09:27 29 Aprile 2017
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    Le prime pagine italiane del 5 maggio

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    Italia
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    Tutte l'attenzione dei principali quotidiani italiani oggi è per l'approvazione della legge elettorale, arrivata ieri sera al termine di un complicatissimo iter parlamentare. Lo sciopero nazionale della scuola, previsto per oggi, è l'altro grande tema di cui si occupano i fogli italiani in questo martedì 5 maggio.

    "Renzi vince la sfida, l'Italicum è legge". Così il Corriere della Sera, che a proposito del voto finale sulla legge elettorale riporta nel sommario della notizia il commento di Pierluigi Bersani, che a proposito dei numeri dell'aula ha parlato di "dissenso ampio". In taglio centrale l'attacco islamista di Garland, in Texas: "Uccisi due terroristi, uno era americano". Di spalla poi, lo sciopero della scuola in Italia, dove per il Corsera "il Governo apre sulla riforma".

    La camera dei deputati
    © AP Photo/ Andrew Medichini
    "L'Italicum è legge, Mattarella firma" è il titolo per La Stampa che riassume nell'occhiello la giornata politica di ieri con le previste contestazioni che oggi la galassia della scuola italiana porterà in piazza, con un fondo di Andrea Gavosto: "Assunti e precari, tutti scontenti".

    Sulla prima de La Repubblica, oltre alla notizia dell'approvazione dell'Italicum, le parole del premier "mai più inciuci per governare". Di spalla, a 48 dal voto nel Regno Unito, un editoriale di Timothy Garton Ash: "Cari elettori, non lasciate che Londra esca dalla UE". A centro pagina la fotonotizia del fallito attentato a Garland: "L'assalto dei jihadisti in Texas".

    Controcorrente va Il Giornale, che a proposito della legge appena approvata, che manda in soffitta il cosiddetto Porcellum, titola "Renzi, la legge sono io".

    Per il cattolico Avvenire "L'Italicum è fatto, la nuova politica no", con riferimento al voto segreto di ieri, da cui sembrerebbe essere uscita una maggioranza indebolita in vista delle riforme costituzionali.

    "Renzitalicum padrone d'Italia" è la scelta de Il Fatto Quotidiano, che mette in parallelo i voti serviti per l'Italicum e quelli che 10 anni fa servirono al governo Berlusconi per approvare il Porcellum. In taglio centrale le ragioni della protesta del mondo dell'istruzione: "In piazza contro il preside dittatore della scuola".

    Tags:
    italicum, Pierluigi Bersani, Matteo Renzi, Italia
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