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    Matteo Renzi e Vladimir Putin al Cremlino alla conferenza stampa congiunta/ Il 5 marzo 2015

    Le sanzioni alla Russia costano all'Italia 1,25 miliardi di euro

    © Sputnik. Michael Klimentyev
    Italia
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    La ripresa dell'interscambio commerciale fra i due paesi avverrà solo quando il rublo si stabilizzerà e verrà risolta la crisi geopolitica che ha condizionato gli scambi per gran parte dello scorso anno e, ancor più, nei primi mesi del 2015.

    La Campania è la seconda regione d'Italia maggiormente visitata dal popolo russo. Napoli è la quinta città preferita dai visitatori della Federazione Russa, seguita da Firenze e dopo Roma, Milano, Venezia, Rimini.

    Oggi a Napoli si è tenuto un incontro dedicato alle relazioni commerciali tra Italia e Russia, organizzato dall'Associazione Conoscere Eurasia e dal Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, in collaborazione con Banca Intesa Russia e Banco di Napoli. 

    Presenti al seminario, tra gli altri, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, l'ambasciatore della Russia in Italia, Sergey Razov, l'amministratore delegato del Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, Sergey Belyakov, il Rappresentante commerciale della Federazione Russa in Italia, Igor Karavaev, il presidente del Banco di Napoli, Maurizio Barracco, il presidente di Confindustria Campania, Sabino Basso, i presidenti di Unione industriali e Cciaa di Napoli, Ambrogio Prezioso e Maurizio Maddaloni, il direttore Enit a Mosca, Domenico Di Salvo e il vice presidente Sistema Moda Italia, Paolo Bastianello.

    Il presidente di Banca Intesa Russia e dell'Associazione Conoscere Eurasia, Antonio Fallico, nel corso della relazione di apertura del bilaterale ha detto che "tecnologie innovative, moda e turismo rappresentano le leve per la crescita dell'export campano verso la Russia". Ci sono, infatti, segnali incoraggianti nei rapporti tra Napoli e Mosca, in quanto "se l'export verso Mosca è calato del 3% dal 2013 al 2014, l'interscambio vola, attestandosi a 318 milioni di euro, con un aumento del 32% nell'ultimo anno e del 46,5% nel biennio."

    Il mercato delle tecnologie e del turismo stimola i rapporti commerciali tra i due paesi, tanto che il settore tecnologico segna un incremento del 6,3% mentre il turismo dal 2009 al 2013 ha più che raddoppiato gli arrivi, con circa 400mila presenze nell'ultimo anno. A perdere in modo sensibile è invece il sistema moda con una flessione del 17%, anche se, secondo Fallico, il settore vedrà una netta ripresa quando il rublo si stabilizzerà e verrà risolta "la crisi geopolitica che ha condizionato gli scambi per gran parte dello scorso anno e, ancor più, nei primi mesi del 2015". 

    Nel 2014, la caduta del rublo, le sanzioni e le controsanzioni hanno determinato una perdita di 5,3 miliardi di euro nell'interscambio tra Italia e Russia, con una flessione pari al 17% sul 2013 e una contrazione delle nostre esportazioni dell'11,6%. Tutto ciò è costato all'Italia 1,25 miliardi di euro, con un crollo — secondo la Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo — dei prodotti tessili e dell'abbigliamento (-16,4 %) e degli apparecchi elettrici ed elettronici, dei macchinari meccanici e mezzi di trasporto (-13,7%). Oltre, ovviamente, ai prodotti agroalimentari oggetto delle sanzioni, che hanno subito una drammatica flessione, pari al 38%.

    Tags:
    Sanzioni, Russia, Italia
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