20:06 12 Aprile 2021
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La misura contenuta nel Dpcm di inizio marzo fa infuriare gli albergatori e scatena la polemica politica. L'appello di Federalberghi al governo: "Ora via libera agli spostamenti per vaccinati e immuni". Il nodo dei vaccini: "L'Europa riconosca lo Sputnik e il vaccino cinese altrimenti non si tornerà alla normalità".

Pasqua in lockdown, ma si potrà andare in vacanza fuori dall’Italia e di conseguenza spostarsi, anche tra regioni rosse, per raggiungere l’aeroporto di partenza. È il paradosso contenuto nell’ultimo Dpcm, che ha scatenato la bagarre, con Federalberghi che parla di vera e propria “beffa” per gli operatori del settore, costretti a fare i conti con l’ennesima chiusura.

La notizia è stata confermata dal Viminale dopo una richiesta dell’Associazione tour operator italiani (Astoi) che aveva chiesto chiarimenti in merito alla possibilità di spostarsi per recarsi in aeroporto "in caso di viaggi per turismo verso destinazioni estere non interdette". Il responso è stato positivo, delineando una situazione che gli addetti ai lavori giudicano a dir poco paradossale.

“È assurdo che ci sia una lista di trenta Paesi verso i quali gli italiani possono viaggiare con un semplice test negativo, mentre a casa nostra un milanese non può andare a Firenze, a Bergamo oppure a Roma: così contribuiamo ad arricchire le economie degli altri mentre la nostra è ferma da mesi”, si sfoga Giuseppe Roscioli, vice presidente vicario di Federalberghi, raggiunto al telefono da Sputnik Italia.

— Come avete preso questa notizia?

— È veramente un paradosso. A questo punto chiediamo che la regola degli spostamenti con il tampone negativo valga anche per tutta Italia. O perlomeno che ci si possa spostare tra regioni della stessa fascia.

Bisogna anticipare l’adozione del passaporto vaccinale: ad oggi ci sono almeno dieci milioni di persone che hanno ricevuto la prima dose del vaccino e che quindi potrebbero muoversi liberamente senza nessuna restrizione. La stessa cosa dovrebbe valere per chi il Covid l’ha già avuto. Con un semplice test sierologico si può valutare se ha ancora gli anticorpi molto alti ed è quindi immune come se avesse ricevuto il vaccino.

— Vi aspettavate il lockdown di Pasqua, a quanto ammonteranno le perdite?

— È molto difficile fare stime perché non c’è paragone con il 2019. Alcuni perderanno quasi il 100 per cento del fatturato. Sono ancora moltissimi gli alberghi chiusi. A Roma su 1200 strutture ne sono attive soltanto cento. Probabilmente se non ci fossero state tutte quelle problematiche all’inizio della campagna vaccinale la situazione ora sarebbe diversa.

Abbiamo pagato la disorganizzazione iniziale e i problemi con gli approvvigionamenti. Sicuramente c’è chi è stato più spregiudicato di noi e pagando di più i vaccini è riuscito a immunizzare quasi tutta la popolazione, altrimenti non si spiega.

— Cosa chiedete al governo?

— Innanzitutto c’è da dire che gli indennizzi arrivati fino ad oggi sono stati ininfluenti e basati su criteri sbagliati. Non si possono dare rimborsi a pioggia ma devono essere calcolati sulla base del fatturato perso ed essere concentrati sulle situazioni più gravi. E poi l’estensione del bonus 110 per cento anche al sistema alberghiero. Il fatto che sia stato destinato solo ai privati ha favorito ancora una volta gli affitti in nero e il sommerso.

— In quanti rischiano di non riaprire?

— Sicuramente i più a rischio sono gli hotel in affitto. La copertura del 60 per cento in termini di credito di imposta è un passo avanti. Ma per chi non ha mai aperto anche pagare il 40 per cento, che in alcune situazioni significa centinaia di migliaia di euro, vuol dire chiudere.

— Cosa vi aspettate dai mesi estivi?

— Le strutture che si trovano nelle località turistiche, anche se non al 100 per cento torneranno a lavorare. Poi, però, non bisogna dimenticare il resto d’Italia: Roma, Milano, Torino, che non sono luoghi di villeggiatura e che, nella migliore delle ipotesi, rimarranno con il 10-20 per cento di occupazione.

— Quando si tornerà alla normalità?

— Le grandi catene alberghiere e la Iata prevedono un ritorno ai fatturati del 2019 non prima del 2024-2025. Nel frattempo dobbiamo fare di tutto per accelerare e recuperare il prima possibile quello che è stato perso, sperando che questa campagna vaccinale vada il più spedita possibile. 

Poi c’è la questione del riconoscimento dei vaccini. Noi non abbiamo ancora quello dei vaccini russo o cinese, che sono due Paesi fondamentali per il nostro turismo. Speriamo che lo Sputnik venga riconosciuto anche in Europa altrimenti non si potrà mai tornare ai livelli di fatturato pre-Covid.

Molti altri Paesi l’hanno già fatto con accordi bilaterali ad hoc: è successo tra Grecia e Israele o tra Spagna e Inghilterra, come dimostra il boom di turisti inglesi che stanno andando alle Canarie in queste settimane.

Noi purtroppo non solo siamo fuori da tutto questo, ma agevoliamo i nostri cittadini ad andare all’estero piuttosto che in Italia. Insomma, ci stiamo facendo un grande autogol.  

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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