17:01 24 Marzo 2017
    le perquisizioni effettuate dalla Digos legate a possibili atti dimostrativi in occasione dell'inaugurazione dell'Expo

    Corruzione, Lupi: “Non mi dimetto. Risponderò in parlamento”

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    Nel giorno dell'interrogatorio di garanzia per Ercole Incalza, principale accusato nell'inchiesta sugli appalti delle grandi opere italiane, il Nuovo Centrodestra del ministro dell'Interno fa quadrato attorno a Maurizio Lupi, che dice: “le risposte le darò in parlamento”. I magistrati rispondono al premier Renzi: andare oltre le polemiche.

    "Le risposte le darò in parlamento" E' questa la posizione ufficiale di Maurizio Lupi, ministro per le Infrastrutture finito nell'occhio del ciclone per avere ricevuto regali e favori nell'ambito dell'indagine sulle grandi opere della Procura di Firenze. "Se verranno accertate mie responsabilità — ha detto Lupi intervenendo all'inaugurazione di un padiglione dell'Expo 2015 — trarrò le conseguenze e chiederò scusa a colleghi e amici. Ma — ha ammonito — non si possono fare processi sulla stampa".

    Le parole di questa mattina del ministro arrivano al culmine di un'escalation di tensione all'interno del governo, che gli analisti hanno definito "in pressing" per le sue dimissioni, a partire dal premier Matteo Renzi, che in nottata avrebbe provato a convincere Lupi. Prima delle dichiarazioni del ministro, sempre stamattina era stato il collega di partito e responsabile degli Interni Angelino Alfano a prenderne le difese. "Noi lo sosteniamo, abbiamo piena fiducia in lui e Lupi non ha pensato a dare le dimissioni" ha detto il ministro, confermando, a margine dell'informativa in parlamento sul Consiglio d'Europa, massima fiducia a Lupi. Malumori invece nel Partito Democratico, con il presidente Matteo Orfini che ha parlato di necessità di urgenti chiarimenti, in presenza di "cose che destano inquietudine e preoccupazione".

    Intanto sembra raffreddarsi la polemica che ieri ha visto protagonisti l'Associazione nazionale magistrati ed il premier Renzi. Il presidente dell'ANM Sabelli, intervenendo ad una trasmissione televisiva, aveva detto ieri che "Uno Stato che funzioni dovrebbe prendere a schiaffi i corrotti e accarezzare chi esercita il controllo di legalità. I magistrati invece — qui l'affondo di Sabelli — sono stati virtualmente schiaffeggiati e i corrotti accarezzati". La replica non si era fatta attendere, con Renzi che aveva bollato le dichiarazioni come "false, ingiuste e tristi". Oggi la parziale schiarita, con l'invito ad andare oltre le polemiche formulato dallo stesso Sabelli, per non mettere in ombra "i veri temi, la corruzione e le buone riforme".

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    dimissioni, Consiglio Europeo, governo, Maurizio Lupi, il ministro di Trasporti e Infrastrutture, Italia
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