02:23 20 Aprile 2021
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L’ex premier Giuseppe Conte torna in campo e accetta la "sfida complessa e affascinante" di guidare la "rifondazione" del Movimento 5 Stelle che, assicura, "non sarà solo una operazione di restyling".

Lo ha annunciato mercoledì scorso a Roma intervenendo all'assemblea a distanza dei gruppi M5S. Conte intende proporre un nuovo statuto, da votare su una piattaforma che, a suo avviso, sarà utile per evitare le correnti interne.

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Публикация от Carla Ruocco (@carla_ruocco)

Nonostante questo, pochi giorni dopo il discorso di Conte, l’Associazione Rousseau ha lanciato oggi un ultimatum al Movimento 5 Stelle, chiedendo ai suoi eletti di saldare i debiti (i mancati versamenti) entro il 22 aprile: “Qualora i rapporti pendenti non verranno definiti entro questa data, saremo costretti a immaginare per Rousseau un percorso diverso, lontano da chi non rispetta gli accordi”.

Cosa potrebbe diventare la creatura di Grillo e Casaleggio e quale sarà il suo programma? Come cambierà il rapporto tra il M5S e l’Associazione Rousseau alla luce delle ultime dichiarazioni? Per parlarne Sputnik Italia si è rivolto in esclusiva a Carlo Sibilia, Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Interno nel governo Conte I, governo Conte II e governo Draghi, esponente del M5S.

Carlo Sibilia
© Foto : Ufficio Stampa Ministero dell’Interno  
Carlo Sibilia
— Sottosegretario, cosa pensa della discesa in campo e dell’ingresso nei 5 Stelle dell’ex premier Giuseppe Conte? Come valuta il suo primo discorso da leader?

Sono felice che Conte abbia accettato la sfida di rifondare il MoVimento 5 Stelle. Nel primo discorso ha delineato due punti solidi: una proposta che definisca una chiara identità politica e una proposta per dotare il movimento di razionalità organizzativa, coinvolgendo le varie organizzazioni territoriali e della società civile in modo stabile. Mi pare una buona base da cui ripartire.

— Conte ha annunciato la nascita di un nuovo soggetto politico. A Suo avviso, il piano di rinnovamento dell’ex premier ha le sembianze di una rivoluzione che potrà portare il vostro Movimento fuori dalla crisi? Lei si sente pronto per la nuova stagione?

— Penso sia prematuro fare previsioni. Conte ha annunciato una serie di incontri dopo la pausa pasquale per condividere il progetto finale. Abbiamo piena fiducia, ora siamo in attesa degli incontri, della condivisione e della bozza di progetto.

— Come il Neo-Movimento sarà diverso dal “vecchio” M5S e su quali valori si baserà?

— Ritengo positivo l'annuncio riguardante i 'forum di formazione permanente' per coinvolgere la società civile e le associazioni. L'apertura all'esterno è fondamentale. Sono tante le associazioni culturali trasversali che possono dare il proprio contributo, ad esempio la neonata Italia più 2050 a cui hanno aderito esponenti M5S-Pd-Articolo1 per discutere di transizione ecologica e futuro.

 — A Suo avviso, il cambio di passo inciderà sul limite dei due mandati o questo principio verrà confermato?

— Oggi decisione verrà presa per rendere efficace la rinnovata azione del Movimento 5 Stelle, compreso il mantenimento del limite dei due mandati. L'importante è che vengano preservate in le preziose e varie esperienze acquisite nel tempo. Siamo un gruppo giovane con skills solide, un patrimonio che tutti i partiti in Italia invidiano.

— Da tempo Rousseau è al centro di diverse controversie. Cosa cambierà nel rapporto con l’Associazione Rousseau, soprattutto alla luce dell’ultimatum che è stato annunciato oggi?

