17:01 24 Marzo 2017
    Il leader di Lega Nord Matteo Salvini durante la manifestazione contro il premier Renzi a Roma.  il 28 febbraio  2015

    Lega Nord: Luca Zaia sarà il candidato nel Veneto

    © AFP 2017/ Tiziana Fabi
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    Si è ora conclusa in via Bellerio a Milano la riunione del consiglio federale della Lega Nord.Tosi non sarà commissariato. Il Consiglio federale decide all’unanimità.

    Nel quartiere generale del Carroccio, il massimo organo esecutivo del movimento è stato convocato da Matteo Salvini per fare un bilancio della manifestazione di sabato a Roma e per risolvere la questione veneta. Flavio Tosi e Luca Zaia, che hanno partecipato al consiglio, rivendicano entrambi l'ultima parola sulle liste per le regionali.

     ll consiglio federale ha deciso all'unanimità: il candidato per la presidenza del Veneto alle prossime regionali è Luca Zaia. Il principale antagonista, Flavio Tosi, segretario della Liga veneta e sindaco di Verona, ha dunque ceduto, conformandosi al volere dell'assemblea. E' anche confermato che non ci sarà alcun commissariamento per la Liga veneta.

     Flavio Tosi aveva oggi dichiarato: "Nella Lega ci vuole rispetto reciproco. In passato io ho fatto parecchi passi indietro. Ricordo a tutti che in questi ultimi cinque anni non ho mai boicottato e neppure messo in difficoltà il governo regionale. Mai detto una sola parola contro Zaia, semmai i problemi sono venuti dai suoi alleati, Forza Italia e Ncd. Anche per questo dico che nel Veneto dobbiamo andare da soli: la Lega e alcune liste civiche sono in grado di attrarre i voti moderati e popolari". E aveva concluso: "Una lista con il mio nome non porterebbe via consensi alla Lega, farebbe solo crescere la coalizione".

     Per Maroni, governatore della regione Lombardia, che aveva assicurato di volere lavorare per "evitare il commissariamento di Tosi e della Liga veneta", "la situazione è complicata. Confido — aveva dichiarato stamane- sulla saggezza di tutti perchè l'obiettivo deve essere vincere in Veneto e non creare problemi e quindi mi auguro e mi aspetto responsabilità da parte di tutti".

    Matteo Salvini, da parte sua, già ieri affermava di non avere più dubbi "dopo aver visto come la piazza di Roma ha accolto Zaia. Non si torna indietro. Tosi faccia mea culpa, oppure è finita".

     Gli effetti del duello sembrano estendersi anche al resto del centrodestra. Silvio Berlusconi, infatti, non esclude di incontrare Salvini in settimana, ma sfidando il veto leghista tiene il punto sull'alleanza con il Nuovo centrodestra: "Non posso rompere con Alfano, mi serve il suo aiuto per vincere in Campania".

     Giovanni Toti, consigliere politico di FI, spinge per rompere l'alleanza con Salvini e rilanciare l'asse con i centristi e afferma in un'intervista televisiva "Mi auguro che Salvini voglia dismettere la maschera da "Grillo di destra". Paolo Romani, a sua volta, picchia duro sui leghisti: "Abbiamo poco in comune con CasaPound". E Angelino Alfano gioca di sponda: "Non credo che FI segua la Lega, significherebbe sottomettersi alla leadership estremista di Salvini".

    Ma Salvini, a due giorni dalla manifestazione romana che ha visto in piazza circa 20mila fedelissimi, replica: "Io voglio parlare di contenuti. Al di là delle polemiche vorrei sapere se Fi condivide o meno le proposte della Lega: se non le condividono, peggio per loro, perché i loro elettori sì".

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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    Lega Nord, Matteo Salvini, Italia
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