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    Nino di Matteo

    Nino Di Matteo respinto dal CSM

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    Italia
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    Allo Stato non piacciono le indagini sulla trattativa Stato - Mafia

    Da tempo i magistrati siciliani sono stati ricacciati in quel ghetto dal quale, trent'anni fa, uscirono, salvo poi pagare con la vita, personalità come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Il CSM trova naturale mettere all'angolo un magistrato come Nino Di Matteo, colpevole di rappresentare l'accusa nel processo che si celebra a Palermo, sulla trattativa fra lo Stato-Mafia e la Mafia-Stato, e che vede alla sbarra non solo boss di Cosa Nostra ma uomini delle istituzioni e della politica. E non si fa scrupolo di aumentare esponenzialmente l'isolamento di chi ha già totalizzato non una ma più condanne a morte, avvertimenti, segnali e minacce trasversali, anche dal boss mafioso Totò Riina, intercettato più volte dal carcere di Opera. 

    Se Di Matteo vuol salvarsi la vita deve spogliarsi del processo sulla trattativa: sembra questo il messaggio che lancia lo Stato. Il magistrato ha dichiarato:

    "Mi sento amareggiato, perché non sono stati sufficienti più di 20 anni di lavoro dedicati ai processi di mafia a Caltanissetta e a Palermo. Deluso, perché nella relazione della commissione che ha indicato gli altri colleghi non ho rintracciato nessuna censura critica al mio operato. Mi chiedo perché non sia stata valutata un'anzianità che è pari al doppio degli altri. Sono preoccupato non solo per me, ma perché questo è un altro piccolo segnale di un problema più grande. Tra i criteri del Csm continua a incidere pesantemente la logica dell'appartenenza correntizia. Il primo criterio è a quale corrente appartieni. E chi, come me e tanti altri, non appartiene a nessuna corrente, e anzi osa criticare la patologia del sistema, vede bocciata ogni aspirazione".

    E amaramente aggiunge. "Fino a quando mi sarà possibile tornerò a fare il mio lavoro con le tante difficoltà connesse sia alla sicurezza, sia a quelle ordinarie. Vorrà dire che continuerò da toga più protetta e scortata d'Italia ad andare in udienza anche per i furti Enel e le risse per le verande abusive, come capita sempre più spesso".

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    Mafia, Italia
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