07:04 27 Aprile 2017
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    I partigiani della resistenza nazifascista per la prima volta in Parlamento

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    Iniziano in Italia le cerimonie per il 70esimo anniversario della Liberazione.

    "La democrazia non è un bene acquisito una volta per tutte, e deve essere mantenuta dopo la conquista del 25 Aprile". Così la presidente Laura Boldrini introduce alla Camera dei Deputati la celebrazione del 70esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo in Italia.

    Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella
    © AP Photo/ Riccardo Antimiani, Ansa
    Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella
    Nell'aula di Montecitorio sono presenti molti giovani, il presidente del Senato, Pietro Grasso, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, seduto al centro del banco normalmente occupato dal comitato dei nove, Carlo Smuraglia, presidente dell'Anpi, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, Marisa Cinciari Rodano, prima donna eletta vicepresidente della Camera, Michele Montàgano, presidente vicario dell'Associazione Reduci dalla prigionia, ma soprattutto ci sono i protagonisti della resistenza, i partigiani. Quegli stessi uomini che 70 anni fa sacrificarono la loro gioventù in nome della libertà, ora, per un giorno, siedono negli scranni del parlamento con il fazzoletto tricolore al collo.

    "Oggi voi partigiani siete qui non come ospiti, ma come padroni di casa". Questo è il saluto che la Boldrini offre loro, nell'aula gremita di bandiere.

    La Boldrini si è poi rivolta in particolar modo alle nuove generazioni ricordando "che il modo più semplice e illuminante per cogliere lo spirito della resistenza è leggere le lettere dei condannati a morte, un documento esemplare che può parlare, ieri come oggi, alle menti dei giovani che potrebbero così ascoltare le voci dei loro coetanei che sono stati uccisi, torturati, reclusi tra mille sofferenze e umiliazioni per dare alle generazioni future il dono della libertà". Al mondo politico, invece, la presidente della Camera indirizza un monito a porre particolare attenzione alle "conseguenze sociali della crisi economica, minacce per la tenuta dei valori e dei diritti che i padri costituenti hanno posto a fondamento della nostra Costituzione". Aggiunge che "un sistema democratico deve saper dare risposte alle sofferenze della popolazione il che significa, nell'Italia di oggi, dare lavoro ai giovani, aiutare i pensionati, sostenere gli artigiani e i piccoli imprenditori".

    Il presidente del Senato, Pietro Grasso, rivolto ai partigiani ha detto che "la Resistenza è vita vissuta sulla pelle delle persone semplici ma coraggiose come loro, che, ancorché giovanissimi, scelsero di stare dalla parte giusta, a costo di pagare a caro, carissimo prezzo quella decisione".

    Sul finire della cerimonia, i deputati del Pd hanno intonato in aula lo storico inno della resistenza "Bella ciao", mentre Mattarella e i presidenti delle Camere, salutavano i partigiani che hanno preso parte alla manifestazione.

    Oggi alla Camera dei Deputati si è celebrato il coraggio di scegliere sempre la libertà, anche se essa impone sempre sacrificio, lotta e resistenza.

    Pietro Chiodi, uno dei maggiori filosofi italiani, comandante partigiano con il nome di Valerio, nel 1952 scriveva: "L'orgoglio non è una virtù. Non si dovrebbe mai essere orgogliosi. Tanto meno poi di aver fatto qualcosa, come il partigiano, che mirava proprio a ricostituire l'uguaglianza morale fra gli uomini. Ma, alle volte, dentro di me, mi succede di sentirmi pieno di un infinito orgoglio e sempre solo per una sola cosa: d'aver fatto il partigiano. Soprattutto sono orgoglioso di aver fatto il partigiano quando qualcuno mi dice che non dovrei esserne orgoglioso: perchè penso che sono io che, combattendo per la libertà, gli ho conferito il diritto di dirmelo".

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    Tags:
    Senato, Laura Boldrini, Pietro Grasso, Sergio Mattarella, Italia
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