15:18 29 Marzo 2017
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    Le prime pagine italiane del 5 marzo

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    Politica interna su quasi tutte le aperture per questo giovedì 5 marzo. Spazio anche alla visita di Renzi a Kiev e Mosca, e alla complicata situazione libica.

    "Giustizia, altro stop sulla corruzione. La Lega si spacca". Così La Repubblica, che da notizia dei lavori parlamentari di ieri, con la maggioranza divisa sull'allungamento dei tempi di prescrizione dei reati legati alla corruzione, oltre che della scissione in atto nel partito di Matteo Salvini in Veneto.

    Ancora politica interna su Il Corriere della Sera che però sceglie la mano tesa di Grillo, che ieri ha rilasciato un'intervista, proprio al quotidiano di via Solferino, in cui manifesta la volontà di dialogo con il governo sulle principali riforme. A centro pagina un'immagine dell'incontro di ieri tra Renzi e Poroshenko: "Dopo Kiev, Putin. La partita italiana" è il titolo che accompagna la foto.

    La scelta de La Stampa è invece per la politica estera, con un focus sulla situazione libica. Il quotidiano di Torino, che ieri aveva ospitato un'intervista al mediatore ONU per la Libia, Bernardino Leon, oggi rende noto il contenuto del Consiglio di sicurezza svoltosi ieri. Per l'ONU "Isis cresce, non c'è più tempo". Di spalla politica nazionale con "il no dei centristi a Renzi" sulla prescrizione.

    Quotidiani economici concentrati sul mercato valutario, con la moneta europea ai livelli del dollaro, dopo oltre un decennio. Per Il Sole 24 Ore è l'effetto Quantitative Easing, il titolo di apertura è "Cambi e tassi, effetto QE: l'euro ai minimi da 11 anni".

    Per Il Giornale "La Lega si spacca, Renzi si incarta", con una lettura molto critica della situazione di caos nel partito del nord e lo stop parlamentare all'allungamento della prescrizione per i reati di corruzione.

    Situazione migranti al centro dell'attenzione per il quotidiano cattolico Avvenire: "Ancora morti in mare, la UE (forse) si muove", dove il riferimento è alla presa di posizione del vicepresidente della Commissione UE Timmermans che ha parlato di "Europa Nostra" al posto di "Mare Nostrum", come segnale di vicinanza all'Italia nella difficile operazione di salvataggio dei profughi nel Canale di Sicilia.

     

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