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    Il Presidente cinese Xi Jinping incontra gli ospiti della  Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB) a Pechino

    L'Italia entrerà nella Banca Mondiale voluta dalla Cina

    © REUTERS/ Takaki Yajima
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    Dopo il sì del Regno Unito della scorsa settimana, anche Italia, Francia e Germania entreranno nell'Istituto voluto da Pechino per contrastare lo strapotere della Banca Mondiale di Washington.

    Secondo quanto riportato dal Financial Times in queste ore, anche l'Italia avrebbe scelto di aderire all'Asian Infrastructure Investment Bank. Il quotidiano finanziario, riportando la notizia, ha parlato di "sfida" agli Stati Uniti da parte dei paesi che hanno preso questa decisione. Il progetto cinese dell'Aiib infatti, si costituirà a partire dal prossimo 31 marzo con l'obiettivo di attrarre investimenti strategici sul piano delle infrastrutture. Altro target di Pechino è quello di gettare le basi per future operazioni che equilibrino in qualche modo gli accordi di libero scambio che l'Europa sta discutendo proprio con il partner oltreoceano in questi mesi.

    Il tesoro americano da parte sua ha espresso, a proposito di quella che gli analisti finanziari hanno già ribattezzato la "Banca Mondiale cinese", molteplici perplessità, puntando l'indice contro gli standard ambientali e sociali legati ai suoi prestiti e sulla governance dell'istituto.

    La decisione italiana, che secondo il foglio economico americano sarebbe assecondata anche da Francia e Germania, arriva dopo il sì del Regno Unito della scorsa settimana, fortificando così la scelta operata da Pechino, che per gli analisti, con il bilancio iniziale di 50 miliardi di dollari in dotazione all'Istituto, consentirà al paese di estendere la propria sfera d'influenza sull'economia occidentale.

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    Tags:
    Banca Mondiale, Regno Unito, Italia, Cina
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