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    Il presidente russo Vladimir Putin e il primo ministro italiano Matteo Renzi al Cremlino

    Senza partnership con la Russia, l’UE non potra’ mai essere un attore globale

    © Sputnik. Michael Klimentyev
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    Marina Tantushyan
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    A Roma è in programma un’importante conferenza sul tema: "La Russia tra Europa ed Asia".

    L'evento, promosso dalla Rivista di Studi Politici Internazionali, vedrà la partecipazione di autorevoli rappresentanti istituzionali e consentirà di meglio chiarire l'evoluzione possibile del quadro di rapporti nel quale è coinvolta una realtà strategica come la Russia.  Maria Grazia Melchionni,  organizzatrice del workshop e Direttore della Rivista di Studi Politici Internazionali ha raccontato a "Sputnik-Italia" l'obiettivo dell'iniziativa.

    -Professoressa Melchionni, qual è lo scopo principale di questa conferenza? Quali temi saranno affrontati durante l'incontro?

    - "Ho organizzato questa conferenza nella mia qualità di Direttore della Rivista di Studi Politici Internazionali che ha appena pubblicato un fascicolo monografico dedicato alle relazioni tra la Russia e l'Occidente nel tempo presente. Questa conferenza stimola il dialogo tra personalità politiche, diplomatiche e accademiche di fronte a un pubblico di opinion-makers allo scopo di mettere a fuoco la crisi in atto ed esaminare la situazione geopolitica che se ne può sviluppare in Europa con specifico  riferimento agli interessi nazionali della Russia e alle sue aspirazioni nei confronti dell'Europa e dell'Asia. L'invito ha avuto una accoglienza straordinaria, come numero, come livello e qualità dei partecipanti, a conferma dell'interesse che c'è in questo momento in Italia per questa problematica".

     Verrà toccato anche il tema delle sanzioni: che cosa pensa di questo strumento di ricatto politico ed economico ?

    — "Intanto non userei la parola "ricatto"  — le sanzioni sono uno strumento di pressione economica volta ad ottenere un cambiamento di policy,  sono un strumento molto forte al limite dell' hard power è vengono adottate  in caso delle situazioni che generanno grande preoccupazione. Di fronte all'allarme che la crisi ucraina ha suscitato soprattutto in alcuni paesi-membri — Polonia e Paesi Baltici — e alla  pronta decisione degli Stati Uniti di adottarle, l'Unione Europea non ha potuto fare a meno di associarci a questa scelta, nonostante le perplessità che vi si accompagnano relative alla efficacia, agli effetti e anche al funzionamento del meccanismo delle sanzioni. Le sanzioni per l'Ue, per la sua costituzione a 28 membri — è uno strumento molto delicato da manovrare perché devono essere adottate all'unanimità e possono essere tolte solo all'unanimità. Quindi, è difficile toglierle".

    — A causa del peggioramento dei rapporti tra la Russia e l'Ue, Mosca ha mutato la sua strategia di politica estera ed ha iniziato a guardare verso Est (accordi energetici con la Cina e Turchia, ecc.). Che effetti ha avuto questo "spostamento" per l'Europa?

    - "La Russia per l'Europa rimane un partner essenziale e viceversa.  E' iscritto nella geopolitica del continente Euroasiatico, nella complementarità dei rispettivi sistemi economici e nelle affinità culturali, e non può essere cancellato da uno spostamento occasionale. Auguro che è superata la situazione attuale di crisi dei rapporti, ci riapra quanto prima un negoziato per ripristinare quella partnership strategica fra l'Unione Europea e la Russia senza la quale l'UE non potrà mai essere un attore globale e anche la dimensione occidentale della Russia risulterebbe compromessa se non ci fosse questo accordo con l'Unione Europea".

    -Quindi, Lei è accordo con l'ex-premier italiano ed ex-Presidente della Commissione Europea Romano Prodi che ha ribadito che la Russia e l'Unione Europea sono come la vodka e il caviale — devono andare insieme?

    — "Si, sono d'accordo per le ragione che ho spiegato prima, ma anche perché  penso che la Russia debba continuare ad appartenere all'Occidente, come è stato da secoli. L'Unione Europea, secondo me, deve fare un po' da ponte fra la Russia e Stati Uniti per realizzare un Grande Occidente, una grande unità".

    - Come valuta la visita del Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi in Russia. Crede che l'Italia possa davvero diventare un mediatore, un ponte tra l'Europa e la Russia?

    —  "A mio avviso, solo la Germania può essere un mediatore perché la mediazione verrà fatta anzitutto fra Stati Uniti e Russia. L'Italia invece può svolgere il ruolo della buona volontà — sollecitare, smussare le questioni e mantenere vivi i rapporti e questo alla lunga produce degli effetti".

    — Come si svilupperanno i rapporti bilaterali tra la Russia e l'Unione Europea nei prossimi anni? Sarebbe ancora possibile avviare una collaborazione tra l'UE e l'Unione Euroasiatica?

    —  "Partiamo dalla considerazione che questa collaborazione è necessaria. Quindi, si tratta di individuare su quale terreno essa possa essere avviata, nel quadro di ovviamente un compromesso sulla questione ucraina. Io concordo con la tesi dell'Ambasciatore Giulio Terzi che ritiene che questo terreno possa essere quello della collaborazione fra l'Ue e l'Unione Economica Euroasiatica. Si tratta di regolare anzitutto la questione dell'appartenenza dell'Ucraina all'una  o all'altra delle due organizzazioni o entrambe e rivedere la politica di vicinato dell'Ue. E' molto importante trovare un buon compromesso, quello che lascia entrambe le parti un po' insoddisfatte, non ci deve essere una parte che vince più dell'altra in questa vicenda, perché' sia durevole la soluzione".

     

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    conferenza, Rivista di Studi Politici Internazionali, Matteo Renzi, UE, Italia, Russia
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