07:08 27 Aprile 2017
    Italian Prime Minister Matteo Renzi

    Italicum, il governo pone la fiducia

    © AFP 2017/ THIERRY CHARLIER
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    Bagarre alla Camera.

    "Dopo anni di rinvii noi ci prendiamo le nostre responsabilità in Parlamento e davanti al Paese, senza paura #LeggeElettorale #lavoltabuona" scrive su twitter il premier Matteo Renzi.

    Per la vice segretaria dem, Debora Serracchiani, "non solo è in ballo la dignità del Pd ma anche la tenuta del governo. Rispetto alla fiducia molto conterà anche la posizione delle altre forze politiche". Non ci dimentichiamo, ha concluso la Serrachiani, "che altre forze politiche che hanno votato il medesimo testo al Senato oggi sembrano incoerentemente non volerlo fare più. Per esempio Forza Italia".

     Al momento della comunicazione in aula della decisione del Consiglio dei ministri da parte del ministro Maria Elena Boschi, in aula è giunto un boato di protesta da parte delle opposizioni che hanno di fatto impedito al ministro di concludere l'intervento. Deputati di Sel hanno lanciato crisantemi gialli in aula: "E' il funerale della democrazia", ha detto in il capogruppo Arturo Scotto.

    A fatica, la presidente della Camera Laura Boldrini ha riportato la calma e ha convocato la Conferenza dei capigruppo per le 16 do iggi pomeriggio.

    A scagliarsi contro il governo anche il capogruppo di FI, Renato Brunetta: "Non permetteremo che questa aula diventi il bivacco dei manipoli renziani, faremo di tutto per ostacolare l'avvento del fascismo renziano."

     L'Italicum, la legge elettorale in discussione alla Camera, stamane aveva superato l'ostacolo del voto segreto sulle otto pregiudiziali di costituzionalità presentate ieri dalle opposizioni. Respinte anche le pregiudiziali di merito e la richiesta di sospensiva presentata da Forza Italia. 384 voti contrari, 209 favorevoli e un astenuto, l'ex capogruppo di Ap Nunzia De Girolamo.

    Sono dunque 175 i voti di scarto per la maggioranza, alla quale sono mancati 12 voti rispetto ai 396 ipotizzati. In realtà però, considerando le assenze (37 in tutto, di cui 8 del Pd, 2 di Ap, 2 di Sc, e 3 del Misto), i voti della maggioranza sarebbero dovuti essere 381, il che vuol dire che sul voto segreto sulle pregiudiziali di merito sarebbe arrivato un soccorso da parte di 4 deputati.

    I toni infatti restano alti all'interno del PD. Critiche alla lettera di Renzi ai militanti  sono arrivate dalla minoranza Pd. Il premier ha accusato quest'ultima di voler frenare le riforme, parole respinte da Gianni Cuperlo come "offensive" e "false". Per Renzi, "se questa legge elettorale non passa è l'idea stessa di Pd come motore del cambiamento dell'Italia che viene meno". Stefano Fassina definisce il documento "l'ennesimo tentativo di delegittimare chi dentro al Pd ha posizioni diverse e il tentativo di compiere un'altra forzatura sul Parlamento". Il deputato dem ha annunciato che non è disponibile a votare la fiducia.

    Per il pentastellato Emanuele Cozzolino con l'Italicum "si va verso un presidenzialismo di fatto" e "ci sarà l'elezione diretta del capo del governo, anche se formalmente la scelta degli elettori non si configura come tale", mentre per il leader della Lega nord Matteo Salvini si tratta di "una legge che fa schifo".

     

     

     

     

     

     

     

     

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    Italicum, fiducia, voto, Senato, Matteo Renzi, Italia
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