23:31 07 Maggio 2021
Interviste
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Le palestre sono senza dubbio uno dei settori maggiormente tartassati in quest’anno di pandemia in Italia. A causa delle continue chiusure numerose attività sono costrette a chiudere per sempre, i titolari dei centri sportivi, abbandonati dallo Stato, vogliono solo lavorare. C’è chi riapre l’attività nonostante il decreto e le multe.

Quando le persone non riescono più a portare il pane a casa e raggiungono l’esasperazione non hanno più nient’altro da perdere. Dopo un anno di infinite chiusure sono tante le palestre che hanno deciso di riaprire ai clienti nonostante i divieti e le possibili multe. Lo sport fa bene alla salute e all’organismo, ma in un anno di pandemia sono state paradossalmente proprie le palestre ad essere il settore più penalizzato.

“Dopo la manifestazione di Roma almeno il 20% delle attività hanno deciso di riaprire sapendo di andare contro il decreto” ha sottolineato in un’intervista a Sputnik Italia Giampiero Guglielmi, presidente dell’Anpals (Associazione nazionale delle palestre e strutture private sportive).

— Giampiero Guglielmi, qual è la situazione in cui si trovano le palestre e i centri sportivi?

— Le palestre sono chiuse da più di un anno senza giustificati motivi, senza dati scientifici a supporto. Questa mattina leggevo delle possibili applicazioni di alcuni obblighi per quanto riguarda le future aperture che si paventano verso il mese di maggio. Questi obblighi però esistevano già nel vecchio protocollo, già di per sé ristretto, che è stato approvato dal Comitato tecnico scientifico riguardo alle palestre e alle piscine. Adesso stanno discutendo sui vincoli che erano già presenti. La mia domanda sorge spontanea: se questi vincoli che permetteranno di riaprire le palestre esistevano già nel vecchio protocollo a che cosa è servito questo periodo di chiusura totale? A nulla.

Gli unici che hanno avuto un supporto sono gli istruttori, i quali hanno ricevuto per alcuni mesi 800 euro. I titolari delle strutture sportive non hanno avuto nulla, o meglio, hanno avuto delle elemosine. Le faccio soltanto un esempio: una delle nostre strutture associate ha un affitto mensile di 15 mila euro, ha ricevuto 8 mila euro di ristoro. Stiamo scherzando? Questo è il settore che dovrebbe basarsi sulla salute dei cittadini. Noi ancora sentiamo gli esponenti del governo che parlano di chiusure.

— Quante attività hanno dovuto chiudere per sempre secondo le vostre stime?

— Circa un 25% delle imprese non riapriranno più. Non ce l’hanno fatta a mantenere i costi di gestione. Le chiusure hanno comportato un continuo esborso di denaro, perché i titolari delle strutture sportive hanno dovuto comunque continuare a pagare gli affitti e le utenze. Parliamo di una situazione veramente insostenibile. Alcuni esponenti politici parlano degli istruttori come di persone che svolgono dei lavoretti, questo è riduttivo e offensivo.

Il vero danno non è tanto il virus, ma la gestione della pandemia durante quest’anno, ci siamo ritrovati in una situazione disastrosa per via di gente incapace. Dopo un anno ci ritroviamo con gli stessi problemi di prima, anzi, con dei problemi che si sono ingigantiti.

— Gli imprenditori sono disperati, nonostante le multe c’è chi ha deciso di riaprire comunque, vero?

— Al di là delle palestre e dei centri sportivi, tante attività come i bar e i ristoranti hanno comunque riaperto a prescindere dal decreto. Quando la gente arriva all’esasperazione, non avendo più nulla da perdere, gli interessa relativamente poco ricevere un verbale, una sanzione amministrativa. La gente deve riprendere a lavorare, mi metto nei panni delle persone che devono portare avanti la propria attività, devono dare da mangiare ai propri figli aspettando un governo che di fatto non ha neanche le disponibilità economiche per ristorare le attività chiuse.

È vero che nelle altre nazioni hanno avuto lo stesso problema dei lockdown e delle chiusure, è pure vero che i governi hanno ristorato le attività rimborsando il 70-80% del loro mancato fatturato. In quel caso posso accettare un lockdown prolungato per tanto tempo, ma diversamente le persone come fanno a vivere? I titolari delle palestre hanno sempre professato il credo di non volere nulla dallo Stato, ma di riprendere la propria attività.

— Quanti sono i titolari delle palestre che riapriranno in barba alle sanzioni?

— Almeno il 20% delle strutture sportive hanno riaperto chi per accogliere gli sportivi agonistici chi a livello generale. Gli atleti agonisti già potevano allenarsi in palestra: non capisco quale sia la differenza fra un’atleta agonista che va ad allenarsi e una persona che va per motivi di salute in palestra. I protocolli da rispettare in entrambi i casi sono identici. Dopo la manifestazione dei primi di aprile a Roma molte palestre hanno riaperto la propria attività sapendo che andavano contro il decreto. Quando però la gente è esasperata, si interessa ben poco di quello che si decide. Questa è la più lampante dimostrazione che lo Stato ha fallito.

— In quest’anno di pandemia nessun politico né virologo non hanno mai sottolineato che lo sport fa bene alla salute e al sistema immunitario. È un paradosso, non crede?

— Ora stanno pubblicando articoli di diverse università che hanno appurato come la mancanza di attività fisica comporti un aumento del contagio. La partecipazione dell’individuo al movimento e le sensazioni positive a livello organico sono favorevoli per contrastare l’insorgenza del virus. Nessuno però si è mai permesso di parlare dei benefici dell’attività fisica, questo fa capire l’incapacità nella gestione della situazione da parte del nostro governo.

Il vecchio ministro dello sport è una persona incapace nella gestione dell’attività sportiva, ha soltanto erogato la miseria agli operatori sportivi pur di accaparrarsi un certo numero di consensi. Il sottosegretario attuale è una grande campionessa olimpica che evidentemente è stata messa lì per occupare una poltrona, per non dare adito al malcontento della popolazione. Hanno messo la figura di spicco come l’ex campionessa olimpica, ma di fatto è un fantasma. Tutto ciò fa capire la reale importanza che il governo dà allo sport come benessere e prevenzione legati alla salute. Nessuno parla dei benefici dello sport né di una alimentazione adeguata per rafforzare le proprie difese immunitarie. La verità dovremmo imparare a trovarla leggendo fra le righe, di certo non ascoltando ciò che ci viene detto.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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