14:48 06 Maggio 2021
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In vista dell’estate diversi Paesi europei, fra cui la Grecia, hanno iniziato a prepararsi per la bella stagione attraverso gli accordi bilaterali e la vaccinazione nel settore turistico. L’Italia dal canto suo attende il green pass europeo per far ripartire il turismo, ma così rischia di arrivare in ritardo o di perdere il treno.

Il turismo italiano, vero petrolio del Paese, è un settore devastato dall’assenza di turisti e dalle risorse insufficienti per ripartire. Tutto il sistema dell’ospitalità è stato fermo da mesi anche a causa del divieto di spostamento fra regioni di colore diverso, una situazione assurda vista la possibilità di viaggiare verso l’estero.

Mentre l’Italia attende il green pass europeo, alcuni Paesi come la Grecia sono già pronti a ricevere i turisti grazie a degli accordi bilaterali con altri Stati, anche extra Ue; inoltre nei pacchetti turistici greci si parla già di isole covid free. In quale stato si trova il turismo italiano? L’Italia non rischia di perdere la partita del turismo in Europa? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi. 

Bernabò Bocca
© Foto : Bernabò Bocca
Bernabò Bocca

— In quale stato si trova oggi il turismo italiano a causa della crisi post-Covid?

— Se dovessi usare un termine medico potrei dire in uno stato comatoso. Il comparto turistico ha subito più di altri il contraccolpo violento della pandemia. I nostri hotel sono rimasti chiusi per disperazione e non per imposizione, dal momento che non è stato possibile viaggiare per nessuno. Chi ha tenuto aperto lo ha fatto anche per spirito di servizio, mettendo a disposizione le proprie strutture per accogliere i malati di covid convalescenti e/o il personale sanitario e i familiari dei contagiati. Oggi, diciamo così, il settore aspetta di essere rianimato. Sicuramente accadrà presto e noi albergatori siamo pronti.

— Diversi Paesi in vista dell’estate si stanno già organizzando a ricevere i turisti, l’Italia invece attendendo il green pass europeo non rischia di perdere il treno?

— Tra gli stranieri vi è molta voglia di Italia, bisogna fare estrema attenzione a mettere il nostro Paese nelle condizioni di rimanere una destinazione prediletta. Perché dagli Stati Uniti, al Regno Unito alla Russia siamo turisticamente la “prima scelta” nell’organizzazione di un soggiorno ideale. Ho sempre sostenuto che le regole devono essere fatte pensando ad un fronte europeo, evitando così di creare disparità. Se in altri paesi oggi è già possibile programmare una vacanza, bene la stessa cosa deve accadere anche per noi. Io leggo con ottimismo la decisione del Governo di riaprire dal prossimo 26 aprile al movimento turistico tra regioni in zone gialle, prevedendo invece un pass tra le regioni di colori diversi. Questo è davvero un passo in avanti per ripartire.

— Il turismo è da sempre considerato il petrolio dell’Italia, se va male questo settore l’economia tutta ne soffre. Gli imprenditori del turismo sono sostenuti e aiutati dallo Stato in questo periodo di crisi?

— Il turismo continua ad essere a mio avviso l’eccellenza del nostro Paese, contribuendo nel suo complesso a produrre il 13% del PIL nazionale. Vale la pena ricordarlo! Riguardo le conseguenze dovute alla pandemia, dobbiamo dire che hanno cercato di aiutarci. Il Governo ha previsto sostegni per il nostro settore con misure ad hoc (tra cui l’abolizione della prima rata dell’IMU 2021 per gli immobili destinati ad attività alberghiera). Ma la crisi è talmente dura che non possono esserci ristori sufficienti per risanare davvero le nostre aziende. E’ difficile far comprendere quanto onerosa sia una impresa ricettiva: per crescere e stabilizzarsi sul mercato ci vogliono non anni, ma generazioni. Per precipitare invece basta poco purtroppo, se viene meno il movimento turistico.

— L’estate sta per cominciare. Di che cosa ha bisogno il settore turistico per ripartire? Che cosa chiedete al governo?

— Siamo certi che alla fine della pandemia il turismo tornerà più forte di prima, ma nessuna impresa può sopportare due anni con cali del fatturato del 70%. Servono perciò linee di credito con garanzia pubblica, ma con scadenza almeno a 15 anni, per permettere alle aziende, come sempre dico, di “comprare il tempo”. L’altra nostra priorità è avere una corsia preferenziale per la vaccinazione del personale alberghiero. La Grecia sta promuovendo le isole Covid free, noi speriamo di avere hotel Covid free..

— Il vaccino Sputnik non è ancora riconosciuto dagli organismi europei. I cittadini russi in arrivo in Italia, anche se vaccinati, devono sottoporsi a 14 giorni di quarantena. Non vi è il rischio così che l’Italia perda i turisti russi?

— La questione della diversificazione dei vaccini è sofferta, ma so che vi è la volontà di facilitare l’introduzione dello Sputnik anche da noi. Senza forzature rispetto ai tempi di autorizzazione dell’Ema, il vaccino prodotto in Russia è in sperimentazione presso l’Istituto Spallanzani di Roma. L’auspicio è che tutto vada a buon fine, primo per la fidelizzazione del turismo russo, ma anche perché per vincere la battaglia contro il covid non bisogna escludere nessuna arma.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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