23:21 17 Agosto 2017
Roma+ 26°C
Mosca+ 20°C
    La camera dei deputati

    L'Italicum è legge

    © AP Photo/ Andrew Medichini
    Italia
    URL abbreviato
    0 52545

    L'Italicum, già approvato dal Senato il 27 gennaio, è legge con 334 voti a favore, 4 astenuti, 61 contrari. Ora si attende la firma di Mattarella.

    Un applauso partito dai banchi del PD ha salutato l'approvazione dell'Italicum.

    Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha subito commentato il voto su Twitter così: "Impegno mantenuto, promessa rispettata. L'italia ha bisogno di chi non dice sempre no. Avanti, con umiltà e coraggio. È #Lavoltabuona".

    Su Twitter esulta anche il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi. "Ci hanno detto 'non ce la farete mai'. Si erano sbagliati, ce l'abbiamo fatta! coraggio italia, è #lavoltabuona".

    Il via libera potrebbe è arrivato nel tardo pomeriggio, alle 18.20. Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia hanno formalizzato la richiesta di voto segreto e confermato la scelta dell'Aventino, lasciando l'Aula della Camera pochi minuti prima del voto finale. Dieci parlamentari di Forza Italia sono rimasti in aula, tra cui Saverio Romano, che ha votato no.

    Nel pomeriggio Renato Brunetta ha definito questa giornata "una violenza che Renzi e il suo governo infliggono al Parlamento e all'intero paese. Si approvano, tentano di approvare, una riforma elettorale senza partecipazione alcuna da parte del resto del Parlamento. Lo fanno grazie ai voti di fiducia, che hanno imposto la cancellazione di tutti gli emendamenti". Ed ha aggiunto, polemicamente:

    "Promuoveremo un referendum abrogativo. Deve saperlo la Corte costituzionale, visto che la riforma del sistema di elezione del parlamento è approvata a colpi di maggioranza grazie a voti di deputati eletti con un premio dichiarato incostituzionale dalla Consulta ed altri eletti dal centrodestra. E deve saperlo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a cui chiediamo di riflettere prima di firmare questa legge".

    Gli altri 60 voti contrari provengono dalle file del PD, partito oramai smembrato tra astensioni e dissensi. Si sono astenuti Marilena Fabbri, Antonella Incerti e Donata Lenzi. Non hanno invece partecipato al voto i due prodiani Sandra Zampa e Franco Monaco e i bersaniani Michela Marzano, Giacomo Portas, Davide Zoggia.

    La minoranza Pd ha scelto di dire no alla nuova legge, già definita "Porcellum con le ali". "Resterò in aula e voterò no" aveva annunciato Pippo Civati. Marco Meloni, Enzo Lattuca e Stefano Fassina hanno dichiarato che avrebbero votato contro. Italicum e revisione del Senato sono "un cambiamento regressivo, come lo è stato l'intervento sul lavoro e rischia di esserlo l'intervento sulla scuola" ha detto Fassina prima del voto.

    L'Italicum entrerà in vigore dal luglio 2016, premio di maggioranza alla lista che supera il 40% dei voti, o ballottaggio tra i due partiti più votati se nessuno supera quella soglia, sbarramento al 3% e capilista bloccati.

    Fuori della Camera dei deputati, un presidio "anti-Italicum" con circa 40 persone, espone striscioni contro la nuova legge elettorale ed il premier Matteo Renzi. "Noi non ci arrenziamo. La Costituzione non si tocca, no alla legge truffa", si legge su un piccolo manifesto esposto da uno dei partecipanti. Tra le bandiere, oltre a quelle rosse, ci sono quelle di Sel, dell'Altra Europa con Tsipras ed una del M5S. Presenti, tra gli altri, i "Giuristi democratici", "Libera cittadinanza" ed i "Comitati Unitari per la Costituzione". "Renzi è autoritario. Figuriamoci se uno di questi zerbini di benito Renzi esce dal palazzo", ha esclamato uno dei partecipanti.

    Correlati:

    Italicum, ancora fiducia al governo
    Italicum, il Governo incassa la seconda fiducia
    Italicum. Camera conferma fiducia
    Tags:
    legge, Italia
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik