20:41 18 Aprile 2021
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In un’infinità di notizie negative tipiche di questo periodo di pandemia arrivano anche buone nuove. È il caso di Bormida, un paese della Liguria senza casi Covid. Prevenzione, particolari caratteristiche del territorio e fortuna. Un insieme di fattori che rendono il paesino Covid-free.

Da gennaio 2021 Bormida, paesino di 350 anime nel savonese, non registra casi di Coronavirus. Anche nel 2020 Bormida non è stata praticamente colpita dalla pandemia, solo in autunno il comune ha registrano pochissimi casi di contagio.

Bormida già nel 2017 si è ritrovata al centro dell’attenzione mediatica internazionale per l’iniziativa del sindaco volta a ripopolare il paese dando 2 mila euro a chi si sarebbe trasferito nel comune ligure. Oggi, a distanza di 4 anni, Bormida torna alla ribalta per la sua singolare condizione Covid-free. Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista il sindaco di Bormida, Daniele Galliano.

— Sindaco Galliano, il suo paese da mesi non ha casi Covid. Qual è il vostro “segreto”?

— Attualmente il nostro paese, così come i paesini limitrofi, non registra casi Covid. Penso che sia stato un misto di fattori a fare del nostro comune un paese Covid-free. Innanzitutto la prevenzione partita già da febbraio dell’anno scorso attraverso l’acquisto anticipato di mascherine e guanti distribuiti a tutto il paese, abbiamo consegnato a tutti salviette igienizzanti.

Abbiamo chiuso i negozi e abbiamo permesso l’ingresso nel negozio soltanto ad una persona alla volta. Non avendo supermercati e grosse catene commerciali si riesce a gestire il flusso di clienti e quindi non c’erano contatti fra le persone.

In secondo luogo i nostri paesi non hanno condomini e aggregazioni popolate, ognuno ha la sua casetta con il giardino, abbiamo tanti spazi verdi, quindi è possibile passeggiare senza incontrare nessuno. Il nostro è un paese di anziani, di conseguenza non esiste la movida, l’età media qui è di 65-70 anni. Non abbiamo le scuole, questo è un altro elemento che ha giocato a nostro favore. Non abbiamo case di riposo. L’insieme di tutti questi fattori ci ha permesso di stare fuori dalla pandemia.

— Prevenzione assieme alle caratteristiche particolari del territorio quindi.

— La componente principale comunque è la fortuna, siamo stati anche tanto fortunati.

— Attualmente siete Covid-free, l’anno scorso però avete registrato qualche caso di contagio, giusto?

— All’inizio della pandemia non abbiamo avuto casi di contagio per tutta la primavera, compresa l’estate. Già l’anno scorso alcune testate giornalistiche erano venute qui per fare delle riprese su questa situazione “anomala”. In autunno con l’apertura delle scuole qualche piccola quarantena con i ragazzi che vanno a scuola nei paesi vicini c’è stata, abbiamo registrato anche qualche piccolo contagio familiare. Da gennaio in avanti e finora siamo a quota zero.

— La vaccinazione della popolazione a che punto è?

— Abbiamo fatto un’agenda comunale inviando a tutti gli anziani una lettera spiegando che c’era la possibilità di effettuare il vaccino. In un pomeriggio abbiamo vaccinato 45 ultra ottantenni. Fortunatamente senza nessuna conseguenza.

— Con l’arrivo della bella stagione e dei turisti non teme che il virus possa entrare nel vostro paese?

— Anche l’anno scorso d’estate erano arrivati i turisti e i residenti che hanno le seconde case. Quest’anno se la legge permetterà senz’altro arriveranno i turisti a respirare un po’d’aria buona. Anche queste seconde case però sono molto disperse nel territorio, non ci sono concentramenti come dicevo prima. Il nostro comune è uno dei più boscosi d’Italia. Non mi creerei grossi problemi di tensione per l’arrivo degli abitanti delle seconde case.

— A meno che non arrivino i giornalisti da tutto il mondo per le vostre vie.

— Speriamo di no (ride), perché è già successo. Il nostro paese è andato alla ribalta a livello mondiale nel 2017 quando avevamo offerto 2 mila euro per chi veniva a risiedere nel nostro piccolo paese. Non registrando nascite cercavamo un modo per ripopolare il paese. Questa mia offerta aveva fatto il giro del mondo, in una settimana avevo ricevuto 25 mila mail con richieste, lettere da tutto il mondo. Sono venuti da noi olandesi, polacchi, irlandesi e da altri Paesi. Vorrei solo precisare che tale iniziativa non è più attuale ovviamente.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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