— Le ultime dichiarazioni dell’Associazione Rousseau hanno un tono ricattatorio che non è accettabile: penso che il dialogo non debba mancare ma il M5S non può accettare alcuna forma di aut aut. Le espressioni tranchant usate nei confronti del MoVimento in queste ore evidenziano da parte di Rousseau una volontà di chiusura, se non addirittura di rottura di ogni rapporto.

— Il M5S manterrà la partecipazione dal basso e il concetto “uno vale uno”? 

— La democrazia digitale resterà un punto fermo. La regola "uno vale uno" è un fondamento della democrazia ma quando si tratta di designare la classe dirigente occorrono innanzitutto persone con specifiche competenze, capaci. Uno vale uno, ma uno non vale l'altro. Pertanto è necessario un cambio di passo.

— Che forma prenderà l’alleanza con il Pd e altre forze politiche?

— La sfida più difficile, ma sicuramente tra le più importanti, è un accordo con il Partito Democratico di Letta alle elezioni amministrative in autunno. Sono certo che in alcune grandi città si possa trovare una quadra: Milano, Napoli, Torino, Bologna.

— E quale sarà invece la politica estera del Neo-Movimento? L’Italexit per voi non è più una priorità?

— L'Italia ha una storia di relazioni ben consolidate nel tempo. Continueremo a rafforzare il nostro ruolo nell'Unione Europea come abbiamo già fatto durante i due governi di Giuseppe Conte. Ritengo anche che il nostro Paese sia da sempre quello più inclusivo e il neo Movimento interpreterà al meglio queste storiche caratteristiche. Italexit non è mai stato nelle corde del M5S, tant'è che chi, all'interno del M5S, lo proponeva, è uscito dal movimento per promuovere altrove quel filone.

— Per la leadership del Movimento l’ex premier ha scelto una comunicazione sobria, molto simile a quella di Mario Draghi, e invoca anche un cambio di tono per quanto riguarda il linguaggio politico. Condivide questa linea?

— Certamente condivido. È necessario un cambio nel linguaggio: In passato il M5s è ricorso a espressioni giudicate spesso aggressive, iperboli necessarie a farsi ascoltare. Credo però che la nostra forza politica sia sempre stata ora moderata e responsabile, ora dovrà anche mostrarsi in questa veste a livello comunicativo con un'apertura maggiore verso le idee altrui.

— Secondo i recenti sondaggi elaborati da Termometro Politico, grazie all’arrivo del nuovo leader il M5S risale e si porta al 17%. È un segnale incoraggiante?

— Certamente negativo non è. Ed è solo l'inizio. Il MoVimento ha bisogno di una guida e di una struttura organizzata per raccogliere le istanze dei territori. Conte è la persona giusta per guidare questa nuova fase.

— Vorrei cogliere l’occasione per chiedere il Suo parere sul periodo che sta vivevo il Paese a causa della pandemia globale e in particolare su quello che è accaduto martedì in Piazza Montecitorio…

— L'Italia è stata indubbiamente penalizzata, in questa pandemia, dalla circostanza che siamo stati i primi a doverci fare i conti. Dopo oltre un anno cittadini ed imprenditori sono giustamente stremati dalle restrizioni che si sono rese necessarie per contrastare la diffusione del Covid19. Alle tensioni di piazza di questi giorni rispondo deprecando ogni forma di violenza, che non è mai accettabile.

Ricordo poi che in questo anno abbiamo, come governo, messo in campo oltre 120 miliardi di euro di risorse per i cittadini, per i lavoratori e a sostegno delle imprese danneggiate dalla crisi sanitaria: siamo prossimi alla normalizzazione, che passa per la vaccinazione di massa e per un efficace tracciamento dei contagi attraverso il tamponamento sistematico dei cittadini. In questo modo, con le ulteriori risorse in arrivo, sosterremo la ripresa delle aziende, che è il nostro prossimo obiettivo. Ecco perché, da sottosegretario al Ministero dell'Interno, esorto cittadini e imprenditori a non farsi strumentalizzare dai sobillatori professionali: è interesse precipuo del governo che dopo la crisi sanitaria si "curi" anche la crisi economica.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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