21:15 23 Marzo 2017
    La Procura indaga sugli appalti di Alta Velocità: arrestati manager e consulenti del ministero delle Infrastrutture

    Italia, maxi inchiesta su corruzione

    © AP Photo/ Lennart Preiss
    Italia
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    La Procura di Firenze indaga sugli appalti di Expo e Alta Velocità: arrestati manager e consulenti del ministero delle Infrastrutture. Nelle carte c'è il coinvolgimento del ministro Lupi. Imbarazzo nel governo, che intanto inasprisce le leggi sulla corruzione.

    I cronisti italiani non hanno esitato a definirla la Tangentopoli delle grandi opere. Di ieri la notizia dei primi arresti nell'ambito dell'inchiesta, condotta dalla Procura di Firenze, che fin qui ha portato anche all'iscrizione nel registro degli indagati di cinquanta soggetti, coinvolti a vario titolo in un giro di tangenti e appalti truccati.

    Perno dell'inchiesta e primo arrestato "eccellente" è Ercole Incalza, manager di Stato più volte confermato negli ultimi 15 anni nei ruoli chiave per l'affidamento e la gestione degli appalti delle grandi opere. Incalza è definito dai magistrati fiorentini "il dominus totale" per le grandi opere italiane, con la responsabilità per "ogni grande opera, predisponendo le bozze della legge obiettivo e individuando di anno in anno quelle da finanziarie e quelle da bloccare". Secondo la tesi degli inquirenti, il manager sceglieva appaltatori a lui vicini, condizionando le scelte del ministero e facendosi segretamente retribuire dalle imprese che vincevano poi le gare d'appalto.

    Nelle carte dell'inchiesta nomi di ex funzionari ministeriali, politici ed ovviamente imprenditori. Ma a guadagnare l'attenzione dei media italiani è certamente il nome del responsabile politico per le Infrastrutture, il ministro Maurizio Lupi, che non è iscritto nel registro degli indagati ma la cui posizione appare oggi molto fragile. Favori per lo stesso Lupi e suo figlio emergerebbero dalle prime indiscrezioni e da alcune intercettazioni, in cui lo stesso ministro parla dei rischi per la stabilità dell'intero esecutivo Renzi se fosse stata abolita la struttura ministeriale con a capo Ercole Incalza. Lupi, intervenuto ieri pubblicamente per le prime reazioni, si è detto amareggiato per il coinvolgimento del figlio, respingendo al mittente le ipotesi di dimissioni.

    "La corruzione che viene scoperta, purtroppo, è soltanto la punta dell'iceberg". Questo il duro commento del presidente del Senato Pietro Grasso, già magistrato antimafia ed oggi impegnato personalmente per l'inasprimento delle pene sulla corruzione. Proprio ieri, ed in un certo senso spinte dall'ondata di arresti e inchieste di queste settimane, il Governo ha proposto una serie di emendamenti alla legge anticorruzione in discussione in parlamento, con lo scopo di innalzare i limiti della prescrizione e le sanzioni sul falso in bilancio.

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    TAV, Expo 2015, Il Ministro di Infrastrutture, Italia
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