09:24 24 Aprile 2017
    “La verità, vi prego, sull'Italicum”, Queste le parole di Renzi

    Civati lascia il gruppo del PD

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    Primi strascichi in casa Pd dopo il voto all’Italicum. Sel pronta a creare una nuova forza politica.

    "Esco dal gruppo del Pd. Per coerenza con quello in cui credo e con il mandato che mi hanno dato gli elettori, non mi sento più di votare la fiducia al governo Renzi. La conseguenza è uscire dal gruppo".

    Così Pippo Civati a due giorni dal voto alla Camera sull'Italicum.

    Uno strappo forte, che proviene proprio da chi aveva inaugurato nel 2010 la Leopolda insieme a Matteo Renzi per raccogliere i delusi di quel centro sinistra che oggi in Italia non esiste più, tra l'elettorato, ma forse nemmeno tra gli scranni del parlamento.

    Pressoché scontato l'approdo nel gruppo Misto, dove, poco più di un mese fa, Luca Pastorino, candidato alla guida della Regione Liguria contro lo stesso Pd, si è trasferito esattamente dai banchi del Pd.

    Alle 14 e 1 minuto di oggi Civati scrive nel suo blog, in un post intitolato "L'energia che può cambiare la nostra vita": "a un certo punto, senza preavviso, è semplicemente capitato che un giorno alcune persone con cui pensavamo di aver condiviso questa visione hanno cambiato idea. Hanno promosso e approvato — senza voler parlare di leggi elettorali, riforme del lavoro e della costituzione — cementificazioni e trivellazioni, e ce li siamo trovati in tivù a deridere le ragioni di chi difende l'ambiente o crede che il futuro passi attraverso soluzioni differenti. Peccato (soprattutto per loro): perché invece il futuro sarebbe a portata di mano, basterebbe imparare a sposare tradizione e cambiamento, coniugando cose antiche come i diritti e nuovissime come l'innovazione".

    Nel post Civati si riferisce, metaforicamente, a Powerwall, batteria della Tesla Energy, che risolverebbe il problema della conservazione dell'energia prodotta dai pannelli solari, definendola "un'innovazione che potrebbe molto presto interrompere la nostra dipendenza dalle infrastrutture produttrici di energia, con un impatto rivoluzionario sulle nostre vite, sull'economia, sul pianeta in cui viviamo".

    Subito Nicola Fratoianni, deputato di Sel, si appresta ad annunciare: "Civati ha fatto una scelta che è frutto di una lunga accumulazione di distanze dal Pd, che sono vicinanze con Sel. Siamo pronti a dare vita al più presto a una forza politica in grado di dare voce alle tante distanze dal Pd che diventano vicinanze con Sel, alle tante resistenze, a chi non crede che al Pd non c'è alternativa. Siamo pronti, come ha detto anche Nichi Vendola, a mettere in discussione l'assetto del partito e dei gruppi parlamentari perché pensiamo che oggi sia urgente creare una risposta comune ai problemi che abbiamo".

    Dal Pd giunge il commento di Dario Ginefra: "Non può far piacere l'uscita da un partito di qualsivoglia iscritto, figuriamoci di una persona con le qualità di Pippo, ma la notizia della la sua scelta contribuisce a far chiarezza. Si tratta in fondo della cronaca di una morte annunciata. Quello di Pippo è un disagio che era maturato sin dal governo Letta quando dichiarò di non partecipare volontariamente a un voto di fiducia e, sia pur dopo un lungo travaglio, per la verità costellato da numerosi voti in contrasto con il suo gruppo di appartenenza, è maturato sino a diventare oggi una scelta piena e consapevole. Tuttavia resta la speranza che in lui possa maturare un ripensamento".

     

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    Italicum, voto, PD, Pippo Civati, Italia
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