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    Le vittime di un naufragio salvati dalla Guardia Costiera italiana.

    Naufragio, ONU: Almeno 800 morti. Arrestati i due scafisti

    © AP Photo/ Francesco Malavolta
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    Il bilancio ufficiale della tragedia nel Mediterraneo secondo le stime delle Nazioni Unite. I superstiti arrivati al porto di Catania, dove il comandante del barcone ed un suo assistente sono stati riconosciuti da alcuni testimoni e arrestati dalla polizia italiana.

    Sono arrivati questa notte al porto di Catania a bordo della nave Gregoretti 27 dei 28 superstiti di quella che è la più grave tragedia dell'immigrazione nel Mediterraneo. Sono infatti almeno 800 le vittime del naufragio che ha coinvolto un barcone carico di migranti, partito dalla Libia con destinazione le coste siciliane, secondo quanto riferito dalle Nazioni Unite. A dichiararlo Carlotta Simi, portavoce dell'Alto Commissariato per i rifugiati dell'ONU. Ad attendere la nave della Guardia Costiera italiana  in rappresentanza del governo c'era il neoministro per le Infrastrutture Graziano Del Rio. Quanto alla dinamica che ha provocato il rovesciamento del barcone, alcuni testimoni hanno parlato di una collisione tra il loro natante e la nave mercantile King Jacob, intervenuta nel frattempo per prestare soccorsi. Il comandante, poi riconosciuto e fermato dalle autorità italiane, avrebbe a quel punto preso a pilotare il barcone con scarsa attenzione, nel tentativo di sfuggire ai soccorritori per non essere riconosciuto.

    "Fermati i due scafisti dell'imbarcazione affondata. Si tratta del comandante, tunisino, e di un suo assistente, siriano"

    Questo il passaggio della nota ufficiale del Ministero degli Interni firmata da Angelino Alfano e diffusa nella notte, in cui il responsabile del Viminale ha fatto sapere che due dei responsabili erano stati assicurati alla giustizia. "E' arrivata nel porto di Catania la nave della Capitaneria con a bordo i superstiti del naufragio al largo della Libia. Sulla nave — si legge ancora nella nota — la polizia ha svolto interrogatori e confronti che hanno consentito alla Procura della Repubblica di Catania di individuare e disporre il fermo dei due".

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    Tags:
    ONU, Il Ministro degli Interni Angelino Alfano, Libia, Italia, Mar mediterraneo
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