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    Carabinieri all'uscita dal tribunale di Milano

    Polemiche sulla sicurezza dopo il dramma di Milano

    © AP Photo/ Luca Bruno
    Italia
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    Plenum straordinario del Csm presieduto da Mattarella che chiede di fare "piena luce sui fatti".

    Claudio Giardiello, 57 anni, immobiliarista accusato di bancarotta fraudolenta, ha esploso 13 colpi di arma da fuoco ed era dotato di due caricatori di proiettili calibro 7.65. "Volevo vendicarmi di chi mi ha rovinato", ha detto ai carabinieri che lo hanno arrestato in un centro commerciale a Vimercate.

    L'uomo ha colpito a morte l'avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani e un suo coimputato, Giorgio Erba e ha sparato al giudice Fernando Ciampi nella sua stanza, uccidendolo. Il ferito è Davide Limongelli, socio di Giardiello nella società "Magenta Immobiliare" di Milano, presente in aula a sua volta come coimputato.

    Gli inquirenti stanno cercando di capire come Claudio Giardiello sia riuscito a entrare in tribunale armato di pistola senza essere bloccato dai controlli con i metal detector. Una delle spiegazioni più plausibili sembra quella che l'uomo sia entrato dall'ingresso riservato agli avvocati in via Carlo Freguglia o mostrando un tesserino dell'ordine forense falso o con il suo legale. L'ipotesi del malfunzionamento di un metal detector è stata smentita da un portavoce del Palazzo di Giustizia ed è emerso che a inizio mese era stata effettuata la revisione degli impianti. 

    Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, presiederà nel pomeriggio un plenum straordinario del Csm. Sempre Mattarella ha espresso ai familiari delle vittime "le più sentite condoglianze e la vicinanza dello Stato italiano e sua personale". Nel corso di una telefonata con il ministro della Giustizia Andrea Orlando — si legge in una nota del Quirinale — il capo dello Stato ha avuto informazioni sull'accaduto, auspicando che sia fatta piena luce sulla dinamica dei fatti.

    Il premier Matteo Renzi è intervenuto poco dopo le 15 in diretta da Palazzo Chigi sulla questione sicurezza:

    "Questo è il momento del cordoglio, ma bisognerà fare chiarezza su come si sia potuto introdurre un'arma all'interno di un tribunale. Su questa vicenda ora devono parlare gli inquirenti, i responsabili della sicurezza del Tribunale di Milano.  Il governo ha dato un mandato molto forte sulle falle che è evidente che ci sono state."

    Da Milano, dove si erano recati per il Comitato per l'ordine e sicurezza pubblica in vista dell'Expo, sono intervenuti il ministro alla Giustizia, Andrea Orlando, e il ministro degli Interni, Angelino Alfano. Secondo Orlando "il sistema ha visto compiersi un insieme di errori gravi" che "le indagini dovranno chiarire se ci sono state delle falle". Poche parole dal ministro Alfano: "E' accaduto qualcosa di gravissimo e inaccettabile, faremo in modo che non accada mai più".

    Il governatore della Lombardia Roberto Maroni, che era presente al vertice in Prefettura, ha definito "sconvolgente" il fatto accaduto. "È inconcepibile che uno possa entrare in Tribunale con un'arma, che una persona qualunque riesca a entrare con una pistola". Il presidente della Lombardia ha comunque tranquillizzato, sul fronte della sicurezza, in vista di Expo: "L'impegno c'è e sono tranquillo".

    Sul caso interviene l'Associazione nazionale magistrati: "I fatti  di Milano "ripropongono drammaticamente il problema della sicurezza all'interno dei luoghi in cui quotidianamente si lavora per l'affermazione della legalità" e fa presente che nei tribunali "il rischio di atti di violenza è particolarmente elevato e dunque eccezionali devono essere le garanzie di tutela dell'incolumità di tutti gli operatori di giustizia e dei cittadini".

    Polemica l'esponente di Forza Italia, Daniela Santanchè: "L'Isis è alle porte e ci minaccia ogni giorno, tra pochi giorni avrà inizio l'Expo: il nostro paese dovrebbe essere sicuro invece è ridotto a uno scolapasta. Ci spieghi Alfano — e lo faccia in fretta — come si fa a entrare armati in un Tribunale come è avvenuto a Milano". Intervento a gamba tesa per il segretario della Lega, Matteo Salvini: "Il primo pensiero è per le famiglie delle vittime del Tribunale, il secondo è che sono preoccupatissimo: se questo è il livello di sicurezza nella Milano di Expo immagino cosa possano pensare di fare dei potenziali terroristi; come sentirsi sicuri se questa è la sicurezza di cui parla Alfano?".

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