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    Monumento a Dante in piazza della Signoria a Firenze.

    Il ricordo di Dante come riscatto morale e culturale per l'Italia

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    Oggi il 750° anniversario della nascita del Sommo Poeta. Roberto Benigni legge l'ultimo canto del Paradiso nell'aula del Senato.

    Nell'aula del Senato stamane si sono svolti i festeggiamenti per il 750° anniversario della nascita di Dante. Alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, del presidente del Senato, Pietro Grasso, del ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini e del presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, cardinale Gianfranco Ravasi, il premio Oscar, Roberto Benigni, accompagnato nelle musiche da Michele Piovani e dal soprano Rosa Feola, ha letto il XXXIII canto del Paradiso della Divina Commedia, definito da Benigni stesso "la perfezione dell'alveare, un diamante, un dono incredibile davanti al quale si rimane come sospesi".

    Dinanzi all'ovazione dell'aula, Benigni non rinuncia all'umorismo e, divertito, annuncia ai senatori: "E' andata bene che l'anniversario della nascita sia capitato quest'anno che se cadeva tra due anni il Senato non c'era più. Dante ci ha pensato a nascere al momento giusto".

    Benigni parla della vita di Dante e non fa mancare una battuta anche su Matteo Renzi:

    "Questo è proprio un posto dantesco. Dante si è occupato di politica, intendeva la politica come dovrebbe essere considerata oggi, poter servire, costruire. Era impegnatissimo, ma si è fatto molti nemici per il suo caratteraccio. Del resto, si sa che i politici fiorentini hanno un caratteraccio. Non gli andava bene essere guelfo, bianco o nero, né ghibellino. Voleva far parte per se stesso, fondare il partito personale di Dante, insomma il Pd dell'epoca".

    Papa Francesco ha inviato per l'occasione un messaggio, letto da Monsignor Ravasi, in cui descrive Dante come "profeta di speranza, annunciatore della possibilità di riscatto di ogni uomo e donna". Grazie alla lettura, sempre attuale, della Divina Commedia, "possiamo arricchirci della sua esperienza per attraversare le tante selve oscure ancora disseminate nella nostra terra" — scrive Papa Francesco.

    Per il presidente del Senato, Pietro Grasso, l'opera e il pensiero di Dante Alighieri ribadiscono "la volontà di riscatto morale attraverso la cultura" dell'Italia. 

    "L'attualità di Dante risulta infatti sempre viva in ogni settore della cultura, della scuola, ma anche fuori dagli ambienti accademici, prova ne sia la moltiplicazione e la grande affluenza di pubblico all'antica consuetudine delle Lecturae Dantis diffuse in ogni parte d'Italia e all'estero".

     

     

     

    Tags:
    Roberto Benigni, Dante Alighieri, Sergio Mattarella, Italia
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