02:59 20 Aprile 2021
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In un periodo in cui i luoghi della cultura devono rimanere chiusi ma nell’aria rimane la fame di cultura, attori e musicisti trovano nuovi spazi di vita quotidiana da riempire con la propria arte. Cosi, grazie al Covid-19, nasce Teatro Delivery - il teatro consegnato a domicilio. Il progetto ha preso piede in tutta l’Italia.

A Roma, a bordo del suo motorino Michela Cesaretti Salvi porta di casa in casa il cibo per l’anima. Si sceglie un menù degli spettacoli, a partire da 20 euro, tra commedie, tragedie, favole per bambini. Basta un click sul sito di Michela e lo spettacolo è sotto casa, ovvero nei cortili dei palazzi, sui terrazzi ma anche al parco o lungo la strada.

Per un approfondimento Sputnik Italia si è rivolto a Michela Cesaretti Salvi - attrice, cantastorie e promotrice del progetto Teatro Delivery.

— Michela, potrebbe raccontare come nasce il progetto Teatro Delivery?

— L'idea del Teatro Delivery nasce grazie all'attore e regista Ippolito Chiarello, che undici anni fa ha creato la formula del Barbonaggio Teatrale, un modo per avvicinare il Teatro alle persone facendolo uscire dagli edifici teatrali e portandolo in strada.

Negli ultimi mesi del 2020, cercando di reagire a questa situazione di blocco totale, e sentendo la necessità di non abbandonare il suo pubblico in un momento così delicato, Ippolito ha iniziato a praticare il Barbonaggio Teatrale Delivery, per "curare le anime e prevenire l'astinenza del cuore", portando i suoi spettacoli a domicilio. Convinto della necessità di questa iniziativa, ha deciso di condividere la sua idea e ha fondato le USCA, Unità Speciali di Continuità Artistica, invitando gli artisti di tutta Italia ad unirsi a lui in questo progetto, per usare tutti una sola voce e riaffermare con forza la nostra esistenza e la nostra funzione.

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Публикация от Teatro Delivery Milano (@teatrodelivery_milano)

— Molti vi paragonano con i rider che portano cibo a domicilio in tutta la città. Le piace questo parallelo? Come definirebbe la vostra missione?

Michela Cesaretti Salvi
© Foto : Michela Cesaretti Salvi
Michela Cesaretti Salvi

— Non mi dispiace questo parallelo. I riders rappresentano anch'essi una categoria di lavoratori molto precaria, come i lavoratori dello spettacolo. Inoltre credo che l'arte, come il cibo, sia un bene di prima necessità. I riders in questi mesi sono stati un po' il simbolo dell'emergenza. portare il teatro a domicilio è anch'esso un modo per non lasciare le persone da sole in un momento così critico, per dar comunque loro la possibilità di vedere uno spettacolo dal vivo. per nutrirle, sotto un altro punto di vista. Noi portiamo cibo per l'anima, se di missione vogliamo parlare... è un'iniziativa un po' estrema ma necessaria.

— Non pensa che questo progetto potrebbe diventare anche un nuovo modo per conquistare il pubblico che sta per perdere la bella abitudine di andare a teatro?

— Beh, diciamo che si stabilisce una relazione molto forte con chi riceve un'ordinazione. Le situazioni sono diverse... a volte mi trovo a lavorare con parecchie persone in un condominio, che sperimentano così di nuovo la condivisione di un'esperienza di ascolto, altre volte magari lo spettacolo è un regalo a sorpresa per un amico, o per un'occasione romantica, e racconto davanti a due persone. In ogni caso tu sei lì per chi ti ha chiamato, e l'emozione è sempre molto grande, si vivono momenti poetici e un po' magici! Comunque spero di sì, sarebbe bello se questo servisse a riportare le persone nei teatri, quando riapriranno. O a conquistare nuovi spettatori, arrivando dove il Teatro finora non c'era. 

— Il Covid ha avuto effetti negativi sulla nostra psiche. Durante il primo lockdown ci sono state molte persone che hanno sofferto per questa situazione di isolamento. Sono aumentate le patologie legate ad attacchi d’ansia, insonnia, depressione. Il teatro, a Suo avviso, potrebbe essere utilizzato anche per un fine “terapeutico”?

— Assolutamente sì. Credo che il contatto con l'arte e la bellezza sia di per sé terapeutico. In questo momento è importante dar modo alle persone di rientrare in contatto con la dimensione teatrale, di ricevere una narrazione diversa da quella fatta di numeri in cui siamo costantemente sommersi.

