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    Il “genocidio armeno” apre la crisi diplomatica tra Vaticano e Turchia

    © AP Photo/ Andrew Medichini
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    Le parole di Papa Francesco, nel centesimo anniversario del massacro armeno per mano dell'esercito ottomano, riaprono una ferita che Ankara non sembra ancora pronta a superare. La Turchia fa richiamare l'ambasciatore, crisi diplomatica dietro l'angolo, ma c'è di più.

    Crisi diplomatica dietro l'angolo tra Vaticano e Turchia, dopo le parole di Papa Francesco di ieri. Nel corso della messa per il centenario del "martirio armeno", presenti tutte le massime autorità ecclesiastiche armene, ha usato la parola genocidio,  a proposito del massacro inflitto al popolo armeno 100 anni fa dall'esercito ottomano.

    "La nostra umanità ha vissuto nel secolo scorso tre grandi tragedie inaudite: la prima, quella che generalmente viene considerata come il primo genocidio del XX secolo, ha colpito il vostro popolo armeno, prima nazione cristiana".

    La reazione di Ankara è stata quasi istantanea, con il richiamo del proprio ambasciatore presso la Santa Sede per consultazioni e la convocazione ad Ankara del nunzio apostolico Antonio Lucibello per protestare formalmente con quella che, secondo quanto riportato sul profilo Twitter del capo della diplomazia turca Cavusoglu, è una dichiarazione "inaccettabile" e "lontana dalla realtà legale e storica".

    Il papa Francesco ha fatto l’appello alle diocesi e parrocchie di tutta Italia e Europa
    © AFP 2017/ Vincenzo Pinto
    Il papa Francesco ha fatto l’appello alle diocesi e parrocchie di tutta Italia e Europa
    In realtà non era la prima volta, e non è stato Bergoglio il primo Pontefice a parlarne in modo esplicito. Mai nessuno prima di Francesco però, aveva pubblicamente proferito Oltretevere la parola genocidio. In un documento congiunto con le massime autorità ecclesiastiche armene, Giovanni Paolo aveva già usato quel termine, e anche all'epoca la reazione di Ankara fu fulminea, ma mai nelle occasioni pubbliche era stata usata quella parola. Ieri, la "spallata" di Bergoglio, che peraltro ha parlato di genocidio mettendolo in relazione a quello che sta accadendo ai cristiani d'oriente, perseguitati dai fondamentalisti islamici.

    La sensazione degli storici e degli esperti di cose vaticane è che la posizione assunta da Ankara sia, ancora una volta, a un intervento a difesa dell'immagine del paese, pur essendo ormai largamente diffusa anche in Turchia la convinzione che quello operato tra il 1915 e il 1916 nel paese fu un vero e proprio eccidio di massa. Già lo scorso anno infatti il presidente turco Erdogan aveva mostrato una diversa sensibilità a proposito degli eventi di 100 anni fa, presentando per la prima volta le condoglianze della Turchia ai discendenti armeni delle vittime. Oggi però, con le parole arrivate dalla massima autorità cattolica, si è tornati al passato, al muro contro muro, fino alla negazione della storia.

    Secondo quanto certificato infatti, nel corso della Prima Guerra, con la dissoluzione alle porte dell'Impero Ottomano alleato con la Germania nazista, in Turchia iniziò un'opera di vera e propria pulizia etnica, particolarmente feroce proprio nei confronti delle popolazioni cristiano-armene. Molti storici sono arrivati a definire il massacro operato ai danni del popolo armeno come una sorta di modello di riferimento per l'Olocausto nazista.

    Attualmente sono oltre venti i paesi che hanno riconosciuto il genocidio armeno, tra cui Russia, Italia, Argentina, Uruguay, Francia, Svizzera e Parlamento europeo.

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    Papa Francesco, Armenia, Turchia, Vaticano
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