05:54 14 Aprile 2021
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Il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha nominato il Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo nuovo Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 al posto di Domenico Arcuri. La scelta da risalto al ruolo cruciale dell’Esercito nella gestione delle crisi.

Il nuovo Commissario all’emergenza appare indubbiamente un professionista di grande esperienza e all’altezza dell’incarico; come indicato nel suo profilo al Ministero della Difesa: “Il Generale Francesco Paolo Figliuolo ha maturato esperienze e ricoperto incarichi molteplici e diversificati, in ambito Forza Armata Esercito, interforze e internazionale”, non solo in Italia ma anche all’estero, in Kosovo e in Afghanistan, le onorificenze non si contano.

Il premier Draghi ha puntato quindi sulla meritocrazia e sulle comprovate competenze sul campo. Il momento è critico e c’è molto lavoro da compiere, anche in considerazione della recrudescenza dell’infezione da Covid-19 nelle ultime settimane, l’obiettivo principale sarà quello di apportare un’accelerazione al ritmo delle vaccinazioni puntando alle 500-600 mila somministrazioni al giorno. Il Generale Figliuolo dovrà individuare le modalità appropriate, le sinergie, la logistica in merito alle operazioni di trasporto, distribuzione e somministrazione delle dosi per raggiungere l’agognato traguardo.

Ancora una volta lo Stato si trova nella necessità di rivolgersi all’Esercito, una scelta inevitabile che diventa risolutiva davanti alle grandi emergenze nazionali. Un compito adeguato alle sfide? Come afferma il Generale Francesco Cosimato: “la crisi è il pane di ogni militare”.

Ed è proprio al Generale Cosimato, veterano di numerose missioni all’estero e direttore del Centro studi “Sinergie” che Sputnik Italia si è rivolto per un approfondimento. Tra l’altro, il Generale Cosimato e il Generale Figliuolo, hanno frequentato insieme il 162° corso “Onore” all’Accademia Militare di Modena e alla Scuola di Applicazione di Torino, nel periodo 1980 – 1984. Entrambi hanno iniziato la loro carriera nell’Esercito come ufficiali di artiglieria.

Gen. Cosimato primo a sinistra in prima fila, Gen. Figliuolo terzo a destra in seconda fila
© Foto : Gen. Cosimato
Gen. Cosimato primo a sinistra in prima fila, Gen. Figliuolo terzo a destra in seconda fila

— Generale Cosimato, Lei conosce personalmente il Generale Figliuolo, cosa ne pensa di questo nuovo incarico di Commissario speciale per l’emergenza Covid affidatogli dal premier Draghi?

Generale Francesco Cosimato
© Foto : Francesco Cosimato
Generale Francesco Cosimato
— Le Forze Armate in generale, e l’Esercito in particolare, da oltre un anno hanno svolto un’importante funzione di supplenza delle altre amministrazioni dello Stato. Il sistema multimodale di trasporti della difesa e le risorse sanitarie militari sono state spese senza risparmio per ridurre la pressione su organismi che spesso non sono stati pensati per reagire a situazioni di crisi così importanti. L’Esercito costituisce, per ovvi motivi dimensionali, la parte più cospicua di questo dispositivo ed il suo Comando Logistico, affidato al Gen. Figliuolo, è stato in grado di intervenire a massa con le proprie risorse. In buona sostanza, Il Generale Figliuolo si sta occupando di queste cose sin dall’inizio per cui, in un momento di incertezza e, soprattutto, di dubbio generato dalle attività investigative in corso sulla gestione precedente, la decisione mi sembra giustamente prudente ed indubbiamente opportuna.

— Qual è la Sua opinione sulla precedente gestione dell’emergenza Covid?

— Per rispondere a questa domanda si dovrebbero conoscere in dettaglio la struttura ed i compiti dell’Ufficio del Commissario Straordinario. Premesso che quello che conta sono i risultati, mi pare che la struttura commissariale non si sia posta in relazione appropriata con le altre strutture della pubblica amministrazione, ad esempio, l’acquisto dei dispositivi di protezione attraverso individui che potremmo definire “estemporanei” non costituisce una buona pratica. Spero che non siano stati commessi reati, ma non capisco come mai non si siano percorse le vie normali, per esempio coinvolgendo le nostre ambasciate nei Paesi dai quali approvvigionare i materiali necessari.

Il vaccino contro il coronavirus russo, Sputnik V, è a San Marino
© Foto : Istituto per la Sicurezza Sociale di San Marino / Andrea Costa
La cura per la comunicazione delle cosiddette “primule”, cioè quei centri di vaccinazione disegnati da un noto architetto, potrebbe non essere stata strettamente necessaria e coerente con la tempistica di vaccinazione.

A margine di tutto ciò, vorrei sapere cos’hanno fatto gli organismi che normalmente avrebbero dovuto occuparsi degli approvvigionamenti e che in questa occasione sono stati affidati al Commissario straordinario.

