20:42 18 Aprile 2021
Interviste
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Dang Dinh Quy, rappresentante del Vietnam all’ONU, assumerà la presidenza. Intervistato da Sputnik in merito alle sue priorità, alle eventuali sanzioni ai danni dei militari in Myanmar e alle vaccinazioni dei rappresentanti permanenti contro il COVID-19.

— Quali saranno le priorità del Vietnam durante la vostra presidenza di turno al Consiglio di sicurezza dell’ONU? Intendete svolgere qualche seduta di alto livello del Consiglio?

— Terremo 3-4 sedute di alto livello. La prima si terrà l’8 aprile e avrà come tema i traguardi conseguiti nelle attività di sminamento. La seduta sarà presidiata dal nuovo vice-premier e dal nostro ministro degli Esteri.

L’obiettivo è sensibilizzare e attuare nuove misure per evitare vittime civili provocate dalla presenza di mine e ordigni esplosivi improvvisati durante i conflitti. Si tratta di un problema molto frequente in qualsivoglia area interessata da conflitti.

Pertanto, è fondamentale ricordare a tutti l’importanza di tali questioni e la necessità di portare avanti le operazioni di sminamento volte a prevenire ulteriori morti, in particolare tra civili, donne e bambini. La seconda sessione si terrà il 19 aprile: sarà un dibattito aperto di alto livello guidato dal nostro presidente o comunque dai nostri leader (il presidente deve ancora essere eletto).

La sessione sarà dedicata al ruolo delle organizzazioni regionali e sub-regionali e alla cooperazione delle stesse con l’ONU per la promozione del dialogo e l’adozione di misure che consentano di prevenire i conflitti.

La terza sessione si terrà il 28 aprile e verterà sulla difesa dei siti civili strategici. Nello specifico, si tratta della protezione di realtà che garantiscono l’approvvigionamento idrico e alimentare, nonché delle strutture sanitarie. Infatti, si tratta di strutture insostituibili per la vita dei civili.

Consiglio di Sicurezza dell'Onu
© AP Photo / Julie Jacobson
Consiglio di Sicurezza dell'Onu

— E la quarta seduta?

— La quarta non sarà di alto livello, ma è di altrettanto valore. Avrà luogo il 14 aprile e sarà dedicata al tema della violenza sessuale durante i conflitti armati.

— Prevede che il Consiglio di Sicurezza alla fine comminerà sanzioni ai danni della dirigenza militare in Myanmar?

— Ad oggi non ho avuto notizia di richieste promosse da membri del Consiglio di Sicurezza o di mozioni avanzate da Stati membri a questo proposito. Tuttavia, è ancora in fase di discussione il programma dei lavori per il mese di aprile. Al momento il programma non prevede sedute sul tema Myanmar.

— Dunque al momento non state affrontando il tema dell’eventuale introduzione di sanzioni contro i militari del Myanmar?

— Non ho notizia di questo.

— Può cortesemente illustrarci il ruolo che l’ASEAN potrebbe svolgere nella risoluzione di questa crisi?

— Dopo che la criticità si è presentata, il presidente dell’ASEAN ha reso una dichiarazione. Il 2 marzo l’ASEAN ha organizzato un incontro ministeriale informale tra i Paesi aderenti all’associazione. Poi il presidente ha reso una seconda dichiarazione. La posizione è stata espressa in maniera molto chiara. E tutti i membri dell’ASEAN supportano la posizione del presidente. Di fatto l’ASEAN sta sfruttando tutti i canali possibili per collaborare con tutte le parti coinvolte in Myanmar.

L’obiettivo è fermare gli episodi di violenza e l’uso smoderato della forza, nonché creare un clima favorevole al dialogo e ai negoziati sulla base della costituzione e della legislazione del Paese che risponda ai veri desideri e alle esigenze del popolo.

Questi sforzi continuano ad essere profusi. L’ASEAN stessa potrebbe continuare a prestare aiuti umanitari al Rakhine ed altre regioni in difficoltà. L’ASEAN sta collaborando intensamente anche con le strutture dell’ONU dedicate a questi temi.

— Il Consiglio di sicurezza sta continuando a lavorare da remoto. A settembre il presidente russo Vladimir Putin ha offerto il vaccino russo Sputnik V contro il coronavirus ai collaboratori dell’ONU. L’organizzazione, però, non ha ancora fornito una risposta in merito. A Suo avviso, sarebbe utile condurre una vaccinazione tempestiva di tutti i collaboratori che partecipano alle sedute del Consiglio di sicurezza cosicché questo organo possa tornare a riunirsi dal vivo?

— È proprio quello che vogliamo. E io stesso l’ho proposto durante alcuni incontri informali tenutisi il mese scorso… Ho anche chiesto il motivo. Ci servirebbero soltanto 200 dosi. Cento per i 15 Stati membri: per ogni missione diplomatica sono 6 le persone che parteciperebbero in presenza alle sedute del Consiglio. Dunque, sarebbero circa 90 dosi per i 15 Stati membri.

E poi aggiungiamo altre 100 dosi per i collaboratori del Segretariato che si occupano dei servizi correlati alle sedute. Tuttavia, la situazione non appare chiara perché tutti i membri permanenti (Russia, USA, Cina, Gran Bretagna, Francia) sono grandi esportatori di vaccini. E 200 dosi non sono poi così tante. Siamo costretti ad aspettare al momento.

© Sputnik . Mikhail Klimentev
Il videomessaggio di Putin all'ONU

— Ma qual è il problema? Cosa stanno aspettando?

— Ho posto proprio questa domanda, ma non è stata data risposta.

— Dunque, Lei è a favore della vaccinazione dei collaboratori del Consiglio di sicurezza?

— Sì, certo. Ma penso che alcuni membri del Consiglio si siano già vaccinati in linea con il piano vaccinale del Centro di controllo e profilassi statunitense di New York. Anche io ho già ricevuto la prima dose dato che ho 60 anni.

— Lei si è vaccinato a New York?

— So che anche alcuni altri membri del Consiglio di sicurezza hanno ricevuto la prima dose. Ad esempio, il rappresentante permanente dell’Estonia diceva di aver ricevuto il Johnson & Johnson.

— E Lei?

— Io Moderna. Avrò la seconda dose il 9 aprile.

L'arrivo del vaccino Moderna all’aeroporto militare di Pratica di Mare
© Foto : CC-BY-NC-SA 3.0 IT / Ufficio Stampa Presidenza del Consiglio dei Ministri

— Come si sente? Ci sono stati effetti collaterali?

— Non particolarmente. Mi sento bene. Talvolta mi fa un po’ male il braccio. Ho avuto qualche linea di febbre, ma niente di grave.

— Per quanto ne so, il Vietnam sta al momento testando due vaccini proprietari…

— Sì e speriamo che entro settembre riusciremo ad avere un nostro vaccino.

— Quale sarà lo stile politico che il Vietnam adotterà durante il turno di presidenza al Consiglio di sicurezza? Provi a descrivere lo stile dei diplomatici vietnamiti.

— Non è così facile. Siamo vicini all’ASEAN. La diplomazia vietnamita è coerente, paziente e basata sul consenso. È paziente in nome del raggiungimento del consenso e della promozione del dialogo perché tutti siano contenti e si sentano a proprio agio.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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