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    Ostuni, cede il soffitto di una scuola feriti due bambini

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    Cade l'intonaco in una scuola elementare appena ristrutturata. Mentre gli italiani si sentono sempre più abbandonati a se stessi, sarà questa la #buonascuola di Renzi?

    Non sono gravi le condizioni di salute dei due bambini di 7 anni della scuola elementare Pessina di Ostuni, feriti stamattina dal crollo di parte del soffitto dell'aula in cui stavano facendo lezione. Dal tetto si sono staccati, infatti, intonaco e piccoli calcinacci, che hanno colpito due alunni e la maestra. Il crollo ha interessato 5 metri quadri d'intonaco per uno spessore di 3 cm in una classe di seconda elementare.

    I bambini hanno prognosi di 10 e 15 giorni. Sono anche stati sottoposti a una tac. La maestra ha riportato la frattura del malleolo.

    Subito dopo il crollo sono intervenuti i vigili del fuoco, vigili urbani, polizia e carabinieri, nonchè i tecnici del Comune.

    La scuola aveva riaperto i cancelli il 7 gennaio scorso dopo un periodo di chiusura per lavori di ristrutturazione.

    Il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, ha assicurato che "si sta cercando di vedere e verificare cosa è successo e perché".

    Il presidente della Regione Puglia Vendola chiede che "i responsabili di quello che appare come un crimine nei confronti dei bambini siano assicurati alla giustizia".

    Furibondi i genitori:

    "Queste cose — ha detto il papà di un bambino che frequenta la scuola — non devono succedere. Ora basta, non possiamo temere per la vita dei nostri figli. I nostri bambini sono in pericolo. La scuola va chiusa e vanno effettuati controlli a tutti i solai. Non può succedere una cosa simile in una scuola appena ristrutturata". 

    Secondo una nota del Codacons, "ancora un caso di soffitto che crolla in una scuola italiana, a dimostrazione dello stato di fatiscenza in cui versano gli istituti scolastici nel nostro paese".

    "Sono anni che denunciamo il degrado delle scuole italiane, che come dimostrano i frequenti crolli di soffitti e intonaci, cadono letteralmente 'a pezzi', ma nessuno interviene", spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi. "Ci chiediamo che fine abbiano fatto il Piano generale di edilizia scolastica che obbligava il Ministero dell'Istruzione ad adottare precisi provvedimenti in materia, e il famoso piano sulle 'scuole sicure' annunciato dal premier Renzi che prevedeva 400 milioni di euro per 2400 interventi a partire dal 2015".

    "Intanto gli istituti scolastici continuano a perdere pezzi, e speriamo non si debba arrivare — come sempre accade in Italia — a una vera e propria tragedia per vedere finalmente ascoltate le nostre richieste in fatto di sicurezza" — conclude Rienzi.

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