09:28 29 Aprile 2017
    Il Senato approva il ritorno del reato di falso in bilancio

    Renzi: Fiducia o governo va a casa

    © AFP 2017/ Andreas Solaro
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    La mossa del presidente del Consiglio spiegata oggi in una lunga lettera aperta al quotidiano La Stampa.

    Il premier italiano Matteo Renzi, alle prese con le polemiche e le accuse di autoritarismo dopo la scelta di porre la questione di fiducia sulla legge elettorale, rompe gli indugi ed il giorno successivo all'inizio dell'ultimo passaggio parlamentare dell'Italicum, scrive al quotidiano La Stampa. Il tentativo di Renzi sembra essere quello di diradare le nubi tossiche che si stanno addensando sul Partito Democratico, con l'intento, dichiarato sin dalle prime righe della missiva, di restituire credibilità al dibattito in corso.

    "La verità, vi prego, sull'Italicum"

    Queste le parole di Renzi nell'introduzione della lettera in cui, rivolgendosi al direttore della testata Mario Calabresi, il premier non esita a spiegare i passaggi che hanno portato alla legge elettorale per come è oggi blindata dal voto di fiducia alla Camera dei deputati.

    "Torneremo a vedere i candidati sul territorio — scrive Renzi — torneremo a fare campagne elettorale tra persone sui collegi e non solo nei talk-show; torneremo — conclude — dopo anni a scegliere le persone e, finalmente, la sera stessa del voto sapremo chi ha vinto".

    Il leader di Lega Nord Matteo Salvini durante la manifestazione contro il premier Renzi a Roma.  il 28 febbraio  2015
    © AFP 2017/ Tiziana Fabi
    Il leader di Lega Nord Matteo Salvini durante la manifestazione contro il premier Renzi a Roma. il 28 febbraio 2015

    L'Italicum, divenuto ormai un simbolo del governo Renzi e della volontà di cambiare il paese, è in discussione da oltre un anno e, come ha ricordato lo stesso premier nella lettera al quotidiano, i primi tentativi di cambiare la vigente legge elettorale risalgono addirittura al 2006. Passando poi in rassegna tutti gli ostacoli che negli ultimi 10 anni hanno impedito di riformare il cosiddetto Porcellum (dal nome che lo stesso estensore della vigente legge elettorale  diede alla sua "creatura"), Renzi conclude con una forte una presa di posizione, confermando una volta di pi quanto il destino della legislatura sia legato a doppio nodo con la riforma della legge elettorale. "Se non passa, il governo va a casa. Se c'è bisogno di un premier che faccia melina, non sono la persona adatta. Se vogliono un temporeggiatore — ha chiosato Renzi — ne scelgano un altro, io non sono della partita".

    Oggi intanto è previsto nella sula di Montecitorio il primo dei tre voti di fiducia che il governo ha posto sulla legge. Per domani invece previste le altre due votazioni, al termine delle quali sapremo se l'Italia proseguirà nel cammino di riforme intrapreso o se, come detto da Renzi a La Stampa questa mattina, "si ritorna al punto di partenza".

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    Italicum, voto, Senato, Matteo Renzi, Italia
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