09:28 24 Aprile 2017
    Il ministro di Finanze italiano Pier Carlo Padoan

    Pensioni, il Governo italiano incalzato sui rimborsi

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    La sentenza della Consulta sull'adeguamento automatico delle pensioni mette in imbarazzo il Governo, alle prese adesso con una difficile operazione di finanza pubblica. Padoan: minimizzare impatto sui conti nel rispetto della sentenza. L'avvertimento dell'UE: nessuna manovra aggiuntiva, si rispetti il Patto.

    Rischia di provocare un terremoto nelle casse dello Stato italiano, la sentenza con la quale la Corte Costituzionale ha bocciato parte della riforma delle pensioni del ministro Elsa Fornero. La Consulta ha infatti deciso che è incostituzionale la norma inserita nel 2011 nel cosiddetto Salva Italia, quella che bloccava l'adeguamento delle pensioni al costo della vita per gli assegni superiori a tre volte il minimo INPS, superiori cioè a 1.443 euro. Secondo le prime stime, l'impatto complessivo sui conti per lo Stato potrebbe arrivare per il 2012 e 2013 a 8-9 miliardi, ma si tratta di cifre teoriche che potranno essere smentite dalle soluzioni che il Governo deciderà di adottare.

    In tal senso, ieri le prime due reazioni, del ministro e del sottosegretario all'Economia, non chiariscono la posizione del Governo. Se il sottosegretario Zanetti ha infatti dichiarato, sottolineando di parlare però a titolo personale, che non sarà possibile rimborsare tutti, è stato il titolare di via XX Settembre, Pier Carlo Padoan, a gettare per il momento acqua sul fuoco, cercando nella linea dell'equilibrio la possibile quadratura del cerchio. "Stiamo pensando intensamente sia agli aspetti istituzionali che di finanza pubblica — ha detto il ministro ai cronisti — pensiamo a misure che minimizzino l'impatto sui conti pubblici, nel pieno rispetto della Corte". In serata poi fonti di Palazzo Chigi hanno fatto sapere che il Governo si è espresso attraverso il ministro Padoan. Una presa di posizione chiara, per evitare parole in libertà su una questione delicatissima, soprattutto per il rischio di una manovra aggiuntiva per coprire il buco generato dalla sentenza.

    E proprio sull'ipotesi di manovre aggiuntive si è espressa ieri Bruxelles, da cui filtra una certa fibrillazione, in attesa delle decisioni che verranno assunte dall'Italia per coprire il deficit venutosi a creare. Fonti UE hanno riferito nella giornata di ieri che considerano la scadenza del 13 maggio come termine ultimo per conoscere le scelte italiane sull'argomento. Quel giorno infatti saranno consegnate ai paesi membri le Raccomandazioni Specifiche per Paese (CSR), con le le cosiddette "pagelle e compiti a casa" che riassumono obiettivi e performance annuali, ed il giudizio sull'Italia potrebbe essere sospeso in attesa di chiarimenti da parte del Tesoro italiano.

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