Il nostro stato mentale incide sul sistema immunitario, ed è stato messo a dura prova da questa situazione di prolungata emergenza. C'è bisogno di aria fresca, e un’incursione teatrale nella quotidianità può essere una bella boccata d'aria. Le storie ci permettono di viaggiare anche quando nella vita non si può, di riattivare l'immaginazione. Inoltre condividere un'esperienza di ascolto avvicina i cuori delle persone, aiuta a superare le distanze dei corpi e l'isolamento.

— Chi sono gli autori della vostra compagnia? Le misure finanziarie adottate per il teatro hanno funzionato nel loro caso o Teatro delivery per loro è l'unica fonte di reddito?

— La rete delle USCA comprende molti artisti e compagnie teatrali sparsi in tutto il paese, ognuno porta le sue proposte. Io sono attrice, speaker e contastorie e, al momento, con il Teatro Delivery, lavoro da sola proponendo le mie narrazioni. Durante il lockdown per fortuna ho continuato a lavorare registrando speaker, che realizzo da casa. Ho anche ricevuto i ristori per i lavoratori dello spettacolo. Il Teatro Delivery è un modo per continuare a fare il mio lavoro (in sicurezza), per sostenermi e per rendermi utile offrendo un servizio che ritengo necessario.

 Di che cosa è composto il menù teatrale? Come si può partecipare al progetto?  

— I menù sono composti da narrazioni teatrali associate in maniera diversa. Trattandosi di cibo per l'anima ogni menù ha un titolo che descrive l'effetto che l'ascolto dovrebbe produrre sull'anima di chi ascolta. Ci sono anche racconti per bambini. Si può comporre un menù personalizzato combinando a piacere alcune narrazioni e/o aggiungendo letture a scelta.

Al primo posto c'è sempre la sicurezza e il rispetto delle norme anti COVID. Lavoro sempre all'aperto, a distanza. Può essere sotto una finestra, un balcone, in un cortile, in un terrazzo condominiale ovunque ci sia uno spazio all'aperto dove stare ben distanziati. Per ricevere uno spettacolo a domicilio basta andare sul mio sito, dove si trovano tutti i contatti, e chiamarmi per concordare menù e logistica. Per partecipare al progetto e unirsi alla rete delle USCA bisogna andare sul sito di Ippolito Chiarello dove si trovano tutte le informazioni.

— Quanto costa un biglietto? Siete disposti a fare qualche piccolo sconto alle famiglie in condizioni economiche disagiate che comunque vogliono vedere lo spettacolo?

— Per ogni menù è indicato un costo, che si intende per famiglia o piccolo gruppo. Sono assolutamente disposta a venire incontro a persone che sono in difficoltà. Se una famiglia non è in condizioni di pagare ma desidera vedere lo spettacolo, la consegna per quella famiglia è gratuita.

— Il 27 marzo dovrebbero finalmente ripartire anche i teatri. Visto che al pubblico manca tantissimo la magia delle poltroncine rosse, aspetta un boom di prenotazioni oppure sarà difficile a ricominciare?

— Al momento c'è grandissima incertezza e credo che ci saranno molte difficoltà per ricominciare. Intanto bisogna pensare che ci sono numerose realtà di teatri piccoli, moltissimi professionisti che lavorano con passione pur essendo costantemente in bilico dal punto di vista economico anche prima della pandemia. Molte compagnie si erano faticosamente rimesse in piedi riuscendo a organizzare festival e eventi all'aperto durante l'estate, stavano cercando di far ripartire la stagione quando sono state fermate di nuovo. Poi bisogna capire quali saranno le condizioni e cosa servirà per mettere in pratica le norme di sicurezza... Le persone sono ormai molto spaventate, anche se i teatri e i cinema sono stati impeccabili nei mesi scorsi nel gestire le norme anti-COVID.

Durante questo periodo sono uscite fuori moltissime criticità presenti nel sistema e si fa sempre più forte la necessità di apportare cambiamenti sostanziali, per permettere alle lavoratrici e ai lavoratori del settore dello spettacolo di lavorare e vivere in maniera più dignitosa. Sarebbe bello se si decidesse finalmente di dare il giusto riconoscimento al settore culturale, che sarà fondamentale sotto tutti i punti di vista per risollevare questo Paese.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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