13:09 23 Marzo 2017
    La nave di crociera  Costa Concordia

    Anche la Costa Concordia sulle rotte della droga?

    © Sputnik. Alexandr Belenki
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    Un'intercettazione telefonica tra due ndranghetisti calabresi svela i nuovi metodi per il trasporto di grandi quantitativi di droga, caricata in container sulle grandi navi da crociera. Il sospetto che anche la Costa Concordia possa essere stata usata per questo scopo.

    Navi da crociera usate dalla Ndrangheta per il trasporto di grandi quantitativi di droga. E' quanto starebbe emergendo da alcune indagini del Gruppo Investigativo sul crimine organizzato della Guardia di Finanza italiana, nell'ambito di una più vasta inchiesta sul traffico di droga da e per l'Italia, che ha portato il mese scorso all'arresto di venti persone.

     Costa Concordia possa essere stata usata per il trasposto della droga?
    Costa Concordia possa essere stata usata per il trasposto della droga?

    In una chat intercettata dagli uomini del GICO, due esponenti del potente gruppo criminale calabrese parlano, tra le altre cose, delle rotte della droga via mare, a bordo delle grandi navi per turisti. Il sospetto della Procura di Firenze è che coinvolta nel traffico di droga internazionale possa esserci in qualche modo entrata anche la Costa Concordia, naufragata davanti all'isola del Giglio il 13 gennaio del 2012.

    "Ti ricordi la principessa di che marca era?" dice il boss Michele Rossi, sotto il falso nickname Olivia. "La stessa nave che ci ha fatto fare la figuraccia in tutto il mondo" insiste, quando Massimo Tiralongo, alias Giulia, mostra di non ricordare il nome del natante. "Intendevano riferirsi alla Costa Concordia" è stato il commento degli investigatori.

    Nel corso della chat i due poi si soffermano a parlare di un'altra nave, La Famosissima della MSC crociere, che è stata poi effettivamente perquisita lo scorso 27 ottobre al porto di Genova e su cui è stato rinvenuto un container carico di droga.

    Al momento ancora nessun riscontro per quella che comunque non sarebbe una novità assoluta: non è infatti la prima volta che si sente parlare di grandi quantitativi di droga a bordo di navi da crociera. Gli esperti di criminalità organizzata italiani sono convinti che l'uso di questo escamotage sia sempre più frequente, soprattutto da quando sono stati intensificati i controlli e sequestri di container nei porti commerciali, tradizionalmente  usati dai mafiosi per il traffico di stupefacenti.

     

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    Tags:
    droga, naufragio, Costa Concordia, Francesco Schettino, Italia
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