19:13 23 Marzo 2017
    I rottami del DC-9 Itavia I-TIGI precipitato a Ustica

    Ustica, ministeri di trasporti e difesa dovranno risarcire i familiari delle vittime

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    La prima sezione civile della corte d’appello di Palermo si è oggi pronunciata in merito a uno dei più foschi misteri della storia italiana.

    Si tratta della strage del DC-9 Itavia precipitato al largo di Ustica il 27 giugno 1980, provocando 81 morti.

    Secondo la corte, quanto avvenne nei cieli del basso Tirreno è da addebitarsi a un missile lanciato contro il DC-9 da un altro aereo che intersecò la rotta del volo Itavia.

    Da escludersi le ipotesi della bomba a bordo o del cedimento strutturale.

    Rigettati anche gli appelli che l'Avvocatura dello Stato aveva promosso contro 4 sentenze emesse nel 2011 dal tribunale civile di Palermo che condannano i ministeri dei trasporti e della difesa a risarcire i familiari di 68 vittime.

    A ricorrere al rito civile, citando i ministeri dei trasporti e della difesa, erano stati 68 familiari delle vittime, assistiti dagli avvocati Daniele Osnato e Alfredo Galasso, che in primo grado si erano visti riconoscere un danno pari a oltre cento milioni di euro.

    Secondo la Corte d'Appello rimane confermata la responsabilità dei due dicasteri per non aver assicurato adeguate condizioni di sicurezza al volo Itavia 870. La Corte d'Appello ha dichiarato la prescrizione al risarcimento da depistaggio per intervenuto decorso del termine quinquennale. Ha però confermato il risarcimento da fatto illecito rinviando all'udienza del 7 ottobre 2015 per l'esatta quantificazione del danno.

    "Con queste quattro sentenze — commenta l'avvocato Daniele Osnato — la Corte di Appello di Palermo ha definitivamente chiuso, in punto di fatto, la vicenda giudiziaria identificando, al di sopra di ogni dubbio, che il DC-9 sia stato abbattuto da un missile. Ogni contraria ipotesi è stata vagliata ed esclusa, compresa quella della bomba. Con buona pace di chi, ancora a distanza di 35 anni dal tragico evento, prosegue con informazioni deviate ed ipotesi del tutto prive di fondatezza".

    "La verità processuale — sempre secondo il legale dei familiari delle vittime — coincide in questo caso con la realtà degli eventi e cioè che quella sera il DC-9 dell'Itavia è stato abbattuto in un atto di guerra non dichiarata ad opera di un missile non identificato".

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