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    Primi strascichi in casa Pd dopo il voto all’Italicum. Sel pronta a creare una nuova forza politica.

    Il falso in bilancio è di nuovo reato

    © AFP 2017/ Andreas Solaro
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    Il reato depenalizzato durante il governo Berlusconi., viene ripristinato con solo 3 voti di scarto. Polemiche sui 'pianisti'. Le pene per le società normali saranno da 1 a 5 anni di reclusione, mentre per quelle quotate gli anni di reclusione andranno dai 3 agli 8.

    La pena è invece da sei mesi a tre anni se i fatti sono lieve entità.

    L'Aula del Senato ha approvato il ritorno del reato di falso in bilancio e delle norme che riguardano le società non quotate. Le dichiarazioni finali di voto inizieranno alle 16. In serata è atteso il voto finale. Oggi è stato approvato, a scrutinio segreto, con 124 si, 74 no e 43 astenuti, l'articolo 8 del Ddl anticorruzione, il primo del "pacchetto" sul falso in bilancio che riscrive la disciplina. Prevede che "gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori, i quali, al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali dirette ai soci o al pubblico, previste dalla legge, consapevolmente espongono fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero ovvero omettono fatti materiali rilevanti la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale la stessa appartiene, in modo concretamente idoneo a indurre altri in errore, sono puniti con la pena della reclusione da uno a cinque anni".

    Prima del voto segreto sull'articolo 8, Peppe De Cristofaro di Sel ha annunciato in aula l'astensione spiegando che "il falso in bilancio avrebbe meritato una ben altra impostazione e non un compromesso al ribasso". Voto contrario di Forza Italia, espresso dal senatore Giacomo Caliendo che ha parlato di un "articolo incostituzionale" e di una "norma propaganda" del Governo.

    A seguire, l'aula del Senato ha approvato, sempre a scrutinio segreto, l'articolo 9 del ddl anticorruzione che stabilisce le pene per le società sui 'fatti di lieve entita' in caso di false comunicazioni sociali. Il via libera è arrivato con 146 sì, 95 no e 8 astenuti. Prevista la pena da sei mesi a tre anni "tenuto conto della natura e delle dimensioni della società e delle modalità o degli effetti della condotta".

    Ok anche all'articolo 10 (con 182 voti favorevoli, 85 contrari e 48 astenuti) sulle false comunicazioni sociali delle società quotate in borsa.

    La norma, che riscrive l'articolo 2622 del codice civile, prevede la reclusione da tre a otto anni.

    Via libera con 205 sì, 56 no e un astenuto, anche all'articolo 11, che riguarda la sanzione per la responsabilità amministrativa che diventa più severa per tutte le società: fino a 600 quote da pagare.

    Le assenze dei forzisti si fanno sentire e la maggioranza è a rischio, come fa notare il senatore Lorenzo Battista su Twitter.

    Enrico Cappelletti, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Giustizia al Senato, inoltre, denucia che "la legge sull'anti-corruzione è falsata dal voto di ‘pianisti' che si esprimono per senatori assenti e il presidente Grasso non annulla le votazioni".

    I grillini, dopo le consultazioni on line, in cui si è espresso a favore il 19,7 % dei votanti mentre ha detto "no" l'80,3% degli iscritti al MoVimento, hanno dichiarato che "ci siamo astenuti sull'articolo 8 che riguarda la non possibilità di effettuare intercettazioni per le indagini su società non quotate in Borsa, tra le quali cooperative 'rosse' e 'bianche' e fondazioni politiche che fanno girare milioni di euro. Ci siamo astenuti dopo che sono stati bocciati tutti i nostri emendamenti che prevedevano il massimo di pena a 6 anni e la possibilità di effettuare intercettazioni. Abbiamo votato no all'articolo 9 relativo alla 'tenuita' del fatto, perché l'introduzione di questa fattispecie abbinata all'entrata in vigore domani del decreto legge sulla depenalizzazione dei reati può annullare l'introduzione del reato di falso in bilancio pur 'soft' in questo disegno di legge".

     

     

     

     

     

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    falso bilancio, pena, corruzione, Senato, Italia
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