16:28 10 Aprile 2021
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Il Cavaliere Giulio di Sabato, Presidente e fondatore di Sari Spazio Fashion Showroom, Presidente di Assomoda e di Best Showroom, ha dedicato tutta la vita alla moda, cercando di portarla in diversi paesi come Cina e Russia. 

Recentemente, durante un viaggio di lavoro in Cina per incontrare i vertici del gruppo Greenland, con i quali ha siglato un importante contratto di collaborazione che lo vede responsabile acquisti del settore fashion per Italia ed Europa, si è ammalato di Covid e ha passato un mese e mezzo tra il ricovero ospedaliero e quarantena in hotel, prima del rientro in Italia.   

Giulio Di Sabato ha raccontato a Sputnik Italia della sua esperienza in Cina e la sua impressione sulla Settimana della moda a Milano, che si è appena conclusa.

— Come è stata la Milano Fashion Week, questa volta praticamente tutta digitale? 

— Nonostante le difficoltà, molti stilisti sono stati capaci di presentare le loro collezioni, in digitale, scegliendo location suggestive che potessero fare dimenticare il grande limite che stiamo vivendo in questo momento; certo che, la presenza fisica fa fortemente la differenza e la speranza è quella di ritornare presto a sfilare dal vivo.

— Quale è stato il vantaggio?

— Il grosso vantaggio è, senza dubbio, la possibilità di potere arrivare a un numero infinito di persone, in diretta e nello stesso tempo, rendendo l’evento internazionale.

— E quale svantaggio?

— Lo svantaggio è quello di vivere un’emozione filtrata attraverso uno schermo e, soprattutto per quanto riguarda i brand emergenti, l’impossibilità di potere mostrare al meglio le proprie creazioni.

— Con questo format, c’è stato un crollo delle vendite? O i buyer si sono adattati a un nuovo format?

— Il grande potere di noi umani è quello di sapere adattarci a qualsiasi situazione – in questo caso particolare poi, o ti adatti o muori – ma sicuramente e soprattutto per i nuovi marchi è difficile proporre un prodotto che i buyer non possono vedere dal vivo, toccare e vedere indossato di persona ma sempre e solo attraverso una telecamera; considerando anche che,  causa delle chiusure forzate in tutto il mondo, la maggior parte dei negozi hanno dello stock invenduto che dovranno smaltire e, anche questo, non favorisce i nuovi acquisti.

— Quali paesi si sono adattati velocemente e quali sono rimasti indietro?

— Sicuramente la Cina, da un certo momento in poi, ha registrato una crescita importante nelle vendite, e con lei tanti altri paesi, anche se il fenomeno è relegato al mondo dell’e-commerce; le vendite nei negozi continuano a risentire dell’andamento altalenante dell’epidemia.

— Secondo lei, quando si tornerà al format live show? E quando succederà, sarà completamente live o in futuro potrebbe essere un mix tra live e digital?

— Credo che la vaccinazione di massa, cui tutto il mondo si sta sottoponendo, potrà portare dei risultati a partire dalla prossima SS22; ma certamente dopo questo terremoto, di cui siamo ancora tutti protagonisti, il digitale avrà un’importanza fondamentale nel futuro.

— Il Piano di vaccinazioni in Italia sta procedendo molto lento, per la mancanza di vaccini. Alcuni paesi trattano con la Russia o hanno già iniziato (come San Marino) la vaccinazione con Sputnik V. Lei che hai vissuto il Covid, cosa pensa della vaccinazione e del vaccino russo?

— Penso che la vaccinazione, al momento, sia l’unica soluzione al problema: vaccinarsi tutti e subito. Per quanto riguarda la Russia è noto il mio amore per questo paese – non solo ho una moglie russa ma anche una figlia che parla il russo perfettamente, nonostante la piccola età – e, se ci fosse la possibilità di vaccinarsi con lo Sputnik V, non avrei nessuna esitazione a farlo.

— Ci può raccontare la sua esperienza in Cina…

— E’ stata un’esperienza a dir poco surreale perché, durante la quarantena che mi avrebbe permesso di partecipare alla CIIE, China International Import Expo, insieme ai referenti del gruppo Greenland, mi sono ritrovato catapultato nell’incubo Covid: venti giorni di ospedalizzazione con una polmonite bilaterale alla conclusione della quale, prima di rientrare a Milano, ho dovuto sottostare ad ulteriori quattordici giorni di quarantena. Per fortuna, a problema risolto, ho potuto partecipare a importanti riunioni per dare vita al mio nuovo progetto professionale con il gruppo Greenland.

— La Cina ha ripreso completamente? E adesso salverà anche la moda italiana (con forte richiesta mentre in Europa vediamo un crollo di consumi)?

— La Cina ha completamente ripreso il proprio business e, con la chiusura dei confini, ha avuto una grossa crescita con il mercato interno; se salverà l’Italia lo staremo a vedere nel prossimo futuro anche se, direi, che l’Italia sarà in grado di salvare se stessa.

— Quale sarà il futuro della moda?

— La moda continuerà a vivere e trasformarsi finché esisterà l’uomo; ci sarà sempre il bisogno di proporre, di creare tendenze, di confrontarsi. Come per l’araba fenice, rinasceremo dalle nostre ceneri.

— Quali sono suoi piani adesso?

— Nonostante l’impossibilità a viaggiare, sarò a Mosca ad aprile durante la settimana della moda: grazie alla mia profonda amicizia con Alexander Shumsky, presidente della Mercedes Benz Fashion Week Russa e del Russian Fashion Council, parteciperò in live streaming  – unico showroom a partecipare alla settimana della moda russa - con delle sfilate che si terranno nel mio spazio; trasmesse in ben quaranta paesi, avrò la possibilità di  presentare alcuni dei marchi da me distribuiti, molti sono delle novità per il mercato russo che, con l’importante portafoglio clienti che ho sviluppato nei lunghi anni di lavoro, spero di riuscire a imporre in uno dei mercati più importanti al mondo: il lavoro che, data la mia vocazione di scopritore di nuovi talenti, è quello che amo di più.

  • Sari Spazio
    Sari Spazio
    © Foto : Sari Spazio
  • Sari Spazio Fashion Showroom
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I punti di vista e le opinioni espressi nell'articolo non necessariamente coincidono con quelli di Sputnik.

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