Vantaggi nell’impiego dell’Esercito

— Anche questa volta l’Esercito Italiano sarà all’altezza dei compiti previsti?

— Un militare non si chiede se sarà all’altezza del compito, ha il dovere di conseguire l’obiettivo indicato. L’assolvimento del compito non è una questione da discutere, è la naturale conseguenza del rispetto dell’ordine e della disciplina nell’eseguire l’operazione in corso. Quando il militare finisce un’attività, invece, ha l’abitudine di chiedersi se avrebbe potuto farla meglio, per migliorare in futuro. L’Esercito, e più in generale le Forze Armate, eseguiranno delle attività che per loro sono normali, perché è del tutto normale operare in una situazione di crisi, “la crisi è il pane di ogni militare”. Ribadisco, infine, che l’Esercito sta già svolgendo questi compiti da oltre un anno.

— Quali sono secondo Lei i punti di forza e le risorse che un’istituzione come l’Esercito può mettere in campo davanti alle situazioni d’emergenza?

— Studio, addestramento, disciplina, esperienza, iniziativa, rispetto dei ruoli. L’Esercito è un organismo che dispone di risorse umane culturalmente preparate, un Ufficiale fa cinque anni di corso per comandare un plotone. Tutte le Forze Armate curano la formazione impartendo al proprio personale uno specifico addestramento, sul quale va, inevitabilmente ad innestarsi l’esperienza che si matura in tanti teatri di crisi oltre che nelle operazioni nazionali, come la ormai nota “Strade sicure”. I decisori di ognuno dei suoi livelli ordinativi sanno di dover agire d’iniziativa ogni volta che la situazione muta in maniera imprevedibile e, soprattutto, nell’Esercito ognuno sa qual è il suo ruolo al quale si deve attenere in maniera scrupolosa. I militari sono stati i primi a confrontarsi con il problema del funzionamento degli organismi complessi e per il quale hanno sviluppato una specifica dottrina e standardizzato delle procedure operative calibrate sui compiti da svolgere.

Anche critiche all’impiego dell’Esercito

— Comunque, non sono mancate perplessità sulla nomina del Generale Figliuolo e sulla “professionalità” dell’Esercito per la distribuzione dei vaccini. Il professore Crisanti ha dichiarato: “Con tutto il rispetto, il nostro generale del Genio, in confronto agli ingegneri di Amazon, è un apprendista”. Come valuta questa affermazione? Può sussistere questo confronto?

— Gli scienziati di questo nostro Paese sembrano non sapere che la ricerca scientifica è una risorsa che non avremmo dovuto appaltare alle multinazionali del farmaco, dobbiamo essere liberi di curarci. Ritengo anche che dobbiamo essere liberi di avere un nostro sistema logistico con il quale la politica eroga i servizi ai cittadini. Tutte queste prese di posizione mi inducono a pensare che la sovranità si stia spostando verso imprese private. A cosa serve votare un parlamento se poi i vaccini li compro dalle big pharma e li faccio distribuire da Jeff Bezos? Crisanti svela il pensiero unico per cui dobbiamo essere schiavi di un’élite globalista, per loro siamo consumatori e non cittadini, schiavi e non patrioti.

— Snobbato da alcune componenti politiche italiane, pare ci si ricordi dell’Esercito e in generale delle Forze Armate solo davanti alle grandi crisi e nei momenti di bisogno! Cosa ne pensa?

— Ho già più volte dichiarato, anche qui a Sputnik, che la classe dirigente al potere è inefficace e ideologizzata e che già in situazioni normali non eroga ai cittadini i servizi che gli sarebbero propri. Se io, come tanti Ufficiali di ogni Forza Armata, ho dovuto occuparmi di cooperazione civile-militare per quasi tutta la mia carriera, questo è dovuto al fatto che l’Esercito ha sempre dovuto svolgere compiti che non gli competevano, non è una novità. Chi non è capace di risolvere i problemi che la legge gli affida, dovrebbe però almeno passare la mano, e non parlo solo del Dott. Arcuri.

— Cosa augura al Suo collega di corso d’Accademia?

— Il Generale Figliuolo è un Ufficiale decorato dell’Ordine Militare d’Italia, la più alta onorificenza al valore, a Lui auguro ogni fortuna, a chi lo ha posto nella posizione attuale chiedo di collaborare con serietà, potrebbe trovarsi a servire la Patria con la sua stessa dedizione. A tutti noi auguro di ritrovare uno spirito di comunità che abbiamo perso nei meandri di una cultura globalista e che ci ha reso egoisti, vanitosi ed inconcludenti. Per tornare a vivere abbiamo bisogno del nostro territorio, del nostro popolo, della nostra lingua, delle nostre tradizioni, insomma, lo si dica ogni tanto che abbiamo bisogno della nostra Madrepatria.

I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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