14:20 11 Dicembre 2017
Roma+ 16°C
Mosca+ 1°C
    Ulivo,fico, albicocco, mandorlo, pesco, agrumi, ciliegio, gelso e numerose piante ornamentali specie vegetali non potranno più essere esportate dalla Puglia in Francia

    Embargo francese verso gli ulivi italiani

    © Foto:
    Italia
    URL abbreviato
    0 41

    Dall'ulivo alla vite, ma anche fico, albicocco, mandorlo, pesco, agrumi, ciliegio, gelso e numerose piante ornamentali per un totale di 102 specie vegetali non potranno più essere esportate dalla Puglia in Francia per decreto del ministero dell'Agricoltura francese.

    E' previsto inoltre l'intervento sulle piante ospiti diverse dagli ulivi, come gli oleandri, il rosmarino, la macchia mediterranea.

    Di sicuro vi è che il patrimonio olivocolo del Salento ha registrato un attacco grave ad opera di un processo chiamato CoDiRo, complesso del disseccamento rapido degli ulivi. All'inizio il progressivo ammalarsi delle piante venne riferito ad una molteplicità di fattori, tra i quali figurava anche un batterio parassita, la Xylella fastidiosa, ma in concorso con altri agenti, compresa la preesistente debilitazione delle piante colpite, dovuta ad un eccessivo sfruttamento agronomico con i pesticidi che ha consumato nel tempo l'humus di quei terreni.

     L'allarme presto diffusosi, per alcuni vera fobia, generò confusione e favorì il verificarsi di una singolare conseguenza: la complessità del caso fu ben presto radicalmente semplificata, puntando l'attenzione, invece che sulle concause individuate all'inizio, esclusivamente sulla Xylella fastidiosa. S'iniziò a parlare solo di essa come un nemico spaventoso ed irresistibile, con il corollario della prospettazione di un pericolosissimo rischio di contagio. Quasi che il Salento fosse diventato una bomba pronta ad esplodere contaminando il resto del Paese e persino l'Europa.

    Mentre le indagini della Procura di Lecce proseguono sulla doppia pista delle importazioni di piante infette e di una sperimentazione finita male, secondo la Commissione sono "in linea con la legislazione Ue". Ci sarebbero preoccupazioni simili in Spagna, Portogallo e Grecia ma la Commissione si dichiara "non informata" d'iniziative simili "nel prossimo futuro". E dichiara che "la legislazione UE prescrive che in caso di pericolo imminente, uno stato membro può immediatamente prendere misure ulteriori contro le importazioni da paesi terzi" e che "può notificare alla Commissione le misure che vorrebbe vedere venissero prese, come ha fatto la Francia".

    Contro Parigi è partita quindi in Italia la campagna #iononcomproMadeinFrance, lanciata dal candidato del centrodestra alla Regione, Francesco Schittulli. "Invito i pugliesi a non compare i prodotti francesi — scrive sulla sua pagina Facebook — intendo così richiamare l'attenzione di un governo, quello francese, che non può unilateralmente, venendo meno anche a quelli che sono gli accordi Europei di libera circolazione delle merci, decidere di bloccare i nostri prodotti: il nostro vero Made in Puglia. Non compriamo profumi, formaggi, borse, abbigliamento e tutto quello che viene prodotto in Francia. Compriamo i nostri prodotti pugliesi".

    Il ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina
    Il ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina

    Mercoledì 8 aprile il ministro per le politiche agricole, Maurizio Martina, sarà in Puglia per fare il punto sull'allarme Xylella. Entro il 17 aprile, inoltre, l'Efsa, l'autorità europea per la sicurezza alimentare, dovrà emettere un nuovo parere scientifico, come richiesto dalla Commissione Ue, anche sulla base della documentazione di Peacelink secondo cui il disseccamento degli ulivi non sarebbe dovuto a Xylella ma agli attacchi di un fungo. Le 26 associazioni bio salentine hanno invece presentato ricorso al Tar del Lazio e il 20 o 21 aprile prossimi il Consiglio regionale della Puglia dovrebbe dedicare all'emergenza una seduta monotematica.

    Per la Coldiretti, la decisione francese di bloccare l'import delle specie vegetali rappresenta "un duro colpo all'economia ma soprattutto un pesante danno di immagine che rischia di alimentare una pericolosa e ingiustificata reazione a catena da parte di altri Paesi. Le ripercussioni a carico del comparto delle piante ornamentali in Puglia hanno raggiunto i 185 milioni di euro, con un'incidenza dell'11,4% del valore della produzione regionale su quella nazionale". La Coldiretti chiede che "l'immediato intervento nei confronti delle autorità francesi e comunitarie sia accompagnato a livello nazionale da un impegno di tutto il Parlamento affinché sia resa possibile la dichiarazione di stato di calamità naturale". "Questo 'embargo' — aggiuge poi il presidente della Cia Puglia, Raffaele Carrabba — è un fatto grave e ingiustificabile. Il ministro intervenga rapidamente nei confronti della Francia e della Commissione europea per scongiurare una situazione che avrebbe effetti devastanti sull'economia dell'agricoltura pugliese. Da sola muove 4 miliardi d'euro l'anno"

     

     

     

    Correlati:

    Fondi UE, l'Italia deve spendere 7 miliardi entro dicembre
    L'Europa sommersa da pomodori marci decide il futuro delle sanzioni
    Tags:
    olive, import, Coldiretti, Il ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina, Italia, Francia
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik