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    “Un mese di vacanza va bene. Ma non c'è un obbligo a farne tre”. Questo il pensiero del ministro del Lavoro Giuliano Poletti a proposito della sosta estiva delle scuole italiane

    Scuola, lavoro al posto delle vacanze estive. E' polemica sul ministro italiano

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    Le dichiarazioni del ministro del lavoro Poletti sulla possibilità di ridurre le vacanze scolastiche scatenano la polemica politica. Il ministro dell'Istruzione Giannini prova a spegnerla: del disegno di legge già previste attività estive.

    "Un mese di vacanza va bene. Ma non c'è un obbligo a farne tre. Magari uno potrebbe essere passato a fare formazione". Questo il pensiero del ministro del Lavoro Giuliano Poletti a proposito della sosta estiva delle scuole italiane. Immediate le reazioni, con l'associazione nazionale dei presidi schierata dalla parte del ministro, a sostenere una revisione del calendario scolastico. "Da anni chiediamo che ci siano piani intelligenti per l'utilizzo della risorsa 'scuola' durante l'estate — ha dichiarato Mario Rusconi, vicepresidente dell'Anp — L'idea di utilizzare i locali durante l'estate per corsi di sostegno e recupero, per corsi di formazione particolari, ma anche per ospitare iniziative di giovani diplomati in cerca di lavoro ci trova dunque senz'altro d'accordo. Mi permetto di far notare, tuttavia — ha punzecchiato Rusconi — che Poletti è l'ennesimo ministro che si pronuncia sulla questione, ma mai, finora, alle parole hanno fatto seguito prassi organizzative coerenti.

    Preoccupazione invece espressa dai sindacati e soprattutto delle associazioni degli studenti, che hanno parlato senza mezzi termini di dichiarazioni allucinanti. "Il ministro sembra voler invitare gli studenti a lavorare d'estate — ha affondato il responsabile del coordinamento Studenti nazionale Danilo Lampis — preferendo lo sfruttamento alla formazione".

    In realtà, come subito precisato da Madrid dal ministro per l'Istruzione italiano Stefania Giannini, i temi trattati dal ministro Poletti "sono stati oggetto di analisi anche nel lavoro sul ddl scuola, all'articolo 4 comma 3 prevediamo esplicitamente che l'alternanza può essere svolta durante la sospensione delle attività didattiche. Fare esperienza di lavoro durante la scuola è utile non solo per diminuire la dispersione e facilitare l'inserimento immediato nel mondo del lavoro — ha detto il ministro — ma anche per orientare le scelte di chi andrà all'università".

    Aldilà delle dichiarazioni e delle conseguenti polemiche, resta intanto il dato, che vede l'Italia al primo posto per numero di settimane di vacanza scolastica, rispetto al resto dei partner europei, che restano tutti a vario titolo sotto le 13 settimane di stop previsti in Italia, Lettonia, Turchia e Lituania. Primi in questa speciale classifica Germania, Regno Unito e Danimarca, che "lasciano a casa " i propri studenti soltanto 6 settimane l'anno.

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    vacanza, Buona Scuola, Giuliano Poletti, Ministro di Lavoro, Italia
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