22:21 12 Maggio 2021
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60 anni fa, il 12 aprile 1961, passò alla storia Yuri Gagarin, il primo uomo nello spazio. Sputnik ha intervistato per voi Boris Volynov, astronauta sovietico che effettuò due viaggi nello spazio, due volte insignito del titolo Eroe dell’Unione Sovietica, l’ultimo astronauta ancora in vita del prima team spaziale.

— Come fu scelto nel team spaziale?

— Nel 1955 terminai gli studi e divenni un pilota della divisione di Mosca preposta alla difesa contraerea. Ero di servizio a Yaroslavl. Era un lavoro complesso e difficile. Non c’erano quasi giorni di riposo. Un giorno mi convocò il comandante del reggimento. Mi proposero un lavoro ad alto rischio per la mia incolumità: volare a velocità e quote maggiori rispetto a quelle dei nostri caccia (sebbene noi andassimo fieri del fatto che i nostri caccia viaggiassero alle massime velocità e quote possibili).

Fummo sottoposti a un processo di selezione in più fasi (camera di decompressione, valutazione dello stato di salute dell’apparato vestibolare). I test duravano 40 giorni. Dei 5 selezionati dalla commissione soltanto io superai la prova.

Dopo un po’ di tempo mi convocarono nuovamente a Mosca. Avevano radunato in tutto 12 persone, me compreso, e il giorno dopo ne arrivò una tredicesima. Nel campo dell’aviazione si tende ad evitare il più possibile il numero 13, perciò questo dettaglio mi rimase impresso.

Membri della prima squadra di astronauti dell'URSS -  Yury Gagarin, Boris Volynov, Herman Titov, Eugenio Krunov
© Sputnik
Membri della prima squadra di astronauti dell'URSS - Yury Gagarin, Boris Volynov, Herman Titov, Eugenio Krunov

— Si ricorda di quando fece la conoscenza di Gagarin?

— Ci conoscemmo durante i salti col paracadute. Gagarin credeva che io fossi abituato a lanciarmi col paracadute, quindi venne a chiedermi consiglio. Già dopo diciassette lanci lavoravo come istruttore e aiutavo gli altri. Ma io e Gagarin parlavamo anche di altri temi, non solo di lavoro. Giocavamo insieme a pallavolo. Eravamo una coppia affiatata a pallavolo: lui preparava la palla e io schiacciavo.

— Quando capiste che vi stavano preparando per diventare astronauti?

— Si parlava tanto in quel periodo, ma la parola “spazio” la sentimmo ufficialmente quando parlammo con Sergey Korolev. Parlò con ciascuno di noi singolarmente e alla fine selezionò 6 persone. Servivano candidati alti meno di 170 cm. Io sono alto 172, quindi venni subito scartato da quel gruppo.

— Quando fu chiaro chi e quando avrebbe effettuato il volo del 12 aprile?

— Noi non sapemmo chi avrebbe viaggiato fino all’ultimo minuto: la scelta era tra Yuri Gagarin e German Titov. Venimmo a sapere della scelta soltanto in prossimità del volo quando sentimmo nelle comunicazioni radio con la Terra il soprannome di Gagarin, Kedr.

Mentre Gagarin effettuò un solo giro attorno alla Terra e non percepì tutte le “bellezze” dell’assenza di gravità, Titov fu il primo al mondo a percepirle proprio tutte durante il suo volo durato un giorno intero.

Allora nessuno sapeva o poteva spiegare in che modo l’assenza di gravità influisse sull’apparato vestibolare e sulla pressione sanguigna.

Yuri Gagarin durante le fasi preparatorie al suo volo nello spazio
© Sputnik
Yuri Gagarin durante le fasi preparatorie al suo volo nello spazio

— Dove vi incontraste il 12 aprile 1961?

— Quel giorno mi trovavo a Khabarovsk e avevo il compito di garantire il buon funzionamento del collegamento radio con Yuri. Quando stava sorvolando la nostra area, Gagarin riferì che stava per entrare nell’ombra della Terra. Tutti noi ci chiedemmo cosa fosse. Allora nessuno lo capiva. Abbiate pazienza, dopotutto era il 1961. Cosa poteva essere l’ombra della Terra? Poi lo capimmo.

— Prese parte alle indagini sulla morte di Gagarin?

— Sì.

— A Suo avviso si trattò o meno di morte naturale?

— Difficile dirlo. Ci sono molti aspetti poco chiari. È difficile capire quale delle molte versioni descriva la verità. Una delle versioni vede il coinvolgimento di un pallone meteorologico, dispositivo che pesa circa un chilogrammo. Se l’aereo fosse entrato in collisione con questo dispositivo ad alta velocità, sarebbero stato guai. Infatti, se si vola a velocità elevata, non si riesce a vedere il pallone in anticipo.

— All’interno del team spaziale c’era competizione?

— Sì, naturalmente. Perché non doveva esserci. È un bene che si voglia essere primi. Credo che sia una buona cosa. Imparare a lanciarsi dal paracadute meglio degli altri, imparare a gestire il proprio corpo, a rischiare. E anche dopo aver fatto amicizia, continuavamo a chiederci: chi di noi sarà scelto per il volo, tu od io? Chi sceglieranno? Chi sarà ritenuto adeguato?

Il nostro lavoro comunque non è fatto solo di traguardi, ma implica l’esposizione a importanti rischi. Non sapevo se il viaggio spaziale sarebbe stato motivo di grandi onori, una volta tornati sulla Terra, o se al contrario avremmo trovato la morte nello spazio.

— Quando Lei lavorava nel settore URSS e USA erano concorrenti. Oggi invece si parla più di collaborazione. A Suo avviso è meglio la concorrenza o la cooperazione?

— Anche la concorrenza non è male. Nel 1969 alla conferenza internazionale di Delhi eravamo presenti sia noi sia gli americani. Per gli incredibili traguardi conseguiti nel campo dell’esplorazione spaziale fummo premiati dalla Federazione astronautica internazionale: Niel Amstrong fu premiato per il primo allunaggio, io ed Evgeny Khrunov invece per il primo rendezvous nella storia tra due navicelle spaziali.

Dunque io strinsi la mano a Niel Amstrong e ci parlai. Sin da piccolo voleva volare sugli aerei. Negli USA ci sono dei club dell’aeronautica, come li avevamo noi in URSS, ma a pagamento. Per pagarsi gli studi, lavorava come custode. Alla fine ci siamo ritrovati entrambi nello spazio.

  • Boris Volynov in stato di assenza di peso durante la preparazione per il volo spaziale
    Boris Volynov in stato di assenza di peso durante la preparazione per il volo spaziale
    © Sputnik
  • Il cosmonauta sovietico Boris Volynov
    Il cosmonauta sovietico Boris Volynov
    © Sputnik . Stringer
  • Il cosmonauta sovietico Boris Volynov
    Il cosmonauta sovietico Boris Volynov
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  • Prima squadra cosmonauta sovietica
    Prima squadra cosmonauta sovietica
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Boris Volynov in stato di assenza di peso durante la preparazione per il volo spaziale

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