in modo assoluto le norme stabilite dai regolamenti parlamentari".

    Il presidente del Senato Pietro Grasso e il presidente della Camera Laura Boldrini in una foto.
    © Foto:
    Il presidente del Senato Pietro Grasso e il presidente della Camera Laura Boldrini in una foto.

    Tra le voci contrarie anche quella di Fabrizio Cicchitto di Area Popolare, secondo cui "la revoca dei vitalizi ai parlamentari condannati attraverso delibere degli Uffici di Presidenza delle Camere è una decisione grave".

    Contestualmente, i Cinque Stelle hanno richiesto delle modifiche alla proposta di delibera, ritenendola un "compromesso al ribasso". Luigi Di Maio, Laura Bottici, Riccardo Fraccaro e Claudia Mannino hanno chiesto al presidente del Senato Pietro Grasso di includere nella cause di abolizione del vitalizio anche chi è stato condannato per reati punibili con 4 anni, chi è stato condannato per abuso d'ufficio (escludendo peraltro la riabilitazione come motivazione per il ripristino del vitalizio), oltre che escludere la reversibilità dello stesso in caso di decesso del condannato.

    Chi invece sostiene fermamente la necessità di procedere con una legge ad hoc è il fronte Forza Italia — NCD, pur sapendo che un iter di questo tipo si rivelerebbe assai lungo, oltre che dall'esito incerto.

    Più netta la posizione della Lega Nord, che ha depositato una proposta di legge per abolire il vitalizio a tutti i parlamentari cessati dal mandato, non solo a quelli condannati per reati gravi.

    Infine il Pd, tramite Linda Lanzillotta del Consiglio di presidenza del Senato, ha fatto sapere che quello del partito sarà un sì compatto.

     

     

     

